Mutui, bonus e reddito di ultima istanza: gli aiuti extra delle Casse
Non solo prestiti statali: le Casse hanno attivato un ventaglio di misure tra prestiti agevolati e bonus extra. A chi spetta la maggiorazione oltre 600 euro
di Valeria Uva
4' di lettura
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Si rafforza man mano il quadro dei sostegni messi in campo dalle Casse private delle professioni ordinistiche per aiutare gli iscritti ad affrontare l’emergenza coronavirus. Ad esempio per quanto riguarda la liquidità non c’è solo il prestito con garanzia pubblica per i professionisti. Già esistenti o rinnovati per l’emergenza coronavirus, dalle Casse arrivano diversi strumenti alternativi di accesso al credito. Da valutare in parallelo con quello del Dl liquidità. Tutti richiedono però un pre-requisito: la regolarità contributiva dell’iscritto.
Le convenzioni per la liquidità
La Cassa commercialisti, ad esempio, ha previsto contributi da un minimo di 500 euro per sostenere le spese di istruttoria per prestiti richiesti da iscritti con reddito sotto i 50mila euro fino a dicembre. Contributo aumentabile per importi oltre i 10mila euro. Ed ha attivato nuove convenzioni con Bnl e Bps. Sempre con Bps anche i consulenti del lavoro di Enpacl possono richiedere prestiti post Covid fino a 50mila euro (max 20% del volume d’affari) con durata massima di 60 mesi a un tasso Irs del 2 per cento.
Impostazione simile della stessa banca con Cassa forense. In questo caso l’importo finanziabile per esigenze di liquidità sale al 30% del volume d’affari Iva 2019, da autocertificare. La durata è di 18 mesi di cui sei mesi di pre-ammortamento, con rate mensili, al tasso fisso pari al 2 per cento. Un’altra linea riguarda la concessione di prestiti per acquisto di beni per l’attività finanziabili dietro presentazione di fatture. È attiva anche una convenzione con Bnl sempre per esigenze di liquidità.
Gli stanziamenti aggiuntivi
Oltre il bonus 600 euro, per medici e dentisti sono in arrivo contributi fino a 3mila euro per chi dimostra cali del fatturato di almeno un terzo. La delibera di Enpam che stanzia mille euro al mese (per tre mesi) per medici e dentisti liberi professionisti ha avuto il via libera dal Lavoro e, non appena arriverà in «Gazzetta», cominceranno i pagamenti delle oltre 57mila richieste. «Ci batteremo ora più che mai per ottenere l’esenzione fiscale come avviene per gli indennizzi statali – ha detto il presidente dell’Enpam Alberto Oliveti –. Intervenendo a favore dei medici e degli odontoiatri messi con le spalle al muro dal Covid-19, di fatto ci facciamo carico di una funzione di sostegno che spetterebbe allo Stato; se in più finissimo per dover fare una trattenuta del 20 per cento per riversarla all’Erario sarebbe il colmo. Al Governo chiediamo una norma precisa che scongiuri questo prelievo sulla solidarietà ai camici bianchi».
Anche per i consulenti del lavoro sono in arrivo bonus aggiuntivi ai 600 euro, dopo che il 23 aprile l’assemblea di Enpacl ha approvato di destinare al welfare tutta la quota riservata del contributo integrativo (circa 21 milioni, il triplo rispetto agli scorsi anni). Come ha spiegato il presidente della Cassa, Alessandro Visparelli, «saranno destinati a sostenere gli iscritti a più basso reddito». Con ogni probabilità la Cassa porterà da 600 a mille euro il bonus statale di marzo, proprio aggiungendo fondi propri.


