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Euro digitale, a che punto stiamo?
Dopo il via libera della commissione per gli affari economici e monetari ecco la tabella di marcia per una prima sperimentazione nel 2027
Ascoltalo oradi Davide Madeddu
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L’inflazione si fa sentire così come gli effetti delle promozioni che, alla fine, hanno l’effetto di “rallentare” le spese per Natale. E, infatti, ci saranno meno regali rispetto all’anno scorso. Almeno secondo un’indagine sugli acquisti realizzata dall’Istituto Piepoli per l’Udicon, l’unione per la difesa dei consumatori.
A leggere i dati si scopre che in media gli italiani, per i regali del 25 dicembre, spenderanno 249 euro. «L’inflazione è ancora la preoccupazione principale per 9 italiani su 10 e questo significa che l’inversione positiva degli ultimi mesi ancora tarda a farsi sentire sui bilanci familiari - premette Martina Donini, presidente nazionale di Udicon -. Due italiani su tre hanno anticipato i regali natalizi durante il Black Friday, approfittando di sconti e promozioni. Questo dimostra che i consumatori cercano opportunità a basso prezzo in un momento di incertezza economica».
Nel panorama degli intervistati uno su cinque spenderà meno dello sorso anno mentre circa il 28% farà meno regali. Tutta colpa dei rincari, che andranno a interessare beni e servizi, che durante il 2023 hanno condizionato negativamente le abitudini di spesa della popolazione. Delle persone consultate in merito a quale cifra spenderà per i regali di Natale, il 53% ha dichiarato che la cifra massima arriverà a 250 euro.
Quelli che andranno a spendere una cifra tra 251 e 500 euro sono circa il 28% del campione intervistato. Il 5% spenderà tra i 501 e i 750 euro, mentre sa chi ha dichiarato di spendere tra i 751 e i 1.000 euro e oltre i 1.000 euro è pari all’1%. Il 12% degli intervistati non indica la spesa per gli acquisti natalizi.
In questo scenario, a farla da padrone sarà l’abbigliamento con il 37%, seguito da profumeria con il 27% e pelletteria con il 23%. Sotto il 20% l’acquisto di libri che si ferma al 19% e gli alimentari al 18%. Soltanto il 9% invece per tecnologia, l’8% per cellulari e smartphone, il 7% per articoli sportivi e, infine, il 3% per le vacanze.