Entro fine 2025 Milano guadagnerà un importante polmone verde, con una forte valenza sociale e simbolica. Esteso come un campo da calcio (oltre 7mila mq), a 20 metri d’altezza e a 500 metri dal Duomo, il tetto-giardino del nuovo Policlinico di Milano è il fulcro di un progetto di profonda rigenerazione dell’area ospedaliera esistente, firmata da Techint S.p.A e Boeri Studio, con Land S.r.l incaricato di curare il progetto delle aree verdi. I lavori partiranno a inizio 2025. Lo spazio sarà accessibile sia dalla città, in alcune occasioni, sia dalla comunità dell’ospedale (pazienti e operatori sanitari) e ospiterà aree gioco per bambini lungodegenti, spazi didattici, pet therapy, una piccola arena per la musica, orti, giardini fioriti, percorsi di fisioterapia. Sviluppato con il supporto dell’agronoma Laura Gatti, è strutturato secondo un susseguirsi di giardini circolari, studiati per offrire benessere e cura attraverso i colori della natura, e racchiuso da una bordatura perimetrale di specie sempreverdi attrattive per l’avifauna. Il verde scelto è ipoallergenico e include piante come la melissa, la valeriana e altre essenze utilizzate nell’attività ospedaliera e nella farmacopea. Land ha identificato, tramite la metodologia Lim (Landscape Information Modelling®) una previsione dinamica degli impatti ambientali del progetto, in termini di servizi ecosistemici e di benefici forniti dalla vegetazione: si va dalla gestione delle risorse idriche, che va anche a ridurre il flusso nel sistema fognario della città, al contenimento energetico dell’edificio, fino alla riduzione dell'inquinamento atmosferico (attraverso l’assorbimento di PM 2.5), del calore urbano e dei livelli di carbonio nell’aria. A 15 anni dall’impianto, si stima che il tetto-giardino arrivi ad assorbire 30 tonnellate CO2, a produrre 22 tonnellate di ossigeno, a rimuovere 5,6 kg di particolato, e a evitare che 450 metri cubi di flusso idrico vadano ad appesantire il sostema fognario. Se l’obiettivo è generare un effetto moltiplicatore, è interessante l’esempio di riqualificazione delle case Aler di via Baradello 6/12 a Monza, firmata dallo studio Stefano Boeri Architetti. Qui efficenza energetica e benessere sociale - ideali pilastri di una rigenerazione dell’edilizia popolare italiana secondo Boeri - si fondono in un progetto che introduce un sistema di balconi, facciate verdi e spazi di socialità diffusi, e grandi superfici fotovoltaiche, che daranno vita a una comunità energetica.
Ed è per sua natura scalabile, e immediatamente implementabile, il progetto dello studio londinese di architettura e design ecoLogicStudio, guidato da Claudia Pasquero e Marco Poletto. Si tratta di AiReactror, un purificatore d’aria biotecnologico componibile e integrabile in spazi più articolati che verrà presentato al Fuorisalone 2024, nel contesto di Isola design district. Alto un metro, ospita dieci litri di colture di micro-alghe che catturano, fra l’altro, fino a 20 grammi di Co2 al giorno (un albero in città assorbe da 10 a 30 kg all’anno). Costa 2mila euro e sono in via di definizione partnership per il B2C, mentre proseguono le installazioni in uffici, a Ginevra come a Londra.
Le città
Singapore – che ha annunciato la scorsa settimana un aumento della sua carbon tax a 25 dollari per tonnellata (era 5 fino al 2023) e piani di aumento da 50 a 80 dollari entro il 2030 – ha sviluppato soluzioni urbanistiche estensive come un sistema di teleraffrescamento, nell’area di Marina Bay, che agisce su più edifici contemporaneamente facendo scorrere acqua refrigerata attraverso tubi isolati, e una rete di corridoi verdi per far fluire aria fresca in tutti i quartieri.
Ridisegnare in maniera più resiliente le città passa anche da iniziative di depavimentazione. A Leuven, il progetto pilota di depaving estensivo è partito dal quartiere Spaanse Kroon – dopo ampie consultazioni pubbliche i lavori sono iniziati nell’autunno 2023 – e farà da modello per altri otto progetti. L’amministrazione prevede poi premi per chi rinverdisce le aree antistanti a casa propria (fino a 350 euro) o installa un tetto verde (fino a 7 mila euro), oltre a un servizio che facilita ai cittadini la rimozione di coperture non volute e il loro recupero.
Milano avvierà fra fine 2024 e inizio 2025 tre interventi di depavimentazione: via Toce (Municipio 9), piazza Imperatore Tito (Municipio 4), viale Giovanni da Cermenate (Municipio 5), per un totale di circa 6mila metri quadri, e quattro (5.500 metri quadri), sono in fase di progettazione. Ma c’è altro in cantiere: dalla riprogettazione, con pareti e tetti verdi, dei depositi Atm alla sperimentazione con i Suds (sistemi di drenaggio urbano sostenibile) che riparte da corso di Porta Vercellina: «Poi vogliamo rendere l’asse che da viale Argonne arriva al parco Forlanini una connessione ecologica, per stimolare la biodiversità, pedonale e ciclabile», spiega l’assessora all’ambiente e al verde urbano Elena Gandi. «Insieme ai municipi stiamo affrontando la questione della sosta– abusiva, ma tollerata – nei parterre dei viale alberati, che potrebbero essere altrettanti corridoi verdi. La soluzione potrebbe essere convertire le aree di sosta blu nelle vie limitrofe in parcheggi per i residenti».