Van Cleef & Arpels e la King’s Foundation

Nel giardino del re: viaggio in Scozia alla scoperta di Dumfries House

Nella sala del camino ad ascoltare le leggende di una moderna cantastorie. Fra tremila esemplari di rose, guidati dalla giardiniera reale. È qui che nasce una collezione di gioielli ispirata alla natura.

di Nicoletta Polla-Mattiot

Una vista di Crossbasket Castle di Blantyre.

5' di lettura

English Version

5' di lettura

English Version

Questa storia ha due narratrici. La prima è una storyteller professionista: un mestiere che in Scozia ha un preciso percorso di studi e che prepara funamboli della parola, incantatori di leggende e folklore. Si chiama Beverley Bryant e la sua arte è riconosciuta come patrimonio dell’Unesco. Entra nella sala del camino di Crossbasket Castle, a Blantyre, poco lontano da Glasgow. Fuori si vedono solo muschio, boschi, e una nebbia leggera di pioggia, dentro velluti e tepore, tè e scones. Lo spettacolo comincia subito ed è tutto nell’immaginazione di chi ascolta. Beverley usa solo la voce, ma parla «occhi negli occhi e cuore a cuore», intesse miti, poesie, racconti popolari, dosa emozione e suspense, noir e fiaba. Ci porta davanti a un grande unicorno bianco, creatura magica dal potere illimitato quanto la sua libertà. S’inchina bianco, solenne, lento e da quel momento, tutto precipita: scongiuriamo l’incontro con il mostro di Loch Ness, solo per affogare negli abissi al galoppo di un kelpie, viaggiamo dentro laghi riempiti dalle lacrime di bellissime fanciulle, apriamo forzieri di perle e rubini protetti dalle sirene e seguiamo i fairies, il piccolo popolo fatato che di foglia, in corteccia, in grotta, fa di ogni angolo verde un teatro segreto. In due ore navighiamo dalle Highlands battute dal vento all’isola di Skye, camminiamo, incantati e trafelati, dalla foresta di Argyll fino a Edimburgo.

Particolari degli interni di Dumfries House.

La nostra seconda storyteller è la giardiniera del re, ma prima che ci prenda per mano, dobbiamo trasferirci a Dumfries House, nell’Ayrshire, e qui divagare dentro una storia nella storia. Nel 1752, William Crichton-Dalrymple, quinto conte di Dumfries, fu nominato membro del più antico e nobile Ordine del Cardo, un privilegio che solo il re poteva conferire. Vuoi per onorare la sua investitura, vuoi per aristocratico narcisismo, vuoi per il sogno di una lunga discendenza, decise di farsi costruire una dimora all’altezza del titolo. Convocò i migliori architetti dell’epoca e per gli arredi si recò personalmente dall’ebanista Thomas Chippendale per commissionargli seggiole, mobili, librerie e un letto a baldacchino in quel suo squisito ornato rococò, un po’ orientaleggiante e un po’ gotico, venato di esotismo. Il conte morì senza il figlio che tanto desiderava e che aveva cercato inutilmente con la prima e poi con la seconda moglie. La tenuta-gioiello, circondata da più di duemila acri di verde, passò di erede in erede e di secolo in secolo, fino al 2007, quando fu messa all’asta.

Loading...

Spilla Silhouette dell’archivio (1937); collana con pendente Fleurs d’Hawaï in oro giallo, peridoti e diamanti (19.100€).

Si dice che sarebbe diventata un campo da golf se non fosse intervenuto sua altezza reale, allora principe di Galles, Carlo: fu lui che salvò la casa, il parco e una delle più importanti collezioni di mobili georgiani, scozzesi e inglesi della nazione. Da quel momento, la storia di Dumfries House diventa anche la storia della monarchia inglese e soprattutto lo specchio della King’s Foundation e del suo impegno nel campo della sostenibilità e nella conservazione e trasmissione delle attività artigianali tradizionali. E qui entra in scena Melissa Simpson, la donna a cui il re ecologista affida la cura delle sue amate rose e dei suoi due luoghi del cuore, Highgrove e, appunto, Dumfries House.

