Diario di bordo dell’economia

Natalità delle imprese, lo sprint della Valle d’Aosta

Secondo il centro studi dell’Istituto Tagliacarne la regione si posiziona al terzo posto della graduatoria dopo Lombardia e Puglia

2' di lettura

English Version

2' di lettura

English Version

Il tasso di natalità totale delle imprese del Nord Ovest è inferiore alla media italiana nel secondo trimestre del 2025, pari all’ 1,34% rispetto all’1,37% nazionale, secondo quanto emerge dai dati del Registro Imprese. Tuttavia, spicca la Valle d’Aosta che, con un tasso di natalità dell’1,42%, si posiziona al terzo posto della graduatoria regionale rispetto a questo indicatore, dopo la Lombardia (1,47%) e la Puglia (1,45%). Analogamente, il tasso di nascita delle società di capitali, seppur superiore a quello di altre tipologie di impresa, è inferiore alla media italiana (1,43% vs 1,47% Italia). Ancora una volta, si distingue sotto questo profilo la Valle d’Aosta che con un tasso di nascita delle società di capitali dell’1,6% si posiziona al secondo posto tra le regioni italiane dopo la Sicilia (1,61%) e insieme alla Puglia (1,6%). Guardando al lato opposto della medaglia, ossia al tasso di mortalità imprenditoriale, emerge come le aree analizzate del Nord ovest siano caratterizzate da una maggiore mortalità d’impresa (pari allo 0,88% contro lo 0,81% nazionale), anche se di entità tale da garantire, in ogni caso, un tasso di crescita positivo. Sotto questo profilo si distingue il Piemonte, che con un tasso di mortalità imprenditoriale dello 0,91% si conferma la seconda regione italiana dopo il Molise. Il quadro muta leggermente con riferimento alle società di capitali, che hanno un tasso di mortalità decisamente inferiore (pari allo 0,44%). Il quadro appena delineato comporta un primato per il Nord Ovest, ossia quello di macroregione italiana con il tasso di crescita più basso nel secondo trimestre del 2025 (0,46%, contro lo 0,56% della media Italia). A livello provinciale, le città con il tasso di crescita più alto sono La Spezia (0,67%), Savona (0,63%) e Imperia (0,6%); mentre all’estremo opposto della graduatoria figurano Alessandria (0,29%), Verbano-Cusio-Ossola (0,33%) e Biella (0,30%). Per quanto concerne l’imprenditoria straniera la percentuale di queste imprese sul totale della base imprenditoriale nazionale al 31 dicembre 2024 è pari al 13,8%, superiore alla media nazionale dell’11,4%, con la Liguria a dominare per presenza di imprese straniere (16,7%). La quota di società di capitali sul totale delle imprese straniere, invece, risulta più ridotta, attestandosi al 13,3%, inferiore alla media nazionale (21,1%). È interessante, poi, notare come il Nord Ovest sia caratterizzato da un’elevata presenza di imprese straniere sul totale delle imprese dei lavori di costruzione specializzati: circa un terzo (33,7% sono di questo tipo, a fronte di una media nazionale del 26,1%. La Liguria è la regione italiana con la più alta incidenza di imprese straniere sul totale delle imprese dei lavori di costruzione specializzati (40,3%). Scendendo a livello territoriale, le province della macroripartizione con la maggior percentuale di imprese straniere sono Imperia (19,3%), Genova (17,5%) e Torino (14,9%). Mentre sul fronte opposto si posizionano Biella (7,1%), Valle d’Aosta (7,6%) e Cuneo (8,2%).

Loading...
Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti