Multe e sanzioni, cosa si rischia violando le misure del nuovo Dpcm
Con il nuovo Dpcm in vigore dal 6 novembre scattano anche i nuovi controlli, soprattutto per chi abita nelle regioni rosse e arancioni
di Marisa Marraffino
3' di lettura
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Con il nuovo Dpcm in vigore dal 6 novembre scattano anche i nuovi controlli su strada, soprattutto per chi abita nelle regioni rosse e arancioni. Che tipo di sanzioni verranno comminate ai trasgressori? La maggior parte delle sanzioni sono amministrative e vanno da 400 a 1000 euro, con lo sconto del 30% se si paga entro 5 giorni. In questi casi la multa sarà di 280 euro.
Le violazioni più comuni riguardano gli spostamenti non giustificati o senza mascherina. La stessa sanzione si applica a chi viola il coprifuoco, il divieto di assembramento o di distanziamento sociale. Uscire senza autocertificazione non comporta il rischio multa che però verrà elevata se non si ha una motivazione valida per stare in giro.
Le sanzioni penali
Si rischia il processo penale soltanto nei casi più gravi. Se si esce di casa per andare a trovare un amico durante il coprifuoco o senza giustificazioni se si abita in zona rossa meglio non mentire, al posto della multa scatterebbe il reato di falsa attestazione a un pubblico ufficiale, previsto dall'articolo 495 del codice penale e punito con la reclusione da uno a sei anni. Uscire di casa se si è positivi al Covid, contagiando altre persone, potrebbe invece far scattare il reato di epidemia colposa che prevede una pena da sei mesi a tre anni.
Negli altri casi, chi non rispetta la quarantena rischia la reclusione da 3 a 18 mesi, oltre a un'ammenda da 500 a 5.000 euro, come previsto dall'articolo 7 del decreto legge 19/2020. La violazione dell'isolamento fiduciario, in caso di attesa del tampone o di contatto ritenuto a rischio anche tramite l'alert dell'App Immuni, rientrerebbe invece nelle sanzioni amministrative e non penali.
Che fine hanno fatto i congiunti?
I congiunti non figurano nel nuovo Dpcm. Nelle zone rosse quindi non si potrà far visita a parenti, fidanzati o amici, a meno che il familiare non sia disabile o versi in stato di bisogno perché in quel caso scatta lo stato di necessità che legittima lo spostamento. Anzi l'art. 1 del Dpcm entrato in vigore il 6 novembre precisa che è fortemente raccomandato l'uso delle mascherine anche nelle abitazioni tra persone non conviventi. Quindi anche nelle aree in cui gli spostamenti sono più liberi, occorre moderare la visita ai familiari.

