La mappa provinciale del calo demografico ha viaggiato a due velocità. Dal 2002 al 2008 la flessione ha riguardato solamente Sud e Isole, mentre al Centro le nascite addirittura sono risultate in crescita del 10 per cento. Dal 2008 ad oggi, invece, il calo è stato generalizzato in tutto il Paese. Il risultato è un trend più marcato nel Mezzogiorno dove, rispetto a inizio secolo, la flessione è iniziata prima.
Pesa lo spopolamento
Oltre a Barletta Andria Trani ed Enna, sono soprattutto le province sarde, penalizzate dallo spopolamento, a posizionarsi in cima alla classifica del calo demografico. «Il territorio sconta le difficoltà della sua economia e la crisi del mondo del lavoro - afferma Andrea Lutzu, sindaco di Oristano dove nel 2020 si è registrato il tasso di natalità più basso su scala nazionale, con appena 4,6 nati ogni mille abitanti -. Per quanto siamo attrattivi per qualità dell’ambiente e sicurezza del territorio e approviamo numerose iniziative per i giovani, gli enti locali non hanno armi a disposizione: i progetti di vita dei cittadini devono potersi fondare su basi solide».
Non è un caso che, per contrastare la denatalità, questi territori stiano investendo sui servizi per l’infanzia più di altri. Cagliari, ad esempio,con 5,1 nati ogni mille abitanti nel 2020 (uno dei tassi di natalità più bassi), è stata premiata dall’indice della Qualità della vita dei bambini pubblicato dal Sole 24 Ore a giugno 2021 anche grazie a una retta media degli asili nido tra le più accessibili e al numero di scuole senza barriere architettoniche.
Il calo delle nascite penalizza poi due territori del Nord, come Bergamo e Biella. E due del Centro, come Prato e Massa Carrara. Quest’ultima in particolare, risulta essere la provincia del Centro Nord che ha perso più culle dopo il 2008, quando ne registrava 1.672 contro le 950 del 2020.
Le grandi città perdono culle
Anche Roma è una delle province che ha perso più culle da quando è iniziata la virata in negativo di tutto il Paese: nel 2021 si stimano 15mila nascite in meno rispetto al picco del 2008, quando si contavano 10,9 nati ogni mille abitanti rispetto agli attuali 6,4. Male anche Napoli, anche se qui il tasso di natalità (pari a 8 nuovi nati ogni mille residenti) resta superiore alla media nazionale, che nel 2021 si stima possa scendere a 6,7.