Multe, cartelle esattoriali impugnabili senza limiti
di M.Cap.
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Anche i ricorsi contro le cartelle esattoriali non possono essere giudicati secondo equità, a prescindere dal valore della causa. Quindi, contro la sentenza di primo grado si può ricorrere in appello per tutte le motivazioni normalmente possibili e non solo per quelle limitate che il Codice di procedura civile riconosce per le pronunce rese dal Giudice di pace secondo equità. Lo ha stabilito la Sesta sezione civile della Cassazione, con l’ordinanza 12 luglio 2017, n. 17212, che riguarda l’opposizione a una cartella di pagamento per un’infrazione stradale rilevata dalla Polizia municipale di Roma.
Il primo ricorso dell’automobilista contro la cartella era stato respinto dal Giudice di pace. Stessa sorte per l’appello, dichiarato inammissibile dal Tribunale perché -dato il valore della causa (884,49 euro) - si era sotto la soglia all’interno della quale il Giudice di pace deve decidere secondo equità. E in questo tipo di giudizi l’appello è possibile solo nei casi previsti dall’articolo 339, ultimo comma, del Codice di procedura civile. Cioè per una di queste violazioni:
- delle norme sul procedimento;
- di norme costituzionali o comunitarie;
- dei princìpi regolatori della materia.


