Monopattini come biciclette: ecco le regole per circolare in strada
La potenza massima deve essere entro i 500 Watt e la velocità entro i 20 km/h. Rischio incidenti, ministeri contrari. Più responsabilità per gli altri guidatori
di Maurizio Caprino
3' di lettura
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Dal 1° gennaio i monopattini elettrici sono liberi di circolare in strada, come se fossero biciclette ma con velocità limitata a 20 km/h. E senza patente. Lo prevede la legge di Bilancio (160/2019), al comma 75 dell’articolo 1, approvato dal Parlamento nonostante la contrarietà dei tecnici di due ministeri: Trasporti e Interno. Si teme un aumento dei rischi, soprattutto per la differenza di velocità con gli altri mezzi motorizzati.
Equiparazione piena
I guidatori di auto, moto e mezzi pesanti ora non hanno particolari attenuanti se investono un monopattino (fino al 31 dicembre l’investito aveva comunque una parte di colpa, per aver circolato dove proibito).
I due ministeri, che avevano preparato norme alternative più ragionate, hanno rinunciato a limitare la portata del comma 75 con una circolare che, per esempio, interpretasse l’equiparazione nel senso che valesse solo per le sanzioni (escludendo l’applicazione di quelle pesanti previste per i motorini, come accaduto a Torino in autunno).
Il comma 75 si limita a stabilire che «i monopattini che rientrano nei limiti di potenza e velocità definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 4 giugno 2019... sono equiparati ai velocipedi».
Normativa ribaltata
Poche parole per ribaltare il concetto introdotto dalla legge di Bilancio di appena un anno fa (la 145/2018, articolo 1, comma 102). All’epoca c’era il divieto di utilizzo in aree pubbliche e si decise di iniziare - nei soli centri abitati - una sperimentazione con regole (precisate sei mesi dopo proprio dal Dm) che lasciano ai Comuni la facoltà di individuare su quali piste ciclabili, strade delle zone 30 km/h o aree pedonali consentire eventualmente la circolazione.

