Marketing

Mulino Bianco, ritorno alle origini: Barilla riaffida la comunicazione ad Armando Testa

Barilla riannoda il filo con l’agenzia che ha costruito l’immaginario del Mulino Bianco: Armando Testa torna alla guida della comunicazione del marchio simbolo, con una nuova campagna in arrivo in primavera

di Andrea Biondi

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Un ritorno, dopo quindici anni. Barilla torna al Gruppo Armando Testa per tutto ciò che riguarderà la comunicazione del Mulino Bianco . Non è un semplice cambio di agenzia: è un gesto di memoria industriale.

La notizia è stata ufficializzata oggi, 27 gennaio 2026, con una nota: «Dopo una consultazione con diverse agenzie, Barilla ha scelto di affidare al Gruppo Armando Testa la gestione della comunicazione di Mulino Bianco»

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E qui sta il punto: Mulino Bianco non è soltanto un marchio “importante”. È una macchina narrativa che, per decenni, ha raccontato «non soltanto l’evoluzione di una grande marca, ma anche quella della società e della cultura italiane».

Un lungo sodalizio

La nota parla esplicitamente di «ritorno»: «Erano i primi anni ’90 quando nasceva la campagna della Famiglia al Mulino firmata Armando Testa». La quale era stata l’agenzia creativa di riferimento di Mulino Bianco dalla fine degli anni 80 al 2011, quando l’incarico passò nelle mani di JWT (diventata poi Wunderman Thompson) prima di passare dal 2019 al gruppo Publicis.

Il lancio in primavera

Quella campagna della famiglia al Mulino fu una rivoluzione comunicativa: trasformare un marchio in un luogo fisico, una casa desiderabile nel verde, un set mentale prima ancora che televisivo.

Ora il ritorno. «Il lancio della nuova campagna, frutto di un importante lavoro strategico e creativo – si legge nel comunicato - è previsto per la primavera di quest’anno» e proseguirà «con un piano integrato di comunicazione»

Armando Testa–Barilla: una storia lunga, non solo Mulino Bianco

Il rapporto fra le due realtà non si è esaurito con il Mulino. La nota lo ricorda: «Un rapporto consolidato negli anni anche dal lavoro per Pan di Stelle, con le campagne sempre firmate Armando Testa».

Marco Testa, Presidente e ad del Gruppo, nella nota consegna una frase che è insieme istituzionale e personale: «Siamo molto felici e molto fieri di questa splendida opportunità, e siamo grati a tutta la Barilla per averci nuovamente affidato la gestione di un brand di così grande prestigio». Il «nuovamente» pesa: dice che qui non si riparte da zero. Si riparte da una grammatica condivisa.

Il valore di un marchio

Mulino Bianco è ancora oggi, dopo tanti anni, un pezzo di quotidianità. Lo tiri fuori e scopri che questo marchio, dopo tanti anni, parla ancora. Negli anni Novanta, quella “famiglia” era un compromesso perfetto fra modernità e tradizione: un’Italia che usciva dalle cucine piccole e sognava spazi verdi, autenticità, tempo lento, ma senza rinunciare alla comodità del prodotto confezionato. La narrazione, insomma, faceva da ponte tra desiderio e scaffale. Oggi quel ponte va riprogettato: nuovi ritmi, nuove famiglie, nuove sensibilità (anche ambientali e sociali), nuove piattaforme. Il comunicato parla di «piano integrato»: significa che la storia non vivrà in un solo schermo e in un solo formato. E se Mulino Bianco è sempre stato un racconto, adesso deve diventare un racconto nativamente multicanale, oltre che espressione di molteplici punti di vista.

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