Design

Multifunzionali e biodiversi: i nuovi modelli di verde urbano

Oltre l’estetica. Da Milano a Singapore, la strategia è adattarsi allo scenario climatico con edifici ecologici, foreste portatili, depavimentazioni estensive

di Alexis Paparo

6' di lettura

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Portare la natura dove non c’era, con un progetto articolato e innovativo che rilegge i canoni del verde in città. Succede nel flagship store del marchio di arredi outdoor e indoor Paola Lenti, in un’ex area industriale in zona Maciachini, a Milano. Qui al prossimo Salone del Mobile, dal 16 al 21 aprile, verranno presentati sei modelli di verde urbano, scalabili e replicabili. Il progetto è firmato da Pnat, studio di progettazione multidisciplinare formato da architetti, scienziati e ricercatori vegetali, coordinati dal professor Stefano Mancuso (si veda l’intervista a destra).

«È stata l’occasione per ideare e realizzare un progetto davvero fuori standard, che presenta sei habitat con un altissimo livello di biodiversità, perfettamente integrabili in città», spiega Cristiana Favretto, co-founder dello studio. «Generalmente, l’approccio al verde urbano è solo estetico. Questi ambienti invece portano benefici anche al quartiere e a tutte le forme di vita che popolano la città, come gli insetti impollinatori».

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Fra le soluzioni proposte spiccano:il bosco edibile, con alberi anche da frutto, piante officinali e funghi, che contribuiranno all’offerta gastronomica dello spazio (che ha al suo interno anche un ristorante e un hotel); il tetto impollinatore, realizzato dall’azienda Daku con un sistema integrato di irrigazione a basso dispendio idrico, che ospiterà oltre 30 specie diverse e servirà da pit stop e rifugio per questi importantissimi insetti. Presenti anche due aree con piante tropicali. «Ha senso puntare su specie più resistenti al cambiamento climatico: la parola autoctona assumerà significati diversi nei prossimi anni», continua Favretto. Infine, un giardino umido, con una vasca d’acqua che ospiterà piante,insetti e piccoli animali e non necessita di filtraggio. «Sarà interessante calcolare – con i sensori che abbiamo sviluppato – tutti i benefici prodotti dalle specie e fare una proiezione a 30 anni. Serve trovare modi sempre nuovi di integrare la natura nel costruito, perché in città non è rimasto altro spazio», conclude.

Gli edifici

Al momento circa il 57% della popolazione mondiale vive in città. Si passerà dagli oltre 4,5 miliardi di persone di oggi ai sei del 2050: la battaglia per la sostenibilità globale si gioca nelle città e va stimolato l’effetto moltiplicatore.

«Dal 2017 i clienti si dimostrano sempre più ricettivi al nostro approccio del verde come miglioramento dell’esperienza di chi vivrà gli spazi e di valorizzazione del portafoglio immobiliare», spiega Stefano Carone – fondatore e managing partner dello studio di architettura Il Prisma. «Il verde è diventato un materiale progettuale al pari degli altri, a cui si dedica oggi fino al 5-6% del budget totale di una riqualificazione negli esterni e fino al 10% per gli interni».Il Prisma propone spesso i rain garden, vasche di accumulo per gestire le acque meteoriche, popolate da piante che assorbono e rallentano i fenomeni di deflusso. È sempre possibile trovare soluzioni per integrare il verde negli spazi, e personalizzarlo secondo l’identità dei committenti. «Nella sede di Lvmh Beauty, a Milano, abbiamo trasformato la terrazza in un giardino lussureggiante tutto l’anno, con un’area dedicata alle erbe aromatiche e una zona prato, dove meditare e fare esercizio. Nella riqualificazione quasi conclusa di via Oglio 12 (Scalo di Porta Romana), un parcheggio è diventato un giardino attrezzato e la facciata sarà una parete verde, a vantaggio di un quartiere molto urbanizzato», conclude Carone.

