Auto e mobilità aziendale

Nel noleggio a breve l’utilizzo della flotta sale al 78,2 per cento

Il dato (in crescita di 3,4 punti percentuali rispetto a secondo trimestre 2024) conferma l’abilità dei noleggiatori nel tenere i veicoli in movimento

di Alessandro Palumbo

(Adobe Stock)

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Gli operatori del noleggio a breve termine hanno portato a casa un buon risultato nel secondo trimestre del 2025. Infatti, il giro d’affari è stato, secondo Aniasa, pari a 436 milioni di euro, 31 milioni in più rispetto al 2024, pari ad una crescita del 7,8%. Ma se il mercato ha prodotto un ottimo risultato sul versante del valore, ciò non vale anche per i volumi. I clienti hanno noleggiato di meno: 1,3 milioni di noleggi, quasi 32mila in meno rispetto al 2024. Il decremento è stato pari al 2,3 per cento.

Probabilmente è successo che i noleggiatori o hanno previsto una domanda meno forte di quella che poi si è presentata davanti ai banconi delle stazioni, oppure hanno scelto di non acquistare un quantitativo di veicoli idoneo a rispondere ai livelli della domanda. Il risultato è stato una flotta media, cioè il numero di mezzi mediamente a disposizione per il noleggio nei piazzali, pari a 139.900, il 4,7% in meno rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.

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Nonostante ciò, i noleggiatori sono stati molto abili a contenere la contrazione dei volumi: la performance del numero dei giorni di noleggi ha registrato un decremento minimo (-0,4%). Questo grazie all’utilizzo della flotta che ha raggiunto il 78,2%, ben 3,4 punti percentuali in più rispetto all’anno precedente. Questo indicatore fotografa l’abilità dei noleggiatori nel tenere i veicoli in movimento, quindi noleggiati, evitando che restino fermi nelle stazioni. Ogni giorno in più di noleggio, infatti, si traduce direttamente in fatturato. In altre parole, il livello di utilizzo diventa la sintesi perfetta della capacità organizzativa e commerciale delle società del settore.

Estremizzando e in parole povere possiamo concludere che durante il secondo trimestre ciascun veicolo è stato noleggiato per 70 giorni.

I clienti hanno speso di più ed hanno noleggiato per più tempo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il prezzo ha tirato su il giro d’affari. Il ricavo per giorno di noleggio è stato nel secondo trimestre pari a 44,3 euro (+8,2%). Noleggiare un veicolo è costato mediamente al cliente 326 euro (+10,3%). Tale risultato è dovuto all’effetto combinato dell’incremento della tariffa al giorno e dall’aumento della durata media che è passata da 7,2 giorni nel 2024 a 7,4 giorni nel 2025 (+1,9%).

I clienti noleggiano le auto disponibili e le politiche di acquisto dei noleggiatori tengono conto non solo delle preferenze dei clienti ma anche di logiche economiche. Nel secondo trimestre, infatti, le 5 auto più acquistate sono 600, 206, MG3, Avenger e Puma. Nel primo semestre, secondo Dataforce, il breve ha immatricolato 81mila vetture. Tra queste, i motori a benzina e mild hybrid si confermano leader indiscussi: nel semestre hanno conquistato il 63%. Seguono le diesel e le mild hybrid con il 14% ma la contrazione è stata molto forte (-44%). Le full hybrid raggiungono il 13% quadruplicando le vendite. Anche le plug-in hybrid mostrano un balzo significativo: +141% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma nonostante la crescita, la loro quota si ferma al 5%.

Sul fronte delle elettriche, la crescita è innegabile (+163%) anche se i numeri restano molto contenuti e la market share è al tre per cento. A tal proposito la stessa Aniasa è fermamente contraria alla proposta a cui sembrerebbe stia lavorando la Commissione europea di rendere le flotte aziendali solo elettriche dal 2030. Secondo Giuseppe Benincasa, direttore generale dell’associazione Aniasa, se le aziende di noleggio a breve termine fossero impropriamente ricomprese nel concetto di flotte aziendali e costrette a comprare solo auto elettriche, ciò genererebbero gravi ripercussioni sul settore e sul turismo in generale, vista la risposta negativa che i clienti nazionali ed esteri hanno dato rispetto alla possibilità di poter fruire di detti veicoli per le loro esigenze di mobilità.

Tutt’altra storia per gli acquisti di veicoli commerciali dove il diesel resta la scelta dominante con l’81% della quota. Veicoli a benzina e ibridi sono marginali. La vera alternativa ai diesel sono i veicoli elettrici che con una quota del 15% segnalano un posizionamento strutturale nel mercato.

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