Clima

Nel 2024 record di caldo in Italia: con +1,33 gradi rispetto alla media 1991-2020

È quanto emerge dal Rapporto “Il clima in Italia nel 2024” del Snpa, Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, composto dall’Ispra e dalle Agenzie per l’ambiente di Regioni e Province autonome

di Davide Madeddu

3' di lettura

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Mare sempre più caldo, con un nuovo record delle temperature per il 2024. E poi surplus di pioggia al Nord (+38%), siccità al Sud e Isole dove si registrano anche 146 giorni di fila senza precipitazioni. A delineare questo scenario in cui il 2024 «è stato per l’Italia l’anno più caldo della serie storica» è il Rapporto “Il clima in Italia nel 2024” del Snpa, il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, composto dall’Ispra e dalle Agenzie per l’ambiente di Regioni e Province autonome.

I nuovi record

«In Italia sono stati raggiunti due nuovi record: +1,33°C per la temperatura media e +1,40°C per la temperatura minima, entrambe calcolate rispetto alla media di riferimento 1991-2020 - si legge nel rapporto-. Particolarmente alte le temperature a febbraio 2024 con un’anomalia positiva di +3,15 °C. Si conferma nel 2024 anche nel nostro Paese il trend osservato a livello europeo».

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Temperature in costante crescita

Guardando alla serie della temperatura dal 1961 (anno di inizio delle elaborazioni del Rapporto), a partire dal 2000 le anomalie «sono state quasi sempre positive» e nel 2024 tutti i mesi dell’anno sono risultati più caldi della media di riferimento. «Su base stagionale, l’anomalia positiva più elevata è stata registrata in inverno, che, con +2,18 gradi centigradi sopra la media, si colloca al primo posto fra i più caldi della serie storica».

Non solo: «Analogamente alla temperatura dell’aria, la temperatura superficiale dei mari italiani nel 2024 si colloca al primo posto della serie, con un’anomalia di +1,24 gradi rispetto alla media climatologica 1991-2020 (quasi 0,3°C superiore al precedente record del 2022). A partire dal 2007 le anomalie sono state sempre positive, con l’eccezione del 2010».

C’è poi il caso del 2024 quando le anomalie «sono state positive in tutti i mesi», con massimi ad agosto (+2,16 gradi) e luglio (+1,74 gradi).

Le piogge

Un altro dato significativo indicato nel rapporto, riguarda le precipitazioni cumulate annuali che «in Italia nel 2024 sono state complessivamente superiori alla media climatologica 1991-2020 di circa l’8%». «L’anomalia di precipitazione è stata positiva al Nord (+38%), dove il 2024 ha rappresentato il secondo anno più piovoso della serie storica, prossima alla media al Centro e negativa al Sud e Isole (-18%) - argomenta il rapporto -. I mesi relativamente più secchi sono stati novembre (-71%), normalmente tra quelli più piovosi, e luglio (-35%), mentre i mesi con l’anomalia di pioggia più elevata sono stati febbraio (+85%) e marzo (+72%). L’analisi su base stagionale indica che l’estate è stata meno piovosa rispetto alla norma (-12%), mentre le altre stagioni sono state più piovose della media di riferimento».

146 giorni consecutivi senza pioggia

E l’esame del numero massimo di «giorni asciutti consecutivi nell’anno, ha fatto registrare valori elevati su gran parte della Sardegna e della Sicilia», dove ne sono stati rilevati sino a 146.

«Mediamente, su scala annuale, quasi il 50% dell’Italia (prevalentemente Sud Italia e Isole maggiori) è stato colpito da siccità, da estrema a moderata, per effetto combinato della riduzione di precipitazione e dell’aumento della quota di evapotraspirazione dovuto alle alte temperature».

Nello scenario nazionale, al Nord, per via dell’abbondanza di piogge, la disponibilità di risorsa idrica, stimata in 157,9 miliardi di metri cubi, «è tornata a valori superiori alla media annua storica (+18,3%), sebbene rimanga negativo il trend dal 1951 a oggi».

Gli eventi estremi

In questo contesto si registrano poi gli eventi idro-meteo-climatici che si sono verificati durante lo scorso anno. Tra i più rilevanti, l’alluvione del 29- 30 giugno 2024 che ha interessato la Valle d’Aosta e il Piemonte settentrionale, causata da precipitazioni che hanno raggiunto localmente e in poco tempo valori molto alti ed eccezionali. «Nel corso dei primi mesi dell’autunno - conclude il documento -, l’Emilia- Romagna è stata nuovamente colpita da importanti fenomeni alluvionali a seguito di quantitativi di precipitazione localmente eccezionali che, in un contesto di suoli generalmente già saturi, hanno causato ingenti danni al territorio».

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