Musk, Zuckerberg e i nuovi equilibri nella politica e nei media
Oggi sono i governi ad andare dietro a Musk e quelli che a lui non piacciono hanno vita difficile su X
di Paolo Becchi
3' di lettura
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Tra i due miliardari al momento ha vinto il primo. Musk ha puntato tutto su Trump e ha vinto con lui. Trump ha vinto le elezioni e Musk il controllo dell’informazione. Con Musk ha vinto anche un modo diverso di comunicazione sui social. Zuckerberg stava sullo sfondo, non interveniva direttamente sui suoi social, si limitava a sorvegliarli e a punire chi non era allineato alle scelte dei governi. Lavorava, insomma, per loro, per i governi. Con Musk su X è cambiato tutto. Libertà per tutti di scrivere tutto quello che si vuole.
Ma questo è solo la superficie, se scavi più a fondo ti rendi conto di una cosa: che ora sono i governi ad andargli dietro e quelli che a lui non piacciono hanno vita difficile su X. Un giorno se la prende col governo inglese, l’altro con quello tedesco e in Italia addirittura con il Presidente della Repubblica. Baci e abbracci ricambiati invece con Meloni, che lo invita soltanto di non eccedere nelle critiche al Presidente. Insomma, Musk, non si limita ad amministrare il giochetto, ma gioca e gioca di brutto, anche politicamente. Nella sua piattaforma si è svolto l’incontro tra lui e la leader di AfD, Alice Weidel, in vista delle prossime elezioni politiche in Germania. E nella stessa piattaforma Musk ha divulgato life il congresso di questo partito. E Musk ha già pure detto per chi votare in Germania: AfD, appunto.
Sto facendo una descrizione - credo reale -, nessuna valutazione. Cosa voglio dire con questo? Due cose.
La prima. Che un tempo erano i partiti o i Movimenti a formulare visioni e programmi politici, ora invece sono i miliardari che esprimono alla luce del sole le loro opinioni e i partiti che si sentono affini vanno dietro ai miliardari diventando una sorta di cassa di risonanza per i miliardari. Nel caso attuale, in particolare di Musk.
L’obiezione, avanzata a questo proposito, che gli altri facevano la stessa cosa con Soros o con Gates non mi pare convincente. Soros - si dice - i partiti li paga, Musk no. C’è, dunque, una bella differenza. Ma siamo proprio sicuri? Musk non li paga direttamente, ma se compri i suoi prodotti – non discuto la qualità, il vantaggio rispetto ad altri prodotti, ecc. - di fatto lo paghi, insomma lui comunque ci guadagna. La logica allora, a ben vedere, mi pare sia la stessa: la crisi di partiti che non sono più in grado di articolare una propria visione del mondo, un proprio programma e allora si affidano a questo o all’altro miliardario. Sono i miliardari a cui non bastano più i soldi accumulati e che hanno deciso di avere qualcosa di più e di diverso: il potere. E ora lo vogliono avere direttamente. Sono loro che vogliono decidere il nostro futuro. In Musk la cosa è del tutto evidente.








