Formazione innovativa

Nasce IULM Game Lab: il videogioco come linguaggio culturale

Al via programma con un evento dedicato ai 40 anni di Super Mario Bros., realizzato in collaborazione con Nintendo.

di Redazione Scuola

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IULM annuncia la nascita di IULM Game Lab, una nuova piattaforma dedicata a ricerca, didattica e divulgazione sul videogioco e, più in generale, sulle forme ludiche intese come oggetti culturali e pratiche sociali.

Il programma con Super Mario Bros.

Ad inaugurare il programma pubblico è un evento dedicato ai 40 anni di Super Mario Bros., realizzato in collaborazione con Nintendo. L’iniziativa, pensata come appuntamento di apertura del calendario primaverile, propone una riflessione accessibile ma rigorosa sull’evoluzione del videogioco e sul suo impatto culturale, a partire da una delle icone più riconoscibili della contemporaneità.

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«La nascita di IULM Game Lab rappresenta un passo importante nel percorso dell’Ateneo verso lo studio dei linguaggi contemporanei e delle industrie creative - ha sottolineato Valentina Garavaglia, rettrice dell’Università IULM -. Il videogioco è oggi una forma culturale centrale, capace di influenzare immaginari e modalità di comunicazione. Inserire questo progetto in uno spazio aperto e condiviso significa rafforzare il dialogo tra università e società».

Il mercato dei videogiochi

La centralità del videogioco nel panorama culturale contemporaneo si riflette in una crescita strutturale del settore, sempre più rilevante anche sul piano occupazionale e educativo. In Italia, nel 2024, il mercato dei videogiochi ha raggiunto i 2,367 miliardi di euro, con circa 14 milioni di videogiocatori (il 33% della popolazione tra i 6 e i 64 anni, di cui l’84% maggiorenne). La produzione nazionale conta oltre 200 operatori, circa 2.800 addetti e un fatturato stimato tra 180 e 200 milioni di euro (dati: I videogiochi in Italia nel 2024 di IIDEA/Annual Data Report on Europe’s Video Games Sector di Video Games Europe). Più della metà delle imprese prevede nuove assunzioni o collaborazioni nel biennio 2025–2026.

A livello europeo, le ultime analisi del Consiglio dell’Unione Europea e della Commissione Europea indicano una dimensione del settore di oltre undici volte superiore a quella italiana ed è riconosciuto dalle istituzioni come parte integrante delle industrie culturali e creative, con un impatto crescente su occupazione e sviluppo economico.

La dimensione educativa

Accanto alla dimensione economica emerge anche quella educativa: l’uso consapevole dei videogiochi nella didattica può aumentare la motivazione degli studenti, supportare diversi stili di apprendimento e facilitare la comprensione di contenuti complessi. Oltre il 60% dei docenti segnala tuttavia la necessità di una formazione specifica per integrarli efficacemente nei percorsi educativi.

IUL Game Lab

È in questo contesto che nasce IULM Game Lab, con l’obiettivo di dare continuità e visibilità a un insieme di attività che l’Ateneo sviluppa da oltre vent’anni, rafforzandone il dialogo con il mondo esterno. Il progetto ha quindi una duplice missione:

• offrire agli studenti un ambiente in cui formazione, sperimentazione e confronto con professionisti si integrino in modo organico;

• contribuire al posizionamento dell’Università sui temi del gaming e delle culture digitali, attraverso un approccio che coniuga riflessione critica e apertura al pubblico.

Il laboratorio ha sede nel nuovo IULM 7_# Open Space, al piano terra del campus di via Filargo 38. Pensato come spazio dinamico e condiviso, è dedicato a studenti e docenti ed è aperto alla cittadinanza, come luogo di incontro e progettazione interdisciplinare.

«Il Game Lab nasce come luogo di convergenza tra ricerca, didattica e divulgazione - ha aggiunto Matteo Bittanti, professore Associato in Media Studies e direttore del Milan Machinima Festival -. L’obiettivo è studiare il videogioco come linguaggio culturale complesso e costruire occasioni di confronto aperte. Super Mario è un punto di partenza ideale: un sistema di design straordinariamente leggibile che continua a influenzare il modo in cui pensiamo e progettiamo il gioco».

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