Entro fine 2025 Milano guadagnerà un importante polmone verde, con una forte valenza sociale e simbolica. Esteso come un campo da calcio (oltre 7mila mq), a 20 metri d’altezza e a 500 metri dal Duomo, il tetto-giardino del nuovo Policlinico di Milano è il fulcro di un progetto di profonda rigenerazione dell’area ospedaliera esistente, firmata da Techint S.p.A e Boeri Studio, con Land S.r.l incaricato di curare il progetto delle aree verdi. I lavori partiranno a inizio 2025. Lo spazio sarà accessibile sia dalla città, in alcune occasioni, sia dalla comunità dell’ospedale (pazienti e operatori sanitari) e ospiterà aree gioco per bambini lungodegenti, spazi didattici, pet therapy, una piccola arena per la musica, orti, giardini fioriti, percorsi di fisioterapia. Sviluppato con il supporto dell’agronoma Laura Gatti, è strutturato secondo un susseguirsi di giardini circolari, studiati per offrire benessere e cura attraverso i colori della natura, e racchiuso da una bordatura perimetrale di specie sempreverdi attrattive per l’avifauna. Il verde scelto è ipoallergenico e include piante come la melissa, la valeriana e altre essenze utilizzate nell’attività ospedaliera e nella farmacopea. Land ha identificato, tramite la metodologia Lim (Landscape Information Modelling®) una previsione dinamica degli impatti ambientali del progetto, in termini di servizi ecosistemici e di benefici forniti dalla vegetazione: si va dalla gestione delle risorse idriche, che va anche a ridurre il flusso nel sistema fognario della città, al contenimento energetico dell’edificio, fino alla riduzione dell'inquinamento atmosferico (attraverso l’assorbimento di PM 2.5), del calore urbano e dei livelli di carbonio nell’aria. A 15 anni dall’impianto, si stima che il tetto-giardino arrivi ad assorbire 30 tonnellate CO2, a produrre 22 tonnellate di ossigeno, a rimuovere 5,6 kg di particolato, e a evitare che 450 metri cubi di flusso idrico vadano ad appesantire il sostema fognario. Se l’obiettivo è generare un effetto moltiplicatore, è interessante l’esempio di riqualificazione delle case Aler di via Baradello 6/12 a Monza, firmata dallo studio Stefano Boeri Architetti. Qui efficenza energetica e benessere sociale - ideali pilastri di una rigenerazione dell’edilizia popolare italiana secondo Boeri - si fondono in un progetto che introduce un sistema di balconi, facciate verdi e spazi di socialità diffusi, e grandi superfici fotovoltaiche, che daranno vita a una comunità energetica.

Ed è per sua natura scalabile, e immediatamente implementabile, il progetto dello studio londinese di architettura e design ecoLogicStudio, guidato da Claudia Pasquero e Marco Poletto. Si tratta di AiReactror, un purificatore d’aria biotecnologico componibile e integrabile in spazi più articolati che verrà presentato al Fuorisalone 2024, nel contesto di Isola design district. Alto un metro, ospita dieci litri di colture di micro-alghe che catturano, fra l’altro, fino a 20 grammi di Co2 al giorno (un albero in città assorbe da 10 a 30 kg all’anno). Costa 2mila euro e sono in via di definizione partnership per il B2C, mentre proseguono le installazioni in uffici, a Ginevra come a Londra.

Le città

Singapore – che ha annunciato la scorsa settimana un aumento della sua carbon tax a 25 dollari per tonnellata (era 5 fino al 2023) e piani di aumento da 50 a 80 dollari entro il 2030 – ha sviluppato soluzioni urbanistiche estensive come un sistema di teleraffrescamento, nell’area di Marina Bay, che agisce su più edifici contemporaneamente facendo scorrere acqua refrigerata attraverso tubi isolati, e una rete di corridoi verdi per far fluire aria fresca in tutti i quartieri.

Ridisegnare in maniera più resiliente le città passa anche da iniziative di depavimentazione. A Leuven, il progetto pilota di depaving estensivo è partito dal quartiere Spaanse Kroon – dopo ampie consultazioni pubbliche i lavori sono iniziati nell’autunno 2023 – e farà da modello per altri otto progetti. L’amministrazione prevede poi premi per chi rinverdisce le aree antistanti a casa propria (fino a 350 euro) o installa un tetto verde (fino a 7 mila euro), oltre a un servizio che facilita ai cittadini la rimozione di coperture non volute e il loro recupero.

Milano avvierà fra fine 2024 e inizio 2025 tre interventi di depavimentazione: via Toce (Municipio 9), piazza Imperatore Tito (Municipio 4), viale Giovanni da Cermenate (Municipio 5), per un totale di circa 6mila metri quadri, e quattro (5.500 metri quadri), sono in fase di progettazione. Ma c’è altro in cantiere: dalla riprogettazione, con pareti e tetti verdi, dei depositi Atm alla sperimentazione con i Suds (sistemi di drenaggio urbano sostenibile) che riparte da corso di Porta Vercellina: «Poi vogliamo rendere l’asse che da viale Argonne arriva al parco Forlanini una connessione ecologica, per stimolare la biodiversità, pedonale e ciclabile», spiega l’assessora all’ambiente e al verde urbano Elena Gandi. «Insieme ai municipi stiamo affrontando la questione della sosta– abusiva, ma tollerata – nei parterre dei viale alberati, che potrebbero essere altrettanti corridoi verdi. La soluzione potrebbe essere convertire le aree di sosta blu nelle vie limitrofe in parcheggi per i residenti».

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