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Nel Sulcis Iglesiente il Fondo apre all’edilizia sociale

di Davide Madeddu

Nel Sulcis. Le aree da bonificare

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Non solo transizione energetica e nuove iniziative imprenditoriali. Il Just Transition Fund del Sulcis Iglesiente guarda anche all’housing sociale e prevede di destinare al settore circa 50 milioni di euro. Risorse che dovrebbero essere recuperate dagli ambiti che non hanno ricevuto proposte, in un passaggio ritenuto necessario per fare in modo che vengano spesi tutti i 367 milioni di euro previsti per i 24 comuni dell’area del Sulcis Iglesiente.

Il primo passo è stato compiuto dalla Commissione europea, che ha approvato il regolamento. «Questo significa che, come stabilito dal Comitato di sorveglianza, si allargano le maglie e, in questo caso, si spiana la strada al progetto relativo all’housing sociale», sottolinea Daniele Reginali, componente del Comitato e assessore alla Programmazione e al Bilancio del Comune di Iglesias. Prima della definizione operativa ci sarà però un ulteriore passaggio in Regione, «per recepire la modifica al regolamento e poi procedere con la delibera». Le risorse che saranno destinate all’housing sociale, prima di essere messe a terra, dovranno quindi attendere un ulteriore step: «Sarà compito dei Comuni definire i progetti e i programmi di intervento», aggiunge Reginali.

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Gli altri progetti previsti per il rilancio del territorio, che comprende 24 Comuni e che fino a qualche anno fa veniva indicato in tutti i principali rapporti come la “provincia più povera d’Italia”, sono già partiti. Al primo posto, per quota di risorse assegnate, ci sono ovviamente le opere di risanamento ambientale: interventi di bonifica e ripristino delle aree segnate dall’eredità delle attività minerarie oggi dismesse. «Una fetta importante va ai piani delle bonifiche ambientali — aggiunge ancora Reginali —. In questo caso le risorse in campo sono pari a 150 milioni di euro e servono anche per i progetti che riguardano la valle del Rio San Giorgio, a Iglesias». In quest’area l’intervento prevede la rimozione dei residui delle lavorazioni minerarie che, fino a buona parte della seconda metà del Novecento, si sono susseguite sotto l’egida di diverse aziende. «A questi interventi — prosegue Reginali — si devono poi aggiungere altre opere, di entità e importo minore, che interesseranno sia Portovesme sia Carbonia».

Ma non è tutto. Nel piano di interventi ci sono anche altre iniziative che riguardano diversi settori. Una parte degli incentivi destinati alle piccole e medie imprese, circa 20 milioni di euro, sarà infatti utilizzata per finanziare progetti di miglioramento delle performance energetiche. Un intervento, si legge nelle linee del programma, «finalizzato a sostenere il sistema produttivo locale nei percorsi di efficientamento energetico e transizione sostenibile, contribuendo agli obiettivi del Programma Jtf di accompagnare i territori più esposti alle sfide della transizione verso un’economia climaticamente neutra».

Gli avvisi, ormai chiusi, riguardano anche la promozione dell’uso delle energie rinnovabili, il sostegno ai percorsi di up-skilling e re-skilling per inoccupati, disoccupati e lavoratori a rischio per effetto della transizione, gli investimenti per la formazione tecnica e l’alta formazione, il potenziamento dei servizi per la ricerca di lavoro e per la creazione di nuova impresa, l’inclusione attiva delle persone in cerca di occupazione, senza dimenticare il sostegno alla transizione e alla diversificazione dell’economia locale, anche attraverso progetti di ricerca.

Attenzione anche ai progetti di innovazione e alle misure di sostegno per i servizi di conciliazione tra lavoro e famiglia, finalizzati all’innalzamento dei tassi di attività. Ambiti differenti che, come sottolineano gli amministratori locali, potrebbero aprire la strada a nuove iniziative imprenditoriali, dato che tra le misure finanziabili figurano anche progetti per avviare nuovi percorsi produttivi.

«Possiamo dire che, per quanto riguarda questo territorio, i programmi legati alle diverse iniziative sono andati avanti in maniera molto spedita — conclude Reginali —. Gli avvisi sono tutti chiusi, perché l’intero sistema è andato molto avanti. Adesso siamo nella cosiddetta fase di valutazione dei progetti. Poi, una volta definite le graduatorie, si procederà con la fase successiva, finalizzata al finanziamento e al sostegno delle nuove iniziative. A quel punto potranno partire i progetti esecutivi».

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