Ravenna Festival 2025

Nel nome di Sancho Panza dal pop alla messa

Il cartellone

di Carla Moreni

The Tallis Scholars nella Chiesa di San Vitale

2' di lettura

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Multifoglie e scheggiato in plurime direzioni Ravenna Festival si conferma una autentica festa di scoperte e sorprese, in equilibrio tra passato e futuro, secondo un progetto artistico pronto a soddisfare palati diversi, intrecciando linguaggi e percorsi d’arte. Oltre cento si conteranno le alzate di sipario, dal 31 maggio al 13 luglio, e distribuite in un programma che vede coinvolti più di mille artisti. In questo invito a sconfinare, tuttavia, il timone del viaggio appare mantenuto saldo in mano alla musica. Anzi, alle musiche. Forte di un pedale sonoro che non può che risuonare tangibile qui, nella città dove Riccardo Muti abita da sempre e dove Cristina Mazzavillani Muti è anima, nonché Presidente onorario della manifestazione. Anche il motto in testa al cartellone di questa trentaseiesima edizione concorre a ribadirlo. Rubato a Cervantes del Don Quijote, recita: “Donde hay música no puede haber cosa mala”. Ne era certo Sancho Panza. E ci fidiamo.

Ecco dunque i grandi numeri del Palazzo De André, quattromila posti, ideali per le ospitalità a grandi orchestre, quest’anno le due ammiraglie del Maggio Musicale Fiorentino con Zubin Mehta e di Santa Cecilia con Daniel Harding, affiancate dalla sempre più qualificata Cherubini, che con Muti terrà due concerti sinfonici in apertura e chiusura del Festival, di cui anche in altre date rimane fondamentale protagonista. Suggeriscono una esperienza alternativa, sotto il profilo acustico, visivo e del repertorio, le prime tre domeniche di giugno con il sacro di In templo Domini, tutte nella Basilica di Sant’Apollinare in Classe e in occasione dell’Anno Giubilare: Messe da non perdere, tra autorevoli celebranti e cantori di prima classe come i Tallis Scholars, l’Ensemble Odhecaton di Paolo Da Col e il Gruppo Vocale Heinrich Schütz, direttore Roberto Bonato. A traiettorie diverse invita ancora la geografia del cartellone: così se fino al 2 giugno si rincorrono gli appuntamenti di “Romagna in fiore”, distribuiti in nove località fuori le mura, da Faenza a Riolo Terme e sotto il segno della ecosostenibilità, per l’autunno si ritorna al centro, alla fortezza del Teatro Alighieri, pronti a una nuova Trilogia. Questa volta tutta per Händel, con Orlando, Alcina, Messiah, affidati alla coppia vincente Pier Luigi Pizzi e Ottavio Dantone.

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