Monopattini elettrici equiparati alle biciclette, niente maximulte
Un emendamento alla manovra economica 2020 chiarisce il dubbio che stava frenando la legalizzazione dei monopattini elettrici: saranno equiparati alle biciclette e non ai ciclomotori. Ma restano da ciarire alcuni aspetti. Ecco quali
di Maurizio Caprino
3' di lettura
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Alla fine, i monopattini elettrici saranno equiparati alle bici, se saranno in regola quanto a potenza e velocità. Dopo le polemiche di novembre sulle maximulte scattate a Torino per mezzi considerati come ciclomotori dai vigili, la notte del 9 dicembre è stato approvato in commissione al Senato un emendamento che evita situazioni del genere inquadrando i monopattini elettrici nel Codice della strada come fossero biciclette.
L’emendamento, introdotto nel disegno di legge di Bilancio, è tempestivo: in questi giorni anche nelle grandi città i Comuni stanno iniziando ad autorizzare la circolazione dei monopattini e degli altri micromezzi elettrici, apponendo la segnaletica prevista dal decreto ministeriale che a giugno ha dettato le condizioni per legalizzare queste forme di micromobilità sostenibile.
Ma le nuove regole potrebbero creare problemi di coordinamento, perché la normativa sui veicoli a pedali è in evoluzione. Inoltre, non è chiaro se la soluzione varrà anche per gli altri mezzi di micromobilità elettrica: hoverboard, segway e monowheel.
L’orientamento dei ministeri
Era stato anche per questo che il 6 novembre il sottosegretario ai Trasporti Roberto Traversi, rispondendo a un’interrogazione parlamentare sulle sanzioni irrogate a Torino, aveva annunciato che il suo ministero e quello dell’Interno stavano studiando l’equiparazione dei monopattini elettrici agli acceleratori di andatura (come pattini e skateboard).
I due dicasteri stavano ancora lavorando su questa ipotesi, quando è arrivato l’emendamento, presentato dal senatore Eugenio Comincini (Italia Viva).










