Lionel Messi si avvicina a passo cadenzato al dischetto degli undici metri. Si ferma. Un sospiro, una breve rincorsa e la palla che si insacca.
Sono le 16.23 italiane del 18 dicembre 2022, la data che passerà alla storia come “il giorno che sconvolse internet”. Quel momento della finale dei Mondiali di calcio del Qatar 2022 tra Argentina e Francia fu infatti seguito in diretta da circa 1,5 miliardi di persone attraverso tutte le piattaforme disponibili nel mondo: quasi il 20% dell’umanità concentrata in un singolo istante davanti a televisori, internet, servizi di streaming, smartphone e altri dispositivi. Si stima che quel solo minuto generò oltre 500 terabyte di traffico video in streaming e circa 800 milioni di interazioni sui social media. In pratica quegli istanti da soli avrebbero assorbito tra il 4% e il 5% del traffico internet globale.
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A pochi giorni dal fischio d’inizio dell’edizione 2026 della Coppa del Mondo in Nord America (al via giovedì prossimo alle 21.00 con il match Messico-Sudafrica), si può ragionevolmente essere certi che quel record sarà battuto. In primo luogo perché quattro anni fa la maggior parte delle persone seguiva ancora il calcio tramite la televisione tradizionale, mentre oggi il potere, in termini di modalità di fruizione dell’evento, si sta spostando verso i social media e le piattaforme digitali.
Secondo la Fifa, i Mondiali del Qatar hanno generato complessivamente 5 miliardi di interazioni mediatiche. L’audience della televisione tradizionale e quella dello streaming digitale sono risultate sostanzialmente equivalenti (2,9 miliardi contro 2,7 miliardi), mentre i social media non erano molto distanti con 2,2 miliardi. Bank of America, che ai prossimi Mondiali ha dedicato un ciclopico report prodotto dai suoi analisti, ritiene che la finale di quest’anno possa arrivare a rappresentare fino al 7% del traffico internet mondiale, ma soprattutto ricorda che i numeri visti finora valevano prima dell’esplosione dell’intelligenza artificiale.
Big data ancora più grandi
«I Mondiali del 2026 saranno il primo torneo in cui il dato stesso diventa un prodotto primario», scrivