Nativi digitali, acquirenti analogici: la GenZ sceglie il negozio fisico
I giovani, ancora oggi, amano acquistare “tra gli scaffali”. Perché, oltre ai prodotti, i negozi tradizionali garantiscono un'esperienza sociale. Le cose cambiano quando si chiede loro se vorrebbero intraprendere una carriera nel settore del retail, ma solo per poca conoscenza delle opportunità professionali
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Dopo una scorpacciata di digitale post-pandemia, i ragazzi della Generazione Zeta si stanno ora riappropriando di una dimensione “disconnessa” della vita: non solo la moda Y2K accompagnata da lettori mp3 vecchia scuola o macchine fotografiche digitali, ma anche un ritorno agli acquisti analogici, che li riporta verso i tradizionali punti di vendita fisici, da soli e in compagnia. Oltre 3 giovani su 4, infatti, ancora oggi continuano a servirsi nei negozi, “vanno a fare shopping” insieme agli amici e (addirittura) spesso dettano l'agenda degli acquisti di famiglia.
Scarsa attrattività
Tuttavia, questa relazione profonda con il mondo del retail non si traduce, ai loro occhi, in un'immediata attrattività in termini lavorativi. Visto che 4 su 10 scartano a priori l'idea di poter lavorare in un punto vendita o per una catena di negozi. Un vero peccato, dato che il settore della Distribuzione Moderna è in forte espansione e offre numerose opportunità occupazionali, di fatto non sempre colte.
La fotografia
È questa la fotografia del rapporto tra GenZ e consumi che emerge dall'Osservatorio Giovani & Retail 2026, il progetto di ricerca sviluppato da Skuola.net in collaborazione con Noi Distribuzione, l'iniziativa promossa da Federdistribuzione, l'associazione che riunisce e rappresenta le aziende della Distribuzione Moderna in Italia. Un'indagine che ha coinvolto un campione di 1.000 ragazze e ragazzi tra i 17 e i 25 anni.
L'indagine
L'indagine, come anticipato, ha fatto emergere dei risultati sorprendenti. Con il 45% dei giovani intervistati che afferma come il proprio canale d'acquisto prevalente resti il negozio fisico, affiancato quasi in egual misura - nel 32% dei casi - dall'online. Questi dati smentiscono, dunque, la convinzione (degli adulti) di avere di fronte una generazione persa nel digitale e confermano il desiderio dei ragazzi di un ritorno a esperienze più fisiche, come ad esempio andare in un negozio o in un centro commerciale più (24%) o meno (51%) spesso per passare il tempo insieme ai propri amici.
Le ragioni della scelta offline
Se andiamo, poi, ad analizzare nel dettaglio i motivi principali per cui si acquista ancora offline, possiamo isolare tre grandi ragioni che muovono i loro comportamenti: in primis il prodotto - poterlo provare (53%), l'ampia scelta (43%), prezzi e promozioni (24%), la qualità (24%), articoli esclusivi non disponibili online (9%) -, in seconda battuta la socialità - fare acquisti con le altre persone (14%), la relazione con il personale del punto vendita (14%) -, infine l'aspetto emozionale.
Infatti, si acquista in certi tipi di negozi fisici non solo per il contenuto ma anche per il tipo di aura - usando un termine molto in voga nelle nuove generazioni - che trasmettono sotto forma di presenza sui trend social (7%), approvazione da parte del gruppo dei pari (7%) oppure allestimento della location (12%).
In virtù di questa precisa e articolata selezione dei bisogni primari da soddisfare, vige anche una certa dimensione utilitaristica degli acquisti: il 59%, ad esempio, dice di non essere fidelizzato al punto vendita ma va dove trova quello che gli serve, mentre il 38% più o meno spesso prova nel negozio fisico e compra poi online (mettendo in atto la pratica del cosiddetto showrooming).
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