Bollettino Abi

Mutui, prima discesa dei tassi: a dicembre in calo dal 4,5 al 4,42%

Per le sofferenze nette aumento di 4 miliardi in un anno

di Laura Serafini

La Bce lascia fermi i tassi, Lagarde frena sui tagli

2' di lettura

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Cominciano a dare segnali di riduzione i finanziamenti per i mutui finalizzati all’acquisto della prima casa. Secondo il bollettino mensile dell’Abi (Associazione bancaria italiana) a dicembre il tasso medio sui mutui ha segnato una flessione, passando dal 4,5 al 4,42 per cento. I tassi sulle altre operazioni di finanziamento, in particolare quelle alle imprese, hanno continuato una leggera crescita, passando dal 5,5 9 per cento di novembre al 5,69 per cento. L’effetto sul tasso medio di tutti i finanziamenti è quello di lasciare il valore invariato rispetto a novembre e pari al 4,76 per cento.

Crescono ancora i rendimenti sui depositi

I tassi sui mutui stanno iniziando la discesa perché già da fine novembre il mercato dei prestiti interbancari aveva visto una riduzione dei tassi: i mercati in qualche modo anticipano le mosse della Bce che dovrebbe iniziare a ridurre il costo del denaro da quest’anno. Ma se questa lieve inversione di tendenza è partita sui mutui, va detto che non è scattato l’effetto opposto sui depositi.

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A dicembre il tasso praticato sui depositi a scadenza prestabilita è salito al 3,9% contro il 3,82% di novembre. Per quanto riguarda i depositi il rendimento è salito allo 0,96% mentre per i conti correnti si è attestato allo 0,53 per cento.

Rallenta la contrazione del credito a -2,2%

Rallenta la flessione del credito. A dicembre prestiti a imprese e famiglie sono scesi complessivamente del 2,2% rispetto a un anno prima, mentre a novembre 2023 avevano registrato un calo del 3 %, quando i prestiti alle imprese erano diminuiti del 4,8% e quelli alle famiglie dell’1,2%.

Sofferenze nette: +4 miliardi in un anno

Le sofferenze nette (cioè al netto di svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse) a novembre 2023 sono state 17,7 miliardi di euro contro 17,5 miliardi a ottobre. Se però si confronta il dato con il livello minimo raggiunto nel dicembre 2022, quando si erano attestate a 14,2 miliardi, si evince che nel giro di 12 mesi c’è stato un aumento di quasi 4 miliardi. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è all’1,05% a novembre 2023 contro l’ 1,04% di ottobre 2023. Restano stabili le consistenze sui depositi, che a dicembre si sono attestate a 1.779 miliardi contro 1.739 miliardi di novembre. Rispetto a un anno prima, quando i depositi erano pari a 1.850 miliardi, il calo è pari al 3,8 per cento.

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