La guerra

Ucraina, «300 russi entrati a Pokrovsk». Kiev si ritira da cinque località a Zaporizhzhia

Come rappresaglia al presunto attacco ucraino, le Forze Aerospaziali russe hanno effettuato un attacco mirato contro il principale centro di intelligence elettronica ucraino situato a Brovary, regione di Kiev

Foto IPP/Dmitry Yagodkin/TASS via ZUMA Press Pokrovsk - Ucraina - 07/10/2025  Guerra Russia-Ucraina   La 5° Brigata di Fucilieri a Motore con la 51° Armata Combinata di Donetsk, Gruppo di Forze Tsentr [Centro], combatte sul fronte di Krasnoarmeysk (Pokrovsk) dell'operazione militare speciale - Italy Photo Press - Pokrovsk - guerra Russia Ucraina -

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In Ucraina la situazione a Pokrovsk e Zaporizhzhia è difficile. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, lo ha ammesso dopo avere ricevuto aggiornamenti dal comandante in capo Oleksandr Syrskyi. “Al momento la nostra attenzione è concentrata principalmente sulla direzione di Pokrovsk e sulla regione di Zaporizhzhia, dove i russi stanno aumentando il numero e la portata degli attacchi. La situazione rimane difficile, in parte a causa delle condizioni meteorologiche che favoriscono gli attacchi. Ma continuiamo a distruggere l’occupante”, ha scritto su X.

 Le parole di Zelensky, che si è recato in visita a Kherson in occasione del terzo anniversario della liberazione della città da 9 mesi di occupazione russa, giungono nel giorno in cui l’esercito ucraino ha riferito che i russi sono riusciti a entrare a Pokrovsk. Grazie alla fitta nebbia, ha sottolineato Kiev.

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Pokrovsk è una roccaforte chiave ucraina nella regione orientale di Donetsk, da settimane oggetto di una battaglia. Secondo Zelensky, qui la Russia ha raccolto 170mila soldati per una nuova offensiva. Oltre 300 soldati russi hanno approfittato delle cattive condizioni meteo, tra cui una fitta nebbia, per penetrare a Pokrovsk, ha riferito l’esercito di Kiev, evidenziando che la fitta nebbia ha ridotto la capacità della ricognizione aerea ucraina.

Kiev si ritira da cinque località a Zaporizhzhia

Quanto a Zaporizhzhia, poco prima che Zelensky certificasse la difficoltà, un portavoce delle Forze di difesa del sud, Vladislav Voloshyn, aveva riferito di un ritiro dell’esercito ucraino da 5 insediamenti, cioè Novouspenivske, Novye, Okhotnyche, Uspenivka e Novomykolaivka. “A Zaporizhzhia, in particolare nelle direzioni di Oleksandrivka e Hulyaipil, sono in corso intensi combattimenti da diversi giorni consecutivi”, ha detto Voloshyn, spiegando “il nemico sta utilizzando tutti i tipi di armi disponibili per cacciare le forze ucraine dalle posizioni che occupano”.

 

Sullo sfondo di questa situazione sul campo i servizi di Mosca hanno accusato l’Ucraina, dicendo di avere sventato un piano degli 007 di Kiev, con il coinvolgimento del Regno Unito, che prevedeva di reclutare piloti russi, dirottare un Mig-31 che trasportava un missile ipersonico Kinzhal e portarlo fino alla base Nato di Costanza, in Romania. In base al piano, secondo Mosca, l’aereo sarebbe stato abbattuto dalle difese aeree contestando una falsa escalation da parte russa. La Nato, commentando a LaPresse su queste accuse, ha fatto sapere che “la fiducia nell’Fsb nel promuovere informazioni veritiere sull’Ucraina o sugli alleati della Nato è molto bassa”. L’Fsb ha però riferito che la Russia ha lanciato un attacco di rappresaglia in risposta a questa che ha definito una “provocazione” di Kiev, prendendo di mira una base dove si trovano F-16. “In risposta alla provocazione del 9-10 novembre, un attacco delle forze aerospaziali russe con missili ipersonici Kinzhal ha colpito il principale centro di intelligence elettronica della Direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa dell’Ucraina nella città di Brovary, nella regione di Kiev, e l’aeroporto di Starokostiantyniv nella regione di Khmelnytsky, dove sono di stanza i famigerati F-16”, ha riferito il Servizio di sicurezza federale russo.

Intanto lo Stato maggiore ucraino ha riferito che le sue forze hanno colpito due raffinerie di petrolio russe e un terminal petrolifero nell’ambito della sua campagna di attacchi con droni a lungo raggio volta a privare Mosca delle entrate vitali per il suo sforzo bellico. Le due raffinerie prese di mira sono quella di Saratov, colpita per la quinta volta negli ultimi mesi provocando quello che Kiev ha definito uno “incendio di vaste proporzioni”, e la raffineria Orsknefteorgsintez, che produce oltre 30 tipi di prodotti petroliferi e rifornisce l’esercito russo. Le forze ucraine hanno anche attaccato un terminal petrolifero nel porto di Feodosia, nella Crimea occupata dalla Russia. Il terminal è utilizzato per fornire carburante e lubrificanti alla penisola occupata e ad alcune parti dell’Ucraina meridionale.

