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Motorola Signature, il ritorno del telefono super-sottile

Il nuovo flagship di Motorola parte da 1.299 euro ed è pronto a sfidare Google Pixel e Samsung Galaxy

di Luca Tremolada

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Il Motorola Signature è il tentativo più ambizioso degli ultimi anni di Motorola di tornare nella fascia premium degli smartphone Android. Un telefono che non punta solo sulla potenza, ma soprattutto su un’idea semplice: fare il top di gamma più sottile possibile senza rinunciare alle specifiche da flagship. Il risultato è uno smartphone elegante, potente e molto diverso dalla concorrenza, ma con qualche limite che lo rende ancora un outsider rispetto ai giganti Android.

Un flagship che punta tutto sulla sottigliezza

La prima cosa che colpisce è il design. Il Motorola Signature è spesso circa 7 millimetri e pesa 186 grammi, dimensioni notevoli per un telefono con display da 6,8 pollici.

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La scocca è in alluminio aerospaziale con finiture studiate insieme a Pantone e materiali che ricordano tessuti come il lino. L’idea è quella di un telefono premium che si distingua subito al tatto.

Il display è un LTPO AMOLED da 6,8 pollici a 165 Hz, con luminosità molto elevata e supporto Dolby Vision. Un pannello pensato per chi usa molto lo smartphone per video, giochi o social.

La sensazione generale che emerge dalle recensioni online è chiara: questo smartphone si tiene in mano come un telefono molto più piccolo. Ed è esattamente il punto di Motorola.

Hardware da vero top di gamma

Dal punto di vista tecnico il telefono non è affatto timido. Il cuore è il Snapdragon 8 Gen 5, con 16 GB di RAM e 512 GB di memoria, una configurazione tipica dei flagship Android del 2026. La batteria è da 5200 mAh e supporta ricarica molto veloce, mentre il sistema operativo è Android 16 con un’interfaccia quasi stock, senza troppe app preinstallate. Sul fronte fotografico Motorola punta su un sistema a sensori Sony da 50 megapixel, con teleobiettivo periscopico e zoom fino a 100x assistito da AI. Il prezzo ufficiale in Italia è 1.299 euro, nella fascia dei flagship Android più costosi.

I punti di forza

Il primo punto di forza è il design ultrasottile. In un mercato dove molti smartphone stanno diventando sempre più pesanti e spessi per via delle batterie e delle fotocamere, Motorola sceglie la direzione opposta. Il secondo è l’hardware equilibrato. Il telefono è potente, ha tanta RAM, un ottimo display e una batteria capiente. Il terzo elemento è il software leggero. Motorola continua a offrire un’esperienza Android molto pulita, con poche personalizzazioni invasive. Infine la fotocamera è sorprendentemente competitiva, soprattutto per video e zoom.

I punti deboli

Il problema principale riguarda il processore. Il Snapdragon 8 Gen 5 è molto potente, ma non è il chip più avanzato disponibile nel 2026: alcuni concorrenti stanno già adottando versioni più nuove come Snapdragon 8 Elite. Il secondo limite è l’ecosistema. Motorola non ha lo stesso livello di integrazione software e servizi che offrono Google e Samsung. Il terzo punto riguarda l’intelligenza artificiale. Il telefono integra Moto AI con servizi come Copilot o Perplexity, ma non ha ancora l’integrazione profonda delle funzioni AI che stanno arrivando su Pixel e Galaxy.

I concorrenti diretti

Il Motorola Signature si colloca nello stesso segmento dei flagship Android più costosi. Il primo rivale è la serie Samsung Galaxy S, che domina il mercato premium grazie a un ecosistema molto completo, una fotografia tra le migliori e funzioni AI avanzate. Il secondo concorrente è Google Pixel, che punta su fotografia computazionale e integrazione profonda con l’intelligenza artificiale. A questi si aggiungono marchi come OnePlus e Xiaomi, che spesso offrono hardware ancora più spinto allo stesso prezzo.

Cosa cambia nel mercato Android

Il Motorola Signature è interessante perché riporta Motorola nel territorio dei flagship puri. Negli ultimi anni l’azienda si era concentrata soprattutto su telefoni di fascia media. La scommessa è semplice: invece di combattere Samsung e Google sul software o sull’AI, Motorola prova a vincere su design e ergonomia. Un telefono sottilissimo in un’epoca di smartphone sempre più pesanti.

Riproduzione riservata ©
  • Luca Tremolada

    Luca TremoladaGiornalista

    Luogo: Milano via Monte Rosa 91

    Lingue parlate: Inglese, Francese

    Argomenti: Tecnologia, scienza, finanza, startup, dati

    Premi: Premio Gabriele Lanfredini sull’informazione; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"; DStars 2019, categoria journalism

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