Spettacoli

Morte le gemelle Kessler: «Suicidio assistito». Due donne libere fino alla fine

Alice ed Ellen se ne sono andate insieme a 89 anni, nella loro casa in Baviera. Dalla fuga dalla Ddr al Lido di Parigi, fino al successo Tv in Italia

di Francesco Prisco

Alice ed Ellen Kessler trovate morte nello loro abitazione a 89 anni

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Qualcuno nasce per abbattere muri. La storia delle gemelle Alice ed Ellen Kessler - trovate morte a 89 anni nella loro casa di Gruenwald, nei pressi di Monaco di Baviera, dove vivevano l’una accanto all’altra, in due appartamenti confinanti, separati solo da una parete scorrevole - è soprattutto una storia di muri abbattuti.

Fino alla fine: secondo il quotidiano tedesco Bild, le due artiste hanno infatti fatto ricorso al suicidio assistito, una pratica che a determinate condizioni è ammessa in Germania. La polizia sarebbe stata informata nella giornata di martedì, dopo che le Kessler erano già decedute. Quando sono arrivati, gli agenti hanno potuto solo constatare il decesso ed escludere la responsabilità di terzi. Avevano concordato anche la data del 17 novembre, emerge dalle testimonianze di Dghs, la maggiore organizzazione tedesca per i diritti civili e la tutela dei pazienti, così come avevano deciso di lasciare la loro eredità a Médecins Sans Frontières.

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Una fine perfettamente coerente con la storia di due donne che avevano lasciato la Ddr per la Germania Ovest per seguire la loro passione: quella del ballo. Le loro erano state le prime gambe scoperte della televisione italiana, con tutto il codazzo di polemiche e gli interventi censori che l’astutissima mossa del grande Antonello Falqui si portò dietro. Sulla soglia dei 40 anni si erano poi concesse di posare per Playboy: erano gli anni Settanta, qui da noi se n’era discusso eccome, tanto che l’edizione italiana della rivista di Hugh Hefner toccò il record di copie vendute. Alice ed Ellen per la stampa degli anni del boom economico erano le «gambe della nazione», ma soprattutto artiste a tutto tondo. Perché si dà il caso che le gemelle Kessler, oltre che ballerine, fossero cantanti, soubrette e attrici. Iconiche, quando qui da noi neanche sapevamo il significato della parola.

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Erano nate il 20 agosto 1936 a Nerchau, in Sassonia, poco distante da Lipsia. Proprio qui avevano iniziato sin da bambine a frequentare il Balletto dell’Opera. Nel 1952, a sedici anni, lasciano la Repubblica democratica tedesca e si stabiliscono nella Germania Ovest, a Düsseldorf, dove inizia la loro carriera che le porterà ad esibirsi in tutto il mondo con artisti come Frank Sinatra e Fred Astaire.

Addio alla gemelle Kessler, simbolo del gran varietà Tv

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Passate all’età di 19 anni tra le fila delle mitiche Blubell Girls del Lido di Parigi, nel 1959 avevano rappresentato il loro Paese all’Eurovision Song Contest, classificandosi ottave con Heute Abend wollen wir tanzen geh’n’. Due anni più tardi approdarono agli studi televisivi Rai di Giardino d’inverno, tra Don Lurio e il Quartetto Cetra, e poi di Studio Uno con Mina. Era il 1961 e un grande regista televisivo, Antonello Falqui, stabiliva le regole della grammatica di base del varietà del sabato sera. Nascono lì tormentoni nonsense come il Da-da-un-pa e Testa spalla, canzoni che sono pretesti per balletti perfettamente riproducibili a casa e quindi successi per definizione. Motivo di scandalo da coprire con pesanti calze di nylon per un’Italia che, all’inizio degli anni Sessanta, è ancora benpensante.

Ci scappa qualche particina al cinema con un maestro come Dino Risi (Il giovedì) e un mostro sacro del calibro di Alberto Sordi (memorabile la scena dell’incontro in ascensore con Guglielmo il dentone ne I complessi). Ci scappa il teatro con Garinei e Giovannini e ovviamente i Carosello. Di che cosa? Dei collant, ça va sans dire. E loro, di tanti anni nella Tv italiana, cosa ricordavano di più? «Ci piaceva lavorare con Mina, Raimondo Vianello e Johnny Dorelli, forse il più vicino a noi per il suo stile americano», raccontavano. «Don Lurio aveva idee stupende, ma erano troppo “piccole” per due ragazze alte come noi».

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Negli anni Ottanta le gemelle Kessler tornarono in Germania stabilendosi appunto a Grünwald, pur non trascurando frequenti ritorni in Italia, soprattutto per partecipare a trasmissioni televisive. Ed è in quel periodo che i governi di Germania e Italia conferirono alle due sorelle riconoscimenti per l’opera di promozione della cooperazione fra entrambi i Paesi svolta con la loro attività artistica. L’ultima apparizione da conduttrici, qui in Italia, risale 2004 per il varietà comico di Italia 1 Superciro. Famose a livello internazionale, le Kessler negli anni Sessanta si erano persino esibite al leggendario Ed Sullivan Show, eseguendo tra le altre cose la loro cover di I say a little prayer for you di Burt Bacharach con quell’inconfondibile accento teutonico.

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E poi, ovviamente, c’era il gossip. Alice è stata a lungo la compagna del cantante Marcel Amont e poi dell’attore Enrico Maria Salerno, mentre Ellen è stata per molti anni la compagna dell’attore Umberto Orsini e ha raccontato di una relazione con Burt Lancaster nel suo periodo parigino del 1956.

Indivisibili nella vita e, come avevano espresso, anche nella morte. Le due sorelle desideravano essere sepolte insieme, in un’unica urna, accanto alle ceneri della madre Elsa e del loro cane Yello. «È ciò che abbiamo stabilito nel nostro testamento», aveva raccontato Ellen in un’intervista a Bild dell’aprile 2024. Una decisione che, secondo Pro Vita & Famiglia, è stata indotta da «leggi sul suicidio assistito prodotte da una società malata, incapace di includere e valorizzare fino in fondo ogni persona anche nelle fasi più precarie dell’esistenza». Ma la loro è soprattutto la storia di due donne libere. Libere fino alla fine.

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