L’Iran rischia di diventare l’Alcatraz di Trump
di Giuliano Noci
di Sara Deganello
3' di lettura
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Alessandra Zinno è il direttore generale dell’Autodromo di Monza. Prima (e unica al momento) donna nel panorama dei circuiti, «un mondo non ancora pronto a non interrogarsi sul genere di chi lo gestisce, tradizionalmente legato a un altro tipo di normalità», commenta lei. Un’innovazione per il più antico impianto, costruito nel 1922, dove ancora si corre un Gran Premio di F1, con 38 dipendenti e 32 milioni di fatturato (nel 2021). Nata a Roma, una carriera dal 1988 all’interno di Aci, l’Automobile Club d’Italia azionista al 90% della società che gestisce l’autodromo (Sias), Zinno approda alla guida del circuito nel 2020, in un contesto complesso, in piena pandemia.
Quali sono le sfide che si è trovata ad affrontare?
Abbiamo sfruttato il periodo di fermo macchine per riorganizzarci e ragionare su un posizionamento del circuito come un organismo vivo, non aperto solo una volta all’anno, con l’evento per il quale abbiamo più visibilità: il Gran Premio d’Italia, che rimane la nostra fonte più importante di introiti. Qui le aziende vengono per fare i test su pista. Abbiamo inoltre congressi ed eventi aziendali. Su queste basi abbiamo lavorato per consolidare l’offerta commerciale e sportiva. E razionalizzare i processi, fondamentali in un’azienda con interessi pubblici come la nostra.
Quali azioni ha deciso di mettere in campo?
Non abbiamo più chiusure stagionali. Cerchiamo di vendere il nostro prodotto, che è un circuito iconico all’interno di un parco. Abbiamo riprogettato le visite e i tour, lanciati a fine 2021 e affidati a un’azienda interna, con nostre risorse: collaboratori che hanno vissuto in prima persona la storia di questo circuito, capaci di dare un’ impronta di personalizzazione. Entro fine anno puntiamo a raggiungere i 12mila visitatori: età media 39 anni. Non pensavo di riscontrare tutto questo interesse. Un’altra linea di azione è un deciso cambio di passo sulla sostenibilità ambientale con attenzione al risparmio e alla diminuizione dell’uso di plastica. Insieme alla F1, che ci sollecita, abbiamo lavorato sulla dematerializzazione dei documenti. Adottiamo Criteri ambientali minimi nelle procedure di approvvigionamento. Abbiamo partecipato a un bando regionale per il restauro boschivo e il ripristino di aree verdi. Abbiamo firmato un accordo con BrianzAcque per portare l’acqua pubblica nel circuito. Abbiamo riallacciato i rapporti con Scuola di agraria, all’interno del parco.