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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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«Ogni investimento nel sistema elettrico, dalle infrastrutture di rete ai sistemi di accumulo e alle nuove fonti rinnovabili, è anche un investimento in sicurezza energetica del Paese». L’ad di Terna, Pasqualino Monti, 52 anni, ha le idee già molto chiare pur essendo arrivato al timone del gruppo da poco più di due mesi. Che ha trascorso cercando di comprendere il funzionamento della “macchina”, dentro la quale ha trovato, spiega, «da un lato, un grande spirito di appartenenza e, dall’altro, persone molto preparate». Da qui, dunque, è partito per riorganizzare in modo più efficiente i processi decisionali perché, lo ripete più volte in questa intervista a Il Sole 24 Ore, la prima da quando è stato nominato ceo, «Terna è un’azienda complessa con un compito strategico per il sistema Paese».
Le guerre che si sono succedute negli ultimi cinque anni, dall’Ucraina al Medio Oriente, hanno rimesso l’energia al centro dell’agenda dei governi. Quale lezione dobbiamo trarre da questa fase?
Partirei da alcuni dati. La crisi del 2022 ha fatto triplicare la spesa energetica del Paese portandola a 256 miliardi, contro una media di 88 miliardi nel periodo pre-crisi. In pochi mesi famiglie e imprese si sono trovate a sostenere costi straordinari che hanno inciso direttamente sulla competitività del sistema economico. I prezzi dell’energia sono diventati una variabile geopolitica prima ancora che di mercato e questo ha cambiato il modo in cui pensiamo alle infrastrutture: non più solo efficienza e costo ma anche resilienza e autonomia. È stato il momento in cui abbiamo capito che l’energia non è soltanto una commodity ma una componente essenziale della sicurezza economica mondiale.
Che riflessi ha tutto ciò per Terna?
Per Terna significa che il lavoro che facciamo non è soltanto trasmettere l’energia da un punto A a un punto B consentendo, poi, a chi la distribuisce di trasferirla a famiglie e imprese. Ma è una missione strategica: si tratta di gestire un sistema complesso che è cruciale per la sicurezza energetica del Paese.