Conti pubblici

Moody’s promuove la tenuta dell’Italia: Pil 2026 rivisto a +0,8%

L’economia italiana si è mostrata “resiliente” di fronte allo shock dei prezzi dell’energia legato al conflitto in Medio Oriente

Il logo dell'agenzia di rating Moody's fotografato a un evento - 20 maggio 2025. REUTERS/Luisa Gonzalez REUTERS

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Moody’s mantiene il rating Baa2 sull’Italia

Moody’s ha di fatto confermato il rating Baa2 sull’Italia. Con un comunicato, l’agenzia riferisce di aver completato la revisione periodica del Belpaese senza assumere decisioni sulla valutazione di affidabilità creditizia. Le prospettive restano quindi stabili.

Il rating dell’Italia è sostenuto da un’economia ampia, diversificata e a reddito elevato, con una forte base di investitori interni che sostengono il finanziamento dei titoli di Stato. L’Italia beneficia anche anche dell’appartenenza all’Unione europea e all’area euro; questi punti di forza vengono bilanciati dall’elevato debito pubblico italiano, dice l’agenzia, che limita la flessibilità di bilancio ed ha prospettive di crescita moderate.

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«Deficit Italia al 3% nel 2026 al 2,9% nel 2027»

Per l’Italia Moody’s prevede un disavanzo pubblico pari al 3% del Pil nel 2026 e al 2,9% nel 2027. Si tratta, si legge in una nota, di una riduzione solo marginale rispetto al 3,1% del 2025, ma in linea con le proiezioni di marzo, che stimavano un deficit del 2,9% del Pil. L’agenzia di rating stima che il rapporto tra debito pubblico e Pil si stabilizzerà intorno al 138% nel biennio 2026-2027 per poi iniziare a diminuire gradualmente, “grazie a solidi avanzi primari e al venir meno dell’impatto dei crediti d’imposta per la ristrutturazione edilizia concessi negli anni precedenti”.

Per Moody’s l’Italia continua a beneficiare di costi per interessi contenuti, nonostante il recente rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato a livello globale. La trasmissione di tale aumento sarà graduale, data la durata media residua relativamente lunga dei titoli, pari a circa sette anni. La spesa per interessi salirà al 4,2% del PIL nel 2026, rispetto al 3,8% del 2025, per poi crescere gradualmente fino al 4,7% entro il 2032; si tratta di un livello superiore di circa 0,2 punti percentuali rispetto alle nostre precedenti stime, poiché prevediamo che i rendimenti rimarranno più elevati rispetto ai livelli precedenti il conflitto in Medio Oriente.

«Italia resiliente a shock energia, quest’anno pil +0,8%»

L’economia italiana si è mostrata “resiliente” di fronte allo shock dei prezzi dell’energia legato al conflitto in Medio Oriente. Dopo il +0,9% registrato dal pil italiano nel prima della metà dell’anno, Moody’s ha rivisto al rialzo la previsione di crescita per il 2026 portandola al +0,8%.

Lo afferma Moody’s nella periodica revisione dei rating dell’Italia che, si legge in una nota, “non annuncia un’azione di rating né indica una probabile azione sul rating nel breve periodo”.

I punti di forza e le criticità del profilo di credito dell’Italia

Sul fronte positivo, le riforme volte a migliorare l’efficienza del settore pubblico e il contesto imprenditoriale nel suo complesso potrebbero portare a un miglioramento più significativo delle prospettive di crescita del Paese, con ripercussioni favorevoli per le finanze pubbliche. Sul fronte negativo, la riduzione dell’elevato indebitamento italiano dipende da una crescita del Pil relativamente solida e da un incremento degli avanzi primari. Ciò implica che una crescita più lenta o un consolidamento fiscale meno marcato rispetto alle attuali previsioni comprometterebbero le nostre stime di una graduale diminuzione dell’incidenza del debito a partire dal 2028.

Un consolidamento fiscale costante, basato su aumenti sostenibili delle entrate o sul contenimento della spesa, sarebbe un fattore positivo, in quanto porterebbe a un miglioramento sostenibile della traiettoria del debito.

Progressi più rapidi nell’affrontare le sfide strutturali legate al mercato del lavoro e alla capacità di innovazione, unitamente a investimenti privati superiori alle attuali previsioni, segnalerebbero una maggiore resilienza economica, riducendo la vulnerabilità dell’andamento del debito agli shock. In tale contesto, ulteriori segnali di resilienza dell’economia italiana agli shock geopolitici in corso avrebbero un impatto positivo sul profilo di credito.

Risultati fiscali peggiori delle attese, che portassero a un aumento dell’indebitamento, avrebbero un impatto negativo, così come segnali di una mancanza di slancio concreto nelle riforme oltre la conclusione del Pnrr. Sebbene “improbabile” nel prossimo futuro, una pressione al ribasso sul profilo di credito dell’Italia potrebbe emergere in uno scenario di ulteriore escalation del rischio geopolitico, in particolare nel caso di un’aggressione russa contro un Paese Nato in Europa.

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Moody’s conferma rating Aaa all’Ue, il livello massimo

Moody’s Ratings ha confermato il rating Aaa (il livello massimo, equivalente a una tripla A) dell’Unione Europea, mantenendo un outlook stabile.

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