Nei Paesi dell’Ue importazioni di articoli sportivi per 10,8 miliardi di euro
Dallo sport praticato alla filiera produttiva: un comparto in crescita che muove miliardi e crea nuova occupazione in tutta l’Unione europea
di Davide Madeddu (Il Sole 24 Ore), Radoslav Aleksandrov (Mediapool, Bulgaria) e Ana Somavilla (El Confidencial, Spagna)
4' di lettura
4' di lettura
Dalle calzature alle canoe, passando per le altre imbarcazioni e le attrezzature per gli sport acquatici: cresce la pratica sportiva nei Paesi dell’Ue e anche le importazioni di articoli per questo tipo di attività. Nel 2024 sono arrivati, dai Paesi extra Ue prodotti destinati all’attività sportiva, amatoriale, dilettantistica o agonistica, per 10,8 miliardi di euro, pari allo 0,4% delle importazioni totali dell’UE. Un valore ben superiore a quello delle esportazioni extra-UE totali che si è fermato a 7,3 miliardi di euro, pari allo 0,3% delle esportazioni totali dell’Ue. È il quadro descritto dall’Eurostat che ha analizzato i flussi che interessano l’Ue.
In questo quadro emerge che il Paese da cui si è importato il maggior numero di prodotti per lo sport è la Cina con un valore pari a 4,5 miliardi di euro. Al secondo posto il Vietnam con 1,9 miliardi di euro e l’Indonesia con 0,5 miliardi di euro. Le importazioni dagli Stati Uniti sono state pari a 1,6 miliardi di euro, quelle dal Regno Unito a 1,0 miliardi di euro e quelle dalla Svizzera a 900 milioni di euro.
Al primo posto tra i prodotti di importazione ci sono le calzature: scarpe per lo sport che diventano anche elemento di moda. A seguire l’abbigliamento sportivo, dalle tute alle magliette, per continuare poi con gli altri attrezzi: quelli per gli sport acquatici, anche se non mancano elementi di abbigliamento destinati al ciclismo o alle competizioni da motocross e motociclismo su pista.
A questa parte che riguarda il mondo sportivo si somma poi quella delle persone che trovano impiego proprio in questo ambito. Nel 2024, 1,6 milioni di persone hanno trovato impiego nel settore sportivo in tutta l’UE, con il 37% di età compresa tra i 15 e i 29 anni.
Ci sono poi altri elementi: nell’istruzione terziaria, nel 2024, ci sono state solo 2 studentesse per ogni 5 studenti maschi che hanno studiato sport. Inoltre, nel 2023 ci sono stati oltre 5 mila produttori che hanno generato un fatturato per oltre 8 miliardi di euro.


