Misure cautelari respinte
Proprio in quest’ultimo ambito e sempre il 22 ottobre, il gip di Genova ha respinto la richiesta di ulteriori misure cautelari in carcere per 11 indagati nell’inchiesta sui report edulcorati. Tra essi, l’ex amministratore delegato Antonino Galatà, sostituito a settembre, che a metà ottobre ha subìto anche una perquisizione in casa. Il pm, Walter Cotugno, si opporrà al Tribunale del riesame.
Il rischio rincari dei pedaggi
Non è stato specificato come i 360 milioni verranno suddivisi tra manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria e investimenti. Un elemento importante, perché i costi riconducibili a queste ultime due categorie vengono riconosciuti ai fini degli aumenti tariffari annuali e quindi non gravano sulla società ma vengono coperti con i pedaggi. Il risultato finale dipenderà dall’efficacia della vigilanza ministeriale sulla contabilità dei lavori.
Resta poi da affrontare il capitolo dell’adeguamento delle gallerie lunghe oltre 500 metri alla direttiva europea 2004/54, che lo imponeva entro lo scorso aprile. Ma il problema è nazionale, tanto che il ministero sta negoziando con Bruxelles un rinvio in cambio dell’impegno a mettersi in regola entro il 2021, che i gestori vogliono spostare al 2022.
Altrettanto da affrontare la messa in sicurezza dal punto di vista sismico, prevista fin dal 2003 dall’ordinanza n. 3274 della Presidenza del Consiglio (adottata dopo il terremoto del Molise del 30 ottobre 2002) e ancora oggi largamente disattesa da vari gestori (anche il Ponte Morandi era privo di valutazione del rischio sismico).
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