Melissa Simpson, head gardener della tenuta; il Giardino delle Rose (ribattezzato Van Cleef &Arpels Rose Garden)

«Quando il re viene in visita passa due o tre ore girando per i giardini e dando le sue indicazioni. Ha le idee molto chiare e qui tutto riflette la sua visione», racconta. «Anche il modo in cui sono disposti i filari di Delphinium!». Sono tra i fiori preferiti da Sua Maestà: spettacolari spighe di petali colorati dal blu intenso fino al viola, perfetti per questi climi. Col passo misurato e deciso della giardiniera, costeggiamo una lunga bordura, alta e compatta, che digrada dalle sfumature più tenui ai toni profondi. Mentre parla, l’head gardener stacca una foglia secca, corregge un ramo troppo inclinato, fissa con la coda dell’occhio una rete allentata e disallineata. Questo giardino sembra lo specchio dei suoi modi, un misto di ordine e naturalezza. La parata di Delphinium sull’attenti, morbidamente variopinti e mobili, parla di una cura testarda e una fiducia impavida nel fare e rifare, piantare e potare, assecondare e correggere il corso della natura. «Credetemi, con il vento che soffia da queste parti, farli rimanere dritti è il mio primo pensiero».

Pietre preziose e anello della collezione Fleurs d’Hawaï in oro bianco con acquemarine e diamanti (27.800 €).

Le priorità non sono solo estetiche, benché «re Carlo abbia uno spiccato senso del design e dell’armonia», Dumfries promuove la biodiversità e le migliori pratiche biologiche. La distribuzione delle piante è pensata in funzione del suolo, delle temperature, dell’umidità, ma anche di api, insetti, farfalle. Ogni corolla ha la sua forma e dunque il suo impollinatore d’elezione e la disposizione delle specie tiene in considerazione le rotte di questi microscopici voli. Il sottobosco di fate e folletti invisibili di Beverley Bryant, in fondo, non è molto distante dal sottosuolo verde di Melissa Simpson dove ogni seme è una costellazione di traiettorie.

La terza protagonista che compare a questo punto della storia è Catherine Rénier e basta il suo nome per portarci direttamente davanti al capolavoro della tenuta, il Giardino delle Rose, all’interno del Queen Elizabeth Walled Garden, con più di tremila esemplari diversi e altrettante vibrazioni cromatiche, abbracciate da siepi sempreverdi. Il profumo è intenso, ma la sua concentrazione è rarefatta dal vento e macerata dalla pioggia. Da qui si passa al riparo delle serre, per scoprire che le fioriture effimere convivono con una primavera di gioielli, come se l’incantesimo di una delle tante leggende scozzesi prolungasse la stagione più vitale e breve dell’anno nella luce delle pietre.

Spilla d’archivio Rose de Noël; anello Between the Finger Flowerlace in oro giallo e diamanti (9.500 €).

Van Cleef & Arpels ha una familiarità radicata in questi luoghi. Quale Principal Patron of Gardens and Estates della King’s Foundation, sostiene la gestione della tenuta, i giardini formali, i progetti di creazione di aree boschive e siepi. «La natura è una costante fonte di ispirazione e un tema caro alla maison fin dal primo giorno», dice la presidente e ceo Renier. Il che spiega la scelta di presentare a Dumfries House una selezione di novità e pezzi d’archivio e di integrarli come fiori tra fiori.

La serra della tenuta; un particolare décor del soffitto all’interno della dimora.

Dalla peonia alla margherita, dal ranuncolo alla cosmea, sono oltre venti le varietà realizzate dagli anni Trenta in poi, nelle collezioni di gioielleria e alta gioielleria: petali sottilmente asimmetrici o leggermente ricurvi e strutture mobili per cogliere il dinamismo vitale dello sbocciare, tecniche come il Serti Mystérieux della spilla Pivoine del 1937 o della Rose de Noël degli anni Settanta. Un vivaio reale e immaginario, dove vasi veri di begonie e orchidee, disegni a pastello di altalene e margherite, piante di pomodori e gigli rampicanti, corolle giallo-arancio di citrini, purpuree di ametiste, rosa di rodoliti, azzurre di acquemarine, verdi di peridoti danno forma ai racconti ascoltati dalla storyteller scozzese, dalla giardiniera del re, dalla guida della maison. Flora e fauna tanto preziose da diventare soggetto e oggetto, patrimonio leggendario e leggenda. Tre donne nel giardino del re. Potrebbe essere l’inizio della storia, o il suo finale, il titolo da cui partire. Come nel ciclo della natura, dove tutto ricomincia.

SBOCCIARE BEVERLEY BRYANT, tracscotland.org. CROSSBASKET CASTLE. DUMFRIES HOUSE. VAN CLEEF & ARPELS.

Riproduzione riservata ©
Loading...
Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti