Musk ci ripensa: colonizzeremo prima la Luna, poi Marte
L’uomo più ricco del mondo cambia i suoi obiettivi nello spazio profondo. Ma è una scelta che crea non pochi problemi, ancora tutti da risolvere
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Marte e la Luna sono distanti, bene che vada, 50 milioni di chilometri, ma possono arrivare a 400 milioni di chilometri nel caso stiano da parti opposte al Sole. Ma a Musk è bastato un minuto per percorrere questa ragguardevole distanza.
Con un post su X, il compianto Twitter, ha dichiarato «Per chi non lo sapesse, SpaceX ha già spostato l’attenzione sulla costruzione di una città auto-sostenibile sulla Luna, poiché possiamo potenzialmente raggiungere questo obiettivo in meno di 10 anni, mentre Marte richiederebbe più di 20 anni… SpaceX si impegnerà anche a costruire una città su Marte e iniziare a farlo in circa 5-7 anni, ma la priorità principale è garantire il futuro della civiltà e la Luna è più veloce».
Forse si è reso conto di quanto gli analisti dicevano da tempo, ossia che andare su Marte, sola andata oltretutto, è complicato, che la Luna poteva essere usata prima come “palestra” per capire come fare il grande salto al pianeta rosso.
Ossigeno e regolite
Per fare un esempio tecnico ma facile, la grande nave di Space X, StarShip, che al momento sembra funzionare, almeno sulla carta, ha bisogno di circa sei rifornimenti di carburante per ogni viaggio verso Marte. Il che significa che il 69% di tutta la massa che SpaceX manderà in orbita per le missioni su Marte è ossigeno liquido.
Qui viene fuori il fatto che la regolite, abbondantissimo materiale incoerente sul suolo lunare, contiene in media il 40% di ossigeno. Una buona occasione, per chi ha la tecnologia di estrazione dell’ossigeno, per prendersi un po’ di soldi da Musk.






