La spesa 2028-2034

Nel nuovo bilancio UE 8,6 miliardi destinati a cultura, media e società civile

Nel nuovo Quadro Finanziario Pluriennale, Bruxelles raddoppia i fondi destinati alla cultura e annuncia AgoraEU, programma che valorizzerà l’eredità di Europa Creativa e il programma Cittadinanza, Uguaglianza, Diritti e Valori

di Roberta Capozucca

3' di lettura

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La Commissione europea ha presentato la proposta per il Quadro Finanziario Pluriennale 2028–2034, lo strumento che definirà le priorità di spesa dell’Unione nei prossimi sette anni. Il documento, che apre ora la fase negoziale tra Parlamento europeo e Consiglio, prevede una dotazione complessiva di 1.984,6 miliardi di euro, pari all’1,26% del Reddito Nazionale Lordo dell’UE, segnando un incremento significativo rispetto all’attuale bilancio settennale 2021–2027, fissato a 1.211 miliardi (1,1% del RNL). Si tratta del piano finanziario più ambizioso mai proposto dall’Unione, concepito per rafforzare la sua autonomia strategica e dotarla di strumenti flessibili per affrontare le sfide geopolitiche e sistemiche che caratterizzeranno il prossimo decennio.

EUROPA CREATIVA ED AGORAEU PER LA CULTURA

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Cultura e creatività, cresce la dotazione

Buone notizie per il settore culturale che, dopo mesi di incertezze, tagli ai bilanci nazionali e segnali poco incoraggianti da Bruxelles, può finalmente tirare un sospiro di sollievo. A generare allarme era stata anche una bozza preliminare del nuovo programma Europa Creativa, finora unico strumento interamente dedicato al sostegno delle industrie culturali e creative , che aveva spinto centinaia di enti e migliaia di professionisti ad aderire alla campagna Ask, Pay, Trust the Artist, promossa dal network europeo Culture Action Europe.

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Ma, nonostante le preoccupazioni, la Commissione ha risposto raddoppiando la dotazione complessiva destinata a cultura e media che passa così da 2,44 miliardi dell’attuale programma di Europa Creative (2021-2027) a 4,99 miliardi di euro, portando la quota dedicata a questi settori dallo 0,23% allo 0,25% del totale. Il significativo aumento delle risorse si inserisce nel contesto del lancio di AgoraEU il nuovo programma da 8,6 miliardi di euro che accorpa gli attuali Creative Europe e Citizens, Equality, Rights & Values (CERV), dedicato alla promozione della cittadinanza attiva, dei diritti fondamentali e dello stato di diritto.

Le ragioni alla base dell’accorpamento, illustrate dalla Commissione europea lo scorso 16 luglio durante la presentazione ufficiale della proposta, risiedono nella volontà di superare la frammentazione dei canali di finanziamento e di integrare pienamente la cultura all’interno delle priorità strategiche dell’Unione. Si tratta di un’operazione che, secondo Bruxelles, non comprometterà l’autonomia operativa dei settori coinvolti, i quali continueranno a beneficiare di una certa indipendenza gestionale e programmatica. Il nuovo programma AgoraEU si articolerà di fatto in tre filoni principali:

• 1,8 miliardi di euro saranno destinati al comparto Creative Europe – Cultura

• 3,2 miliardi andranno a rafforzare il settore audiovisivo attraverso MEDIA+

• 3,6 miliardi alimenteranno la nuova area Democracy, Citizens, Equality, Rights and Values valorizzazione della memoria storica europea

Le reazioni del settore

L’annuncio della Commissione è stato accolto con un cauto ottimismo da parte delle organizzazioni del settore culturale. Sebbene il nuovo assetto sollevi ancora timori sul futuro di Europa Creativa che, inglobato in AgoraEU, potrebbe risultare più esposto alle oscillazioni delle agende politiche nel lungo periodo, la Commissione ha confermato il mantenimento degli obiettivi e degli strumenti chiave del programma. Il programma continuerà infatti a sostenere i progetti di cooperazione transnazionale, le reti culturali europee, le piattaforme tematiche, le Capitali europee della cultura, lo European Heritage Label e la mobilità per artisti e operatori culturali. Tra le novità annunciate anche un percorso di semplificazione amministrativa, con l’introduzione generalizzata di finanziamenti a forfait, e l’apertura verso nuove priorità strategiche, come l’equità intergenerazionale e il contributo del settore culturale alla definizione delle politiche pubbliche europee.

Cosa succede ora?

Il negoziato tra Parlamento europeo e Consiglio dell’Unione prenderà il via nell’autunno 2025, con il Parlamento che adotterà la sua prima posizione in lettura. Entro dicembre, sotto la presidenza danese, il Consiglio presenterà una prima toolbox negoziale contenente le proposte di compromesso sui principali capitoli di spesa. L’approvazione definitiva del nuovo Quadro Finanziario Pluriennale è prevista entro la fine del 2027.

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