Intelligenza artificiale

Musk offre 97,4 miliardi per acquistare OpenAI. Il ceo Altman: «No grazie, compro io X per 9,7 miliardi»

La mossa può complicare i disegni di Altman per il leader dell’intelligenza artificiale, tra i quali, appunto, la conversione in società a scopo di lucro, la raccolta di nuovi capitali e il decollo della joint venture Stargate

di Marco Valsania

FILE PHOTO: OpenAI logo is seen in this illustration taken May 20, 2024. REUTERS/Dado Ruvic/Illustration/File Photo

3' di lettura

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Una cordata di investitori capitanata da Elon Musk ha offerto 97,4 miliardi di dollari (97,375 miliardi per la precisione) per acquistare la non-profit che controlla OpenAI, dichiarando guerra aperta al suo Ceo Sam Altman sul futuro della società dietro ChatGPT. Altman ha subito accettato il braccio di ferro e risposto picche: “No grazie”.

L’offerta, inizialmente riportata dal Wall Street Journal, è stata ufficializzata da un comunicato che prende di petto la strategia di Altman: “Se Sam Altman e l’attuale Board di OpenAI sono intenzionati a diventare una corporation del tutto for profit, è vitale che la charity sia correttamente compensata per ciò che la sua leadership le sottrae : il controllo della tecnologia più trasformativa dei nostri tempi”. Ancora: “Quale co-fondatore di OpenAI e leader più innovativo e di maggior successo della storia nell’industria tecnologica, Musk è la persona meglio posizionata per proteggere e far crescere la tecnologia di OpenAI”.

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L’avvocato di Musk, Marc Toberoff, stando al Journal ha già inviato questa offerta non sollecitata al cda di OpenAI. E’ stata accompagnata da una richiesta ai procuratori generali del Delaware e della California di garantire un’asta aperta e regolare per gli asset di OpenAI.

La mossa può complicare i disegni di Altman per il leader dell’intelligenza artificiale, tra i quali, appunto, la conversione in società a scopo di lucro, la raccolta di nuovi capitali e il decollo della joint venture Stargate. OpenAI sta completando un nuovo giro di finanziamenti da parte di investitori per 40 miliardi che la valuta circa 300 miliardi di dollari. La venture Stargate da parte sua promette di generare investimenti pari a fino a 500 miliardi di dollari destinati a infrastrutture di data center negli Stati Uniti durante i prossimi quattro anni ed è stata consacrata dallo stesso Donald Trump alla Casa Bianca.

Altman ha immediatamente respinto la proposta di cessione, affidando il suo rifiuto al social media di Musk stesso, X. Anzi, ha sfoderato sarcasmo aggiungendo accanto al no: “Se vuoi noi compreremo Twitter (diventata X sotto Musk, Ndr) per 9,74 miliardi”. Musk non si è tirato indietro: “Truffatore”, ha replicato ad Altman evidenziando l’animosità personale tra i due.

Il piano di Musk prevederebbe una fusione tra OpenAi e il marchio di intelligenza artificiale xAI del patron di Tesla e Space X, oggi anche influente collaboratore di Trump dalla poltrona del Dipartimento per l’efficienza governativa incaricato di riformare la pubblica amministrazione. La posizione di Musk a fianco del Presidente ha sollevato pesanti polemiche su conflitti di interessi, visto che i suoi business hanno contratti federali miliardari e sono soggetti a regolamentazioni del governo. Una sua acquisizione di OpenAi potrebbe addensare ulteriori ombre.

Tra gli altri protagonisti dell’offerta ora avanzata per OpenAi, accanto a xAI, ci sono Valor equity partners, Baron Capital, Atrides Managament, Vy capital, 8VC (finanziaria del co-fondatore del colosso tech e militare Palantir Joe Lonsdale) e Ari Emanuel, ceo di Endeavor, marchio dello spettacolo di Hollywood Endeavor.

Musk è da anni duro rivale di Sam Altman, con il quale aveva fondato assieme proprio OpenAI nel 2015 prima di una rottura nei rapporti avvenuta dopo un fallito tentativo di Musk di conquistare già allora il gruppo.

“E’ tempo che OpenAi torni ad essere la forza per il bene, open-source e focalizzata sulla sicurezza, che una volta era”, ha adesso fatto sapere Musk in un comunicato attraverso l’avvocato Toboroff pubblicato dal Journal.

Musk di recente si è scagliato contro OpenAi e Altman con una serie di ricorsi legali, ritirati e poi ripresentati, che hanno accusato la società di aver tradito la sua originale missione nonprofit, creando un’azienda for profit in collusione con Microsoft, il suo principale investitore, per dar vita ad un monopolio in IA. Musk ha anche criticato la venture Stargate, che include Oracle e SoftBank, affermando che non ha le risorse per mantenere le promesse.

Ore dopo la notizia dell’offerta di Musk per OpenAi, Altman è tornato sulla questione e ha detto che Musk «sta cercando di rallentarci. E’ ovviamente un rivale. Dovrebbe competere con un prodotto migliore invece di usare tattiche e azioni legali».

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