Diritti

Nel Media Board di UN Women Italy anche Il Sole 24 Ore

Nel comitato Monica D’Ascenzo, Mariangela Pira, Maria Latella, Danda Santini, Lorenza Ghidini e Diletta Parlangeli

di R.Fi.

Correzione in data 21 maggio 2025: alla seconda riga la frase “lavora meno sei donne su dieci” sostituisce “lavora meno di una su sei”

Monica D’Ascenzo, giornalista esperta e Diversity & Inclusion Editor de Il Sole 24 Ore e Responsabile di Alley Oop,

3' di lettura

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In Italia il 65% degli inattivi è donna, con più di un terzo di queste escluse dal mercato del lavoro per ragioni familiari. Il tasso di occupazione femminile ci dice che lavorano meno di sei donne su dieci, contro oltre il 70% della media europea. E quando le donne lavorano, guadagnano il 12% in meno degli uomini a parità di ruolo e di mansioni e fanno più fatica a fare carriera tanto che fra i manager sono circa una ogni quattro. Un divario di genere che si amplia al 33,2% al momento della pensione. In famiglia, poi, ancora il 75% del lavoro di cura non retribuito è svolto dalle donne e sono sempre loro che lasciano più spesso il lavoro o accettano part time involontari per occuparsi dei figli. Fra le famiglie monoparentali, inoltre, otto su dieci sono formate da madri e figli e sono anche quelle più a rischio povertà ed esclusione sociale. In questo contesto si inserisce il fenomeno, ormai strutturale, della violenza di genere: 31,6% delle donne ha subito violenze fisiche o sessuali e si conta un femminicidio ogni due giorni nel nostro Paese. Il fenomeno riguarda anche i giovani: secondo un’indagine del Ministero dell’Interno, il 66% delle ragazze subisce pressioni su come vestirsi e oltre il 30% delle giovani denuncia relazioni tossiche. Sul luogo di lavoro, le denunce per molestie sono cresciute dell’81% negli ultimi due anni. A fronte di questi dati l’Italia è scesa di 18 posizioni nella classifica del World Economic Forum relativa alla parità di genere posizionandosi all’87° posto del Gender Gap Report 2024.

UN Women Italy

Basterebbero questi numeri ha motivare la decisione dell’UN Women – l’ente delle Nazioni Unite per la parità di genere e l’empowerment femminile – di lanciare ufficialmente il Comitato Nazionale UN Women Italy durante l’incontro ministeriale del G7 a Matera nell’ottobre 2024. UN Women Italy, parte di una rete globale di 13 Comitati nazionali, organizzazioni non governative senza scopo di lucro, indipendenti, laiche e apartitiche, promuove i diritti delle donne attraverso un cambiamento culturale profondo, condizione imprescindibile per superare le disuguaglianze e costruire una società più equa e sostenibile. Opera attraverso partnership strategiche con istituzioni, governi, imprese e associazioni.

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«UN Women Italy è impegnata su quattro fronti. Il lavoro, innanzitutto. Se in Italia lavora una donna su due, dobbiamo capire il perché e fare proposte alle istituzioni per introdurre riforme a sostegno dell’occupazione, soprattutto nel Sud. Seconda direttrice, le giovani e i giovani: dobbiamo renderli protagonisti qui in Italia, offrendo loro opportunità innovative per interrompere la fuga dei cervelli. Terzo tema la violenza di genere. Una donna su tre subisce una qualche forma di violenza nel corso della propria vita in Italia. Dobbiamo concentrare i nostri sforzi sulla prevenzione e sull’educazione per imprimere un cambiamento culturale radicale. Il quarto fronte riguarda il coinvolgimento degli uomini a favore della parità e in questo senso abbiamo inaugurato il capitolo italiano di “He4She”» spiega Darya Majidi, president UN Women Italy.

Il Media Board

Dopo il Comitato scientifico è stato costituito il Media board, un gruppo di lavoro composto da professioniste dell’informazione che uniscono le forze per promuovere una narrazione più equa, inclusiva e consapevole sulle tematiche femminili e di genere. Ne fanno parte Monica D’Ascenzo, giornalista esperta e Diversity & Inclusion Editor de Il Sole 24 Ore e Responsabile di Alley Oop; Mariangela Pira giornalista di Sky Tg24; Danda Santini direttrice di Io Donna-Corriere della Sera; Lorenza Ghidini direttrice di Radio Popolare; Maria Latella scrittricee giornalista de Il Sole 24 Ore e volto Rai; Diletta Parlangeli giornalista e voce di Rai Radio 2.

«Il Media Board - si legge nel comunicato di UN Women Italy - nasce da un’attenta selezione, condivisa con UN Women a New York, tra le figure del mondo dell’informazione che si sono distinte per l’impegno nell’empowerment femminile e nella promozione della parità di genere. Ha una missione chiara: rafforzare la strategia di comunicazione di UN Women Italy attraverso il confronto, la riflessione e la collaborazione con chi ogni giorno racconta la realtà». I membri del board avranno un ruolo attivo su più fronti: Creare dibattito pubblico, individuando temi emergenti e nuove prospettive sulle questioni di genere, rendendole centrali nel racconto mediatico; definire linee guida per una comunicazione efficace e rispettosa, promuovendo pratiche giornalistiche inclusive; contrastare stereotipi e linguaggi discriminatori, contribuendo alla costruzione di un nuovo immaginario collettivo.

«Non si tratta solo di giustizia sociale: si tratta di visione strategica e di crescita sostenibile per il sistema Paese. Il Media Board di UN Women Italy nasce proprio con questo obiettivo: promuovere una narrazione responsabile, consapevole e trasformativa, lavorando in sinergia con i media e i principali attori della comunicazione per contribuire in modo concreto all’avanzamento della leadership femminile e al superamento dei divari di genere» commenta Caterina Tonini, vice president UN Women Italy.


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