La prima volta
Nemmeno dopo la grande crisi del 2008, quando si era anche innescata la deflazione, durata però non abbastanza per portare in negativo l'indice dell'intero periodo da considerare per stabilire le nuove cifre. Al più, nel biennio 2015-2016, era accaduto che molti importi delle sanzioni più frequenti (come quelle per sosta vietata) restassero invariati: l'inflazione del biennio precedente si era fermata a un +0,5%, un valore tanto basso che per il gioco degli arrotondamenti (previsto dal comma 3-bis dell'articolo 195) non consentiva di maturare un rincaro per i valori nell'ordine delle decine di euro
Adesso, complice la crisi legata alla pandemia, si vede il primo indice biennale negativo: l'Istat, per il periodo ottobre 2018-ottobre 2020, ha rilevato un -0,4%. Certo, il valore che serve come base per determinare i nuovi importi delle sanzioni è quello di novembre, che come sempre verrà calcolato e reso noto il 15 dicembre. Ma, dato che nelle ultime settimane non c'è stato alcuno scatto repentino dell'inflazione, l'indice è destinato a restare negativo.
Verosimilmente, anche stavolta gli importi più bassi saranno toccati talmente poco che alla fine, con gli arrotondamenti, rimarranno invariati. E anche quelli di centinaia di euro non diminuiranno in modo clamoroso.
Ci stanno provando?
Può essere che proprio questa limitata entità dei ribassi abbia indotto il ministero della Giustizia (cui spetta scrivere il Dm con nuovi importi, di concerto con Economia e Infrastrutture) ad attendere per valutare se si possa lasciare tutto invariato, nonostante l'articolo 195 non lasci spazio a inerzie.Il comma 3 è stringente anche sui tempi: i nuovi importi vanno fissati «entro il 1° dicembre di ogni biennio».
Questo non accade mai, perché i dati Istat arrivano il 15 dicembre. Ma normalmente, di questi tempi, le procedure per la stesura del Dm erano già avviate e a buon punto, anche per fare in modo che entro il 31 dicembre i sistemi informatici delle forze di polizia (non solo nazionali, ma anche di migliaia di corpi locali) siano regolarmente aggiornati per fornire gli importi esatti dal 1° gennaio. E invece finora non c'è alcun segnale che l'iter sia in fase avanzata.