Industria

Nei magazzini di Acqua Amata quattro robot pronti a partire

Acqua & ambiente. Castello Srl

di Vincenzo Rutigliano

2' di lettura

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Robot Lgv nei magazzini, scarti di lavorazione recuperati fino al 99%, e capacità di imbottigliamento di acqua minerale quadruplicata, fino a mezzo miliardo di bottiglie l’anno. Accade a Casamassima, nel barese, alla Castello srl, la società (fatturato 2023 a 9,2 milioni in crescita rispetto ai 7,2 dell’anno precedente) che con il marchio Acqua Amata è impegnata in un piano di investimenti che, nel 2023, le ha fatto guadagnare, nella classifica Stelle del Sud Italia 2024 di Statista-Il Sole 24 Ore, la dodicesima posizione in tema di performance nelle immobilizzazioni materiali, fra tutte le 200 imprese coinvolte nella ricerca.

Attiva dal 1996, la srl controllata dalla holding MGA - il cui fatturato consolidato ha raggiunto lo scorso anno i 50 milioni, 90 dipendenti e sede a Milano - completerà quest’anno gli investimenti previsti per 9 milioni. Finanziati anche con industria 4.0, e decisi a fine 2022, questi investimenti sono destinati a moltiplicare la capacità produttiva delle linee di imbottigliamento che, entro il 2026, raggiungeranno, a regime, il 420% in più, fino a mezzo miliardo di bottiglie l’anno. Il potenziamento passa anche per l’ingresso, entro questo settembre, di 4 robot Lgv (sorta di muletti che spostano le pedane a guida autonoma grazie a laser) per la gestione automatizzata dei magazzini.

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Il riciclo vicino al 99% degli scarti di lavorazione è l’altro punto di forza di questo gruppo nato dalla decisione del fondatore, Giovanni Mazzone, oggi 89enne, di sfruttare la fonte di acqua minerale scoperta nel terreno ricevuto in eredità, un ettaro incolto.Gli scarti di lavorazione (residui della preforma della bottiglia, di tappo o altro) vengono infatti restituiti al fornitore della stessa preforma e dunque Acqua Amata utilizza bottiglie ottenute con il 100% di Pet riciclato, molto oltre il 25% che la Ue imporrà dal 2025 ed il 30% dal 2030. Tutto il ciclo di lavorazione, che inizia con l’acqua prelevata dalla sorgente a 600 metri di profondità per essere poi indirizzata in condotte di acciaio inox in grado di mantenere inalterata la sua composizione chimica e purezza, è monitorato, ogni giorno, con 1.500 analisi chimiche e microbiologiche in laboratorio. La distribuzione è nella Gdo, in quella automatica (vending) ma si progetta anche un piccolo impianto di bottiglie in vetro per entrare nel canale Horeca.

«Il gruppo MGA - anticipa Matteo Avella, terza generazione in azienda insieme al fratello Giovanni– vuole crescere soprattutto per linee esterne e per questo guardiamo alla vicina Basilicata, al bacino idrico minerario di origine vulcanica di Rionero in Vulture». Con Avella il gruppo guarda anche alle rinnovabili. Insieme alle acque minerali il gruppo punta infatti anche all’ energia (un piano di parchi fotovoltaici da 45 Mw per quasi 40 milioni di investimenti nei prossimi anni), all’immobiliare e allo sviluppo nelle attività agricole, oggi concentrate su quasi 100 ettari, tra vigneti, ciliegeti ed oliveti, prevalentemente nel sud est barese.

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