Dunque, non esiste una vera data a partire dalla quale la micromobilità elettrica sarà legalizzata in tutta Italia: la legalizzazione avverrà alla spicciolata, tratto per tratto, man mano che vi compariranno i segnali.
Inoltre, i Comuni dovranno «avviare una campagna di informazione...in corrispondenza di infrastrutture di trasporto, ricadenti nel proprio centro abitato, destinate alla scambio modale quali porti, aeroporti, stazioni ferroviarie, autostazioni».
La tempistica reale
Probabilmente alcuni Comuni bruceranno i tempi: sono interessati ad alleggerire il traffico e, nel caso di Milano, anche a mettere in regola i servizi di sharing che si sono presi la responsabilità di attivare lo scorso inverno con alcuni partner (Helbiz e Telepass), scavalcando il Codice della strada prima ancora che la legge di Bilancio venisse approvata.
Probabilmente è per questo che ora un altro operatore, Dott, nell’accogliere positivamente la firma del decreto attuativo, si era detto pronto ad attivare i propri servizi già da giugno «per il mercato milanese e quello di altre città italiane».
Anche in altre città, tra cui Torino e Rimini, le amministrazioni comunali si sono dette favorevoli ad avviare la sperimentazione e non si sono lasciate scoraggiare dalla prima notizia di un incidente mortale con un monopattino elettrico, arrivata a fine giugno da Parigi.