Nasce Fondazione Anno Zero Ets, Pc recuperati e AI locale a studenti per trasformare lo spreco elettronico in opportunità di inclusione sociale
La Fondazione recupera i dispositivi non più usati da aziende, enti e privati, li rigenera con software libero e li consegna gratuitamente agli studenti, accompagnandoli con percorsi di formazione per utilizzare gli strumenti di intelligenza artificiale open source installati in locale. La presentazione alla Camera dei Deputati
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Recuperare computer, tablet e dispositivi elettronici che aziende, enti e privati non usano più, rigenerarli e consegnarli gratuitamente a chi non può acquistarne uno, insieme a sistemi di intelligenza artificiale in locale e alle competenze per usarli. È la missione della neonata Fondazione Anno Zero ETS, ente del Terzo Settore con sede legale a Milano e sede operativa a Livorno, presentata oggi alla Camera dei Deputati alla presenza di diversi parlamentari, rappresentanti di associazioni di categoria, imprenditori ed enti locali.
Il trattamento e la filiera
Ogni dispositivo donato segue lo stesso processo di verifica e rigenerazione, senza eccezioni, e viene poi consegnato gratuitamente a minori, famiglie, studenti, anziani, persone migranti, scuole ed enti del Terzo Settore. Resta di chi lo riceve, senza canoni né abbonamenti. Insieme al dispositivo la Fondazione fornisce percorsi di formazione digitale e strumenti di intelligenza artificiale che funzionano in locale, sulla macchina stessa. Il primo progetto prenderà forma a Livorno, in collaborazione con una scuola del territorio.
«Mai prima d'ora siamo stati circondati da così tanta tecnologia e mai prima d'ora ne abbiamo posseduta così poca», spiega Andrea Arienti, presidente di Fondazione Anno Zero. «Studiare, lavorare e accedere ai servizi pubblici oggi passa da uno schermo, e chi non ha strumenti e competenze resta fuori da una parte della vita civile. La nostra risposta parte da dispositivi che esistono già e che vengono buttati, e arriva a un'intelligenza artificiale che funziona in casa delle persone, sotto il loro controllo. Vogliamo che la tecnologia sia uno strumento totalmente nelle mani di chi la usa».
I numeri del problema
Nelle aziende e negli enti la sostituzione dei dispositivi informatici segue cicli di rinnovo determinati da logiche commerciali e contabili più che dallo stato effettivo delle macchine, che nella maggior parte dei casi sono ancora pienamente funzionanti al momento della dismissione. Nel 2025 i rifiuti elettronici di origine professionale trattati in Italia sono cresciuti del 18,2% rispetto all'anno precedente (Rapporto Gestione RAEE 2025). Nello stesso tempo i dati sulla scuola italiana indicano quanto sia diffusa la mancanza di strumenti digitali.
Secondo il dossier “Intelligenza artificiale, una sfida educativa” dell'Osservatorio Con i Bambini-Openpolis, solo il 40,7% degli edifici scolastici statali dispone di un'aula d'informatica, con una dotazione che scende al 33,8% nei comuni ultraperiferici. Sull'intelligenza artificiale l'Italia è terzultima nell'Unione Europea: il 51,9% dei ragazzi tra i 16 e i 19 anni ha usato strumenti di IA generativa negli ultimi tre mesi, contro una media europea del 66,4%. E tra gli adolescenti italiani che non li usano, l'8,6% dichiara di non farlo perché non saprebbe come, una quota superiore alla media europea che è pari al 7,3%.
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