Nei cantieri un infortunio mortale ogni due giorni
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Nei cantieri edili un addetto perde la vita ogni due giorni e in un caso su tre non lavora in un’azienda edile, ma in altra realtà imprenditoriale appartenente al settore dell’installazione degli impianti: esiste per la possibilità che pur con contratto metalmeccanico, si trovi all’interno di un cantiere per eseguire delle mansioni di natura strettamente edile (demolizioni, carpenteria, coibentazione, muratura etc.), senza disporre, però, di un corretto inquadramento contrattuale, ovvero quello dell’edilizia. Una tendenza, quest’ultima, che consente alle imprese di risparmiare sul costo del lavoro. Non solo. Le maestranze che esercitano l’attività edile, ma non dispongono del CCNL corrispondente, non sono tenute a frequentare i corsi di formazione obbligatori previsti per gli edili, rendendo questi lavoratori meno consapevoli e meno preparati ad affrontare i rischi e i pericoli che possono incorrere durante la giornata lavorativa. Tra le principali irregolarità riscontrate dall’Ispettorato del Lavoro durante l’attività di controllo emergono, in particolar modo, i ponteggi non ancorati correttamente, l’assenza di percorsi all’interno del cantiere dedicati ai mezzi e/o ai pedoni o la mancanza/inadeguatezza di dispositivi di protezione collettivi (parapetti, armature, barriere), vuol dire che il lavoro da fare in materia di prevenzione è ancora tantissimo. A dirlo è l’Ufficio studi della Cgia che segnala anche come la presenza endemica nel settore dell’edilizia dei lavoratori in nero, così come emerso anche nella tragedia che si è consumata a Firenze. Lavoratori completamente sconosciuti al fisco, all’Inps e all’Inail che vengono pagati in contanti ogni fine settimana. I principali fattori di rischio che nei cantieri causano gli eventi infortunistici più gravi sono: le cadute dei lavoratori dall’alto; le cadute degli oggetti/carichi, anche a seguito di crolli, frane o smottamenti; le perdite di controllo dei preposti nella conduzione di mezzi di lavoro. Questi accadimenti sono in gran parte riconducibili a errori di procedura commessi dall’infortunato o da terzi, oppure dall’uso improprio delle attrezzature.

