Malattie infettive

Morbillo al raddoppio in un mese: il monito degli esperti a vaccinarsi prima delle vacanze

Focus dell’Istituto superiore di sanità sull’aumento dei casi imputabile anche agli spostamenti per ferie. E sul papillomavirus esperti europei riuniti a Roma per rilanciare i target di copertura che in Italia non superano il 45%

(Adobe Stock)

3' di lettura

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Dai 37 casi di aprile ai 65 segnalati a maggio: il morbillo in un mese “raddoppia” proseguendo il trend in ascesa. Che è tanto più preoccupante in vista delle vacanze estive. Perché sono gli spostamenti uno dei principali veicoli, tanto che il 20% dei 334 casi - di cui quasi il 90% in persone non vaccinate - segnalati da inizio 2025 è stato associato a viaggi internazionali, complici i tanti “ponti” di questa prima metà d’anno, dato in aumento rispetto al 18% del periodo precedente.

A lanciare il monito a vaccinarsi prima di partire per le vacanze è l’Istituto superiore di sanità, alla luce dei trend degli ultimi mesi e del bollettino di giugno relativo a morbillo e rosolia, che dà conto dei risultati della sorveglianza coordinata dal Dipartimento di Malattie infettive dell’Iss con il contributo della rete nazionale di laboratori regionali.

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I dati e i rischi

Lo stato vaccinale è noto per 313 dei 334 casi segnalati nel 2025 e in 275 casi (quasi il 90%) le persone colpite risultavano non vaccinate, spiegano dall’Iss. In circa un terzo dei casi, 108, è stata riportata almeno una complicanza: tra le più frequenti epatite o aumento delle transaminasi e polmonite, ma si sono verificate anche cheratocongiuntivite, diarrea, insufficienza respiratoria, stomatite, trombocitopenia, laringotracheobronchite, otite, e convulsioni. Sono stati segnalati tre casi di encefalite, rispettivamente in due adulti e in un preadolescente, tutti non vaccinati.

Più colpiti i bambini under 5

L’appello degli esperti è quindi quello di “verificare il proprio stato vaccinale contro il morbillo prima di intraprendere qualsiasi viaggio all’estero. Quasi l’80% dei casi si verificano infatti in persone di età pari o superiore a 15 anni, per la maggior parte non vaccinati o che hanno effettuato una sola dose. E da proteggere sono anche i bambini: la fascia di età più colpita, in termini di incidenza, rimane quella sotto i cinque anni, che è anche particolarmente vulnerabile alle complicanze del morbillo a breve e lungo termine. Ma continuano a essere segnalati casi anche tra i lattanti, per i quali come sottolineano gli esperti “la protezione dipende da un elevato livello di immunità nella popolazione, visto che l’età raccomandata per la somministrazione della prima dose di vaccino Mpr è 12 mesi”.

Non solo morbillo: focus sull’Hpv

Definire una roadmap condivisa e un manifesto per rafforzare la lotta contro il papilloma virus (Hpv) in Europa, che mostra ancora coperture vaccinali molto distanti dal target Oms al 2030 del 90%, con dati che nel 2023 si attestavano al 36% tra le ragazze quindicenni e al 24% tra i ragazzi.

E l’italia? In un panorama europeo estremamente eterogeneo in cui si oscilla dai picchi dell’80-90% di Norvegia, Danimarca, Portogallo e Regno Unito fino al crollo al 10% in alcuni Paesi dell’Est Europa, il nostro Paese si colloca nel mezzo. Lo dicono i dati del ministero della Salute: sempre nel 2023 la copertura vaccinale per l’Hpv tra i dodicenni si attesta al 45% per le ragazze e al 39% per i ragazzi. Tra i quindicenni, la copertura sale rispettivamente al 70% per le femmine e al 58% per i maschi. A livello regionale, nessuna Regione ha ancora raggiunto l’obiettivo del 95% in tutte le coorti, e persistono differenze significative tra aree geografiche.

Il progetto Perch

In tre Regioni italiane intanto è stata introdotta la vaccinazione scolastica, con coperture che nei primi comuni coinvolti raggiungono il 90% per la prima dose tra le ragazze e l’87% tra i ragazzi; per il ciclo completo si registra l’80% tra le femmine e circa il 70% tra i maschi. Sono esperienze pilota avviate nell’ambito del progetto europeo Perch sul quale il prossimo focus è atteso il 13 giugno proprio a Roma dove 18 Paesi si sono dati appuntamento presso l’Istituto superiore di sanità per il convegno internazionale “EU4Health Projects on HPV: Final Results. What’s the Next?” nell’ambito del PartnERship to Contrast Hpv (Perch, appunto). L’idea è di «stimolare la convergenza delle strategie di prevenzione, favorendo l’apprendimento reciproco», sottolinea Raffaella Bucciardini, coordinatrice scientifica del progetto Perch.

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