Finanza sostenibile

Mutui green, Intesa Sanpaolo e Mediolanum vincono la corsa del Gar immobiliare

Le due banche al vertice della graduatoria elaborata da Deloitte per miglior punteggio del green asset ratio relativo soltanto ai mutui verdi residenziali

di Vitaliano D'Angerio

Adobestock

2' di lettura

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Il green asset ratio (Gar) è il parametro per valutare quanto siano sostenibili le attività economiche delle banche: è un rapporto tra gli attivi allineati alla classificazione “verde” europea (al numeratore) e il valore totale degli attivi (al denominatore). Fatta la dovuta premessa per chi non è avvezzo a tali termini, qui diamo un elemento in più ovvero il calcolo del Gar per singola attività economica; in questo caso ci soffermiamo sui i mutui residenziali finanziati appunto dagli istituti di credito.

GAR E MUTUI, LA CLASSIFICA DELLE BANCHE

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La graduatoria delle banche

Sì, perché si può calcolare anche quanto la singola banca sia green su una determinata attività. Gli analisti di Deloitte hanno elaborato un report sul Gar con delle interessanti graduatorie relative agli istituti italiani oltre al confronto con altri Paesi europei. Ebbene, nell’ambito del solo Gar immobiliare, al giugno 2024, al primo posto c’era IntesaSanpaolo con una percentuale del 9,84%, seguita da Banca Mediolanum al 9,56% e al terzo posto BancoBpm (8,06%). La media è del 6,10 per cento.

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«Nel Gar relativo ai mutui residenziali, vanno considerati al numeratore soltanto i mutui green allineati alla tassonomia europea – fa notare Elio Santoro, general manager di Deloitte Climate&Sustainability –. E questo allineamento prevede il rispetto di una serie di criteri stabiliti dall’Ue».

I criteri della tassonomia Ue

Non c’è una definizione di mutuo green ma, a livello contabile, se una banca definisce come “verde” un finanziamento immobiliare quest’ultimo deve avere determinate caratteristiche; in caso contrario non potrà essere utilizzato ai fini del Gar. A proposito di tali criteri: bisogna verificare se l’immobile sia stato costruito prima o dopo il 31 dicembre 2020. Se è ante 2020 è necessaria la classe energetica A (o superiore) oppure un determinato parametro di consumo energetico; per gli immobili costruiti dopo il 2020, è sufficiente il rispetto di un basso livello di consumo energetico (tecnicamente primary energy demand <90% della soglia per gli edifici a energia quasi zero). Inoltre, l’immobile deve essere in zone a rischio fisico basso o moderato. «Se il rischio fisico è alto, per esempio per l’alta frequenza di disastri naturali – fa notare Rocco D’Acunto, senior advisor di Deloitte –, sarà necessaria una polizza assicurativa per allineare il mutuo ai criteri richiesti dalla tassonomia Ue».

In Europa

In Europa le banche, in media, con il Gar immobiliare più alto sono quelle olandesi (15,31%), seguite dalle francesi (10,66%) e Paesi nordici (9,47%). La media europea è dell’8,39 per cento.

Secondo gli analisti di Deloitte nei prossimi mesi le authority europee, come già avvenuto per i non performing loan, stabiliranno degli obiettivi minimi di Gar per le banche; rispetto al percorso verso il Net-Zero del 2050, dei target intermedi per il 2030-35 potrebbero aggirarsi nella fascia del 25-30 per cento. Per tale motivo, si legge nel report, «le banche dovranno lanciare azioni di ottimizzazione del Gar del loro portafoglio immobiliare».

Fra queste vengono segnalate, per esempio, l’integrazione dell’offerta commerciale con polizze assicurative di copertura dei rischi climatici, il potenziamento dei servizi di consulenza, strategie di retention verso il segmento di clienti che hanno mutui green per minimizzare le surroghe. Inoltre, per migliorare i parametri verdi, in futuro viene ipotizzata anche la cessione e cartolarizzazione di mutui tradizionali.

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