Mosca attacca base degli F-16 in Ucraina

Nella guerra scatenata contro l’Ucraina, la Russia punta pure su notizie sensazionalistiche. Il servizio federale di sicurezza russo (Fsb) avrebbe sventato un’operazione militare dell’Ucraina che progettava di dirottare un Mig-31 russo equipaggiato con un missile supersonico Kinzhal per effettuare un falso attacco alla base aerea più grande della Nato. Lo ha riferito la stessa Fsb all’agenzia Tass, parlando anche di un coinvolgimento nell’operazione del Regno Unito. “Per dirottare il velivolo - spiegano i servizi di Mosca - l’Ucraina era pronta a reclutare piloti russi offrendo loro 3 milioni di dollari”.

Contemporaneamente lo stesso servizio di sicurezza Federale russo (FSB) ha dichiarato che le Forze Aerospaziali russe hanno effettuato un attacco mirato contro il principale centro di intelligence elettronica ucraino situato a Brovary, regione di Kiev, e contro la base aerea di Starokostiantyniv, nella regione di Khmelnytskyi. L’operazione è stata realizzata lanciando missili ipersonici Kinzhal tra il 9 e il 10 novembre.

Secondo quanto riportato, l’attacco è stato concepito come una risposta al presunto tentativo da parte dei servizi di intelligence ucraini di impossessarsi di un caccia MiG-31 armato con missile Kinzhal. In una nota si sottolinea che presso la base colpita sono presenti anche aerei da combattimento F-16.

Attacchi russi anche a Sud

Nella notte le forze russe hanno attaccato anche l’Ucraina meridionale con droni. L’obiettivo erano le infrastrutture nella regione di Odessa. È quanto fanno sapere le autorità locali, come riporta Rbc-Ucraina. Le strutture civili di trasporto ed energia sono state danneggiate e sono scoppiati incendi in diverse aziende energetiche. Sono stati registrati danni anche al deposito di Ukrzaliznytsia e agli edifici amministrativi. Una persona ha riportato ferite da schegge.

Quelli che sembrano frammenti di droni sono stati trovati nella regione sud-orientale della Romania, al confine con l’Ucraina, dopo gli attacchi russi durante la notte sui porti ucraini del Danubio. I radar rumeni hanno rilevato gruppi di droni vicino allo spazio aereo del Paese membro della Nato poco dopo la mezzanotte di martedì, spingendo il ministero della Difesa rumeno a emettere un allarme per i residenti della regione. Le condizioni meteorologiche non hanno permesso l’impiego di aerei da combattimento, ma le squadre militari sono state in grado di recuperare quelli che sembrano frammenti di droni a circa 5 chilometri all’interno del confine rumeno con l’Ucraina.

L’Ucraina contrattacca. Una raffineria di petrolio a Saratov, in Russia, è stata attaccata nella notte da droni ucraini. Lo scrive il Kiev Independent, citando canali Telegram locali che hanno condiviso filmati che mostrano esplosioni nella struttura e un vasto incendio. Secondo il ministero della Difesa russo, le difese aeree hanno intercettato 37 droni durante la notte, di cui otto nell’oblast’ di Saratov. Il governatore della regione, Roman Busargin, ha dichiarato su Telegram che i droni hanno danneggiato le infrastrutture civili, ma non ha confermato se la raffineria sia stata colpita.

I media russi hanno riferito che l’aeroporto regionale ha imposto temporaneamente restrizioni ai voli in seguito all’attacco. La raffineria di Saratov produce oltre 20 tipi di derivati petroliferi, tra cui benzina, gasolio, olio combustibile e bitume. Nel 2023, l’impianto ha lavorato circa 4,8 milioni di tonnellate di petrolio greggio, secondo lo Stato Maggiore ucraino. Saratov è un importante centro industriale situato a circa 150 chilometri dal confine con il Kazakistan e a circa 600 chilometri a est della linea del fronte ucraina. La raffineria di petrolio era già stata colpita dai droni il 3 novembre, settimo attacco alla struttura dall’inizio del 2025.

Intanto a New York, in un’inaspettata inversione di tendenza, l’amministrazione Trump sta spingendo per eliminare dal testo della risoluzione annuale dell’Onu la difesa dell’integrità territoriale dell’Ucraina e il termine ’aggressione’: lo scrive il Kyiv Post. La risoluzione annuale presentata dall’Ucraina al Terzo Comitato dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite è da anni un pilastro diplomatico, che riafferma il sostegno internazionale alla sovranità del paese. L’anno scorso gli Usa si sono uniti ad altri 77 paesi mentre ora Washington vuole che la risoluzione venga riformulata con la più ampia definizione di “guerra in Ucraina”.

Ventiquattro ore dopo, i sistemi di difesa aerea russi hanno intercettato e distrutto 22 droni ucraini durante la notte sopra le regioni russe, tra cui Mosca. Lo ha riferito il Ministero della Difesa russo citato dalla Tass. Otto droni sono stati intercettati sulla regione di Rostov, quattro sulla regione di Stavropol, tre sulla regioni di Orel e Bryansk, due droni sulla regione di Tula, un droni sulla regione di Kaluga e un drone sulla regione di Mosca, si legge nella dichiarazione.

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