Rugby

Nel più imprevedibile Sei Nazioni l’Italia cresce e chiude al quarto posto

L’unica partita deludente nel Sei Nazioni degli Azzurri è stata proprio l’ultima (e in casa dell’ultima…) e ridimensiona un po’ il bilancio, che però rimane decisamente positivo

di Giacomo Bagnasco

- Torneo delle Sei Nazioni - Galles vs Italia - Principality Stadium, Cardiff, Galles, Regno Unito - 14 marzo 2026 I giocatori italiani salutano i tifosi dopo la partita Action Images via Reuters/Andrew Boyers

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Inutile girarci intorno, una punta di amaro rimane. L’unica partita deludente nel Sei Nazioni degli Azzurri è stata proprio l’ultima (e in casa dell’ultima…) e ridimensiona un po’ il bilancio, che però rimane decisamente positivo: quarto posto con due vittorie su due partite in casa, due valide prestazioni su tre match in trasferta, l’Inghilterra per la prima volta battuta e lasciata indietro in classifica.

E poi, a parte il disgraziato primo tempo in casa del Galles, la capacità di giocare alla pari con le avversarie, con maturità e consistenza. Nonostante infortuni importanti, che hanno privato la squadra di uomini come Vintcent, Negri, Capuozzo per tutto il torneo, o quasi.

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Da segnalare pure la crescita a livello internazionale di diversi elementi. La prima linea “di rincalzo” (formata dai giovani Spagnolo, Di Bartolomeo e Hasa), un seconda linea come Zambonin, salito al livello dei migliori, la conferma definitiva di Zuliani in terza, l’affidabilità di Marin in più di un ruolo, da estremo a centro, di fianco a un fenomenale Menoncello. Tutti ragazzi nati dal 2000 in poi, cui si aggiunge Fusco (ottobre 1999), che ha offerto prestazioni di valore come mediano di mischia.

Il tutto in una pazza edizione del Sei Nazioni. In uno sport dove il sovvertimento dei pronostici è raro, il più antico torneo rugbistico del mondo concede abitualmente qualche sorpresa in più rispetto ad altre competizioni, ma stavolta si è proprio superato.

Mettiamo in fila qualche stranezza. L’Irlanda viene umiliata in Francia al primo turno, ma poi ne vince tre di fila (in Inghilterra anche con un distacco record) e fino all’ultimo resta in corsa per aggiudicarsi il trofeo. La Scozia perde a Roma ma continua battendo nettamente sia l’Inghilterra sia la Francia e arrivando a sua volta all’ultima giornata con ambizioni di successo finale. La Francia domina i primi tre turni, salvo prendere 13 mete nelle ultime due partite e solo a tempo scaduto rientrare in possesso del primo posto finale, bissando il trionfo del 2025.

E qui bisogna soffermarsi un attimo sull’Inghilterra, che finisce quinta (peggiore piazzamento di sempre dal 2000, quando il torneo è diventato Sei Nazioni con l’ingresso dell’Italia). Dopo una vittoria in Galles che sembrava confermare il suo status di favorita alla pari con il XV transalpino, la squadra del ct Steve Borthwick entra in una spirale di tre sconfitte consecutive. Toccato il fondo con l’Italia, gli stessi uomini si trasformano allo Stade de France e segnano sette mete ai maestri del rugby champagne in un match che non voleva smettere di regalare emozioni. Solo con un calcio di Ramos a tempo abbondantemente scaduto i transalpini hanno compiuto il sorpasso definitivo, quello del 48-46.

I britannici possono rimproverarsi di non avere avuto un calciatore all’altezza e di avere gestito male l’ultimo vantaggio, ma la loro resurrezione nell’arco di una settimana rimane un mistero. O forse anche questa metamorfosi non è altro che la conferma di quanto gli aspetti psicologici prevalgano su qualunque altra cosa anche quando in campo vanno professionisti iper-collaudati.

Onore alla Francia, comunque, che tra l’altro ha potuto contare sul migliore marcatore di punti (Thomas Ramos, con 74) e addirittura sul miglior metaman di sempre nella storia trisecolare del torneo: il fenomenale trequarti-ala Louis Bielle-Biarrey ha segnato quattro mete sabato all’Inghilterra portando a nove il suo raccolto personale.

Nove sono anche le mete realizzate complessivamente dall’Italia, che è stata la squadra meno prolifica. Pochi anche i punti all’attivo (117, altro ultimo posto). Ma se guardiamo l’altra faccia della medaglia gli Azzurri sono secondi solo all’Irlanda per il minore numero di mete e punti subiti, rispettivamente 16 e 117.

Anche su questi dati ci sarà da riflettere in vista dei nuovi impegni. Si riparte a luglio con il Nations Championship, nuova versione dei vecchi e amati test match, che ci vedrà ospiti di Giappone, Nuova Zelanda e Australia.

Il Sei Nazioni 2026

Primo turno. Francia-Irlanda 36-14; Italia-Scozia 18-15; Inghilterra-Galles 48-7

Secondo turno. Irlanda-Italia 20-13; Scozia-Inghilterra 31-20; Galles-Francia 12-54

Terzo turno. Inghilterra-Irlanda 21-42; Galles-Scozia 23-26; Francia-Italia 33-8

Quarto turno. Irlanda-Galles 27-17; Scozia-Francia 50-40; Italia-Inghilterra 23-18

Quinto turno. Irlanda-Scozia 43-21; Galles-Italia 31-17; Francia-Inghilterra 38-46

Classifica finale

Francia 21 punti; Irlanda 19; Scozia 16; Italia 9; Inghilterra 8; Galles 6

Quattro punti per la vittoria, due per il pareggio, un punto di bonus alla squadra che segna almeno quattro mete e a quella che perde con meno di otto lunghezze di scarto

I marcatori

74 punti: Ramos (Francia); 48 Russell (Scozia); 47 Crowley (Irlanda); 45 Bielle-Biarrey (Francia); 39 P. Garbisi (Italia)

I metamen

9 mete: Bielle-Biarrey (Francia); 5 Attissogbé (Francia); 4 Arundell (Inghilterra), Graham (Scozia), Osborne (Irlanda)

Riproduzione riservata ©

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