Intervista

Monti, Terna: «Gli investimenti in reti elettriche sono cruciali per la sicurezza nazionale»

Il ceo traccia le prossime sfide: «Puntiamo a creare una diplomazia industriale con i nostri fornitori strategici, il costo della trasmissione in Italia è tra i più bassi nella Ue»

L’amministratore delegato di Terna, Pasqualino Monti

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«Ogni investimento nel sistema elettrico, dalle infrastrutture di rete ai sistemi di accumulo e alle nuove fonti rinnovabili, è anche un investimento in sicurezza energetica del Paese». L’ad di Terna, Pasqualino Monti, 52 anni, ha le idee già molto chiare pur essendo arrivato al timone del gruppo da poco più di due mesi. Che ha trascorso cercando di comprendere il funzionamento della “macchina”, dentro la quale ha trovato, spiega, «da un lato, un grande spirito di appartenenza e, dall’altro, persone molto preparate». Da qui, dunque, è partito per riorganizzare in modo più efficiente i processi decisionali perché, lo ripete più volte in questa intervista a Il Sole 24 Ore, la prima da quando è stato nominato ceo, «Terna è un’azienda complessa con un compito strategico per il sistema Paese».

Le guerre che si sono succedute negli ultimi cinque anni, dall’Ucraina al Medio Oriente, hanno rimesso l’energia al centro dell’agenda dei governi. Quale lezione dobbiamo trarre da questa fase?

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Partirei da alcuni dati. La crisi del 2022 ha fatto triplicare la spesa energetica del Paese portandola a 256 miliardi, contro una media di 88 miliardi nel periodo pre-crisi. In pochi mesi famiglie e imprese si sono trovate a sostenere costi straordinari che hanno inciso direttamente sulla competitività del sistema economico. I prezzi dell’energia sono diventati una variabile geopolitica prima ancora che di mercato e questo ha cambiato il modo in cui pensiamo alle infrastrutture: non più solo efficienza e costo ma anche resilienza e autonomia. È stato il momento in cui abbiamo capito che l’energia non è soltanto una commodity ma una componente essenziale della sicurezza economica mondiale.

Che riflessi ha tutto ciò per Terna? 

Per Terna significa che il lavoro che facciamo non è soltanto trasmettere l’energia da un punto A a un punto B consentendo, poi, a chi la distribuisce di trasferirla a famiglie e imprese. Ma è una missione strategica: si tratta di gestire un sistema complesso che è cruciale per la sicurezza energetica del Paese.

In questo contesto, però, il gas resta centrale.

Il gas oggi è importante ma non può essere il futuro. Il tema non è rinnovabili contro gas, ma rinnovabili nonostante una rete pensata per il gas. Senza dorsali di trasmissione adeguate, ogni gigawatt di rinnovabile in più al Sud rischia di restare energia intrappolata. Stiamo costruendo una rete più moderna, resiliente e digitale, capace di integrare quote crescenti di rinnovabili, ed è lo strumento con cui possiamo contribuire a ridurre il costo delle bollette per famiglie e imprese ed aumentare sicurezza ed autonomia energetica. Abbiamo un piano di sviluppo rete a 10 anni da oltre 23 miliardi di investimenti, per creare le condizioni che consentano di integrare nella rete la produzione crescente da rinnovabili. La riduzione strutturale dei prezzi dell’energia non dipende soltanto dalla crescita delle fonti rinnovabili, ma soprattutto dalla capacità del sistema di integrarle in modo efficiente.

La transizione energetica richiede una quantità crescente di cavi, trasformatori, tecnologie e competenze specializzate. C’è un tema di disponibilità di queste risorse che potrebbe incidere sullo sviluppo delle reti?

Nel breve periodo i nostri investimenti sono coperti, diventerà un tema centrale nel medio-lungo periodo. Basti pensare che i cavi Hvdc utilizzati per i nostri progetti, come il Tyrrhenian Link, vengono prodotti da un numero ristretto di operatori a livello mondiale. Per questo puntiamo a creare una diplomazia industriale con i nostri fornitori strategici, creando una filiera nazionale che ci aiuti nella supply chain. Perché è chiaro che la gestione di quest’ultimo tassello non rappresenta più solamente una funzione di supporto agli investimenti, ma una leva per garantire la sicurezza energetica del Paese, il rispetto degli obiettivi industriali e dei tempi per l’esecuzione delle opere.

Il completamento delle opere è legato anche alla capacità di raccogliere un ampio consenso territoriale attorno ai vostri investimenti. Quanto conta per Terna questo aspetto?

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È un fattore molto importante per me. In questi due mesi ho cercato di capire rispetto ai progetti strategici se ci sono problemi con i territori. La capacità di realizzare le opere nei tempi necessari dipende anche dalla qualità dei rapporti costruiti. Il confronto con le comunità non è una fase finale del progetto ma parte del progetto stesso. Stiamo avviando già nelle fasi preliminari, prima dell’avvio degli iter autorizzativi, percorsi di confronto .

Terna viene spesso accusata di costare troppo all’utente finale in bolletta. Cosa risponde?

Preferisco far parlare i numeri che documentano una realtà completamente diversa perché il costo della trasmissione in Italia resta tra i più contenuti nel panorama europeo: per integrare 1 GW di rinnovabili il costo unitario è pari a 0,38 miliardi di euro contro una media di 0,85 miliardi in Germania, Francia e Regno Unito. Nel confronto con i principali Tso europei, Terna si distingue, quindi, per l’elevata efficienza nella pianificazione degli investimenti per integrare nuova generazione rinnovabile nel sistema elettrico nazionale.

Restiamo sull’Europa. La necessità di investire e ammodernare le reti elettriche è diventata un’urgenza per il Vecchio Continente?

C’è una traiettoria europea di accelerazione degli investimenti in reti elettriche e Terna dovrà collocarsi lungo questo percorso. La Germania investe oltre 20 miliardi di euro l’anno e il Regno Unito circa 12 miliardi. Noi restiamo a un livello molto più basso. In tutta Europa sta maturando la consapevolezza che la rete è il presupposto della transizione energetica e digitale. La nostra responsabilità è di garantire che l’Italia disponga delle reti, delle tecnologie e delle capacità industriali per sostenere la crescita dei consumi elettrici, l’elettrificazione dell’economia e lo sviluppo dei nuovi carichi strategici, inclusi i data center e le infrastrutture digitali.

Quando presenterete il nuovo piano?

Come abbiamo annunciato al mercato nella conference call con gli analisti dopo la semestrale, il nuovo piano andrà di pari passo con il percorso regolatorio.

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