Trasporto aereo

Nel 2025 a Fiumicino oltre 50 mln di passeggeri. Investimenti per 9 mld entro il 2045

In una intervista rilasciata a Radiocor, Marco Troncone, ad di Adr (che gestisce lo scalo romano di Fiumicino) , traccia la rotta del futuro soprattutto per quanto riguarda gli investimenti: 5 miliardi saranno destinati alla realizzazione del nuovo aeroporto

di Laura Bonadies

3' di lettura

I punti chiave

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(Il Sole 24 Ore Radiocor)- Fiumicino punta a superare la soglia "iconica" dei 50 milioni di passeggeri nel 2025, portando il traffico tra i 51 e i 52 milioni di traffico. Una crescita che va in parallelo con il piano di investimenti che proseguono a ritmo serrato: in pipeline sono previsti interventi per un ammontare complessivo di nove miliardi da qui al 2045. E’ quanto spiegato dall’ad di Adr, Marco Troncone, in una intervista rilasciata a Radiocor in cui sottolinea che di questi nove miliardi, «almeno 5 saranno dedicati allo sviluppo del nuovo aeroporto e il resto al mantenimento in piena efficienza di quello che c’è».

Si è appena conclusa l’estate. Che anno è stato fino ad ora per Fiumicino e che previsioni avete per la fine del 2025?

L’anno è andato molto molto bene. Continua un anno di crescita, quest’anno prevediamo di superare e anche di gran lunga i 50 milioni di passeggeri che è una soglia anche un po’ iconica per noi per quanto riguarda il traffico. Pensiamo di attestarci tra i 51 e i 52 milioni di passeggeri. Il che vuol dire una crescita apprezzabile rispetto al 2024, cosa non scontata perché l’anno scorso siamo cresciuti a Fiumicino del 22% rispetto al 2023 che era già un anno discreto. Continua quindi il momento di grande competitività per la destinazione Roma e anche la capacità dell’aeroporto di erogare questo traffico anche con grandi livelli di qualità. Il traffico giornaliero raggiunge picchi quest’anno di 182mila passeggeri al giorno che sono numeri importanti.

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Che tipo di evoluzione c’è stata sul fronte passeggeri?

L’evoluzione del traffico non è solo quantitativamente positivo ma soprattutto qualitativamente nel senso che questo traffico cresce soprattutto sulle direttrici che a noi stanno più a cuore cioè quello dell’intercontinentale. Stiamo crescendo del 6-7% sul lungo raggio e quindi stiamo ulteriormente consolidando i nostri mercati di elezione che sono soprattutto il Nord America e siamo ancora in attesa del grande ritorno alla crescita per la parte Est, ossia Asia e Cina che ancora non è pienamente ritornata. C’è poi la speranza che va anche oltre il nostro business di una normalizzazione dei flussi russo-ucraina che sono comunque importanti per noi.

Beneficiate anche della scelta nuova Ita che dopo le nozze con Lufthansa vuole rendere Fiumicino un hub centrale per i voli intercontinentali?

Si, questo è uno sviluppo strategico e importante che innanzitutto porta un risultato di eliminare uno stato di crisi latente e strutturale della vecchia Alitalia. Ritengo però che questo dispiegherà i suoi effetti visibili nel medio-lungo termine. Quello che ci aspettiamo è che Ita insieme a Lufthansa svilupperà non solo più traffico ma utilizzerà Roma anche come una piattaforma di transito e quindi un vero hub del Sud Europa.

A fronte di questa crescita dei passeggeri ci sarà una implementazione degli investimenti. Cosa prevede la vostra pipeline?

Gli investimenti proseguono in modo importante. Lo scalo se funziona bene a livello di capacità e anche a livello qualitativo è soprattutto grazie a grossi investimenti. Noi abbiamo investito oltre tre miliardi di euro negli ultimi 10 anni. Questo sforzo sta continuando, quest’anno investiremo quasi 400 milioni di euro ma è anche vero che stiamo arrivando verso la fine per quello che si può fare come aumento di capacità. Dunque la nostra visione si sta concentrando sul medio-lungo termine, quindi sul nuovo master di sviluppo. Non saranno più piccoli investimenti di aumento capacitivo anche se qualcosa da fare c’è ancora, ma ‘è bisogno di una discontinuità. Quindi realizzare un nuovo terminale e riassettare il sistema piste per garantire due grandi obiettivi: più capacità e anche più sostenibilità. Non solo quindi una infrastruttura che si confermerà Net zero ma anche una infrastruttura efficiente da un punto di vista acustico che nell’ambito della compatibilità ambientale è una variabile importante almeno quanto lo Co2. Per noi queste risposte sono incluse nel master plan di lungo termine che, dal punto di vista degli investimenti nel suo complesso vale nove miliardi di euro da qui fino a fine concessione, quindi fino al 2045.

Come verranno utilizzate queste risorse?

Di questi nove miliardi almeno cinque saranno dedicati allo sviluppo del nuovo aeroporto e il resto al mantenimento in piena efficienza di quello che c’è. Quindi è un nuovo sviluppo che abbiamo definito tecnicamente, che abbiamo discusso con il nostro concedente che è Enac e stiamo aspettando un via libero dal governo per procedere. Riteniamo che ci sia un buon allineamento su questo sia dal punto di vista tecnico che politico con particolare riferimento al territorio. Il nostro rapporto con le amministrazioni locali è positivo e credo che ci sia un grande supporto anche da questo punto di vista. Rimaniamo ottimisti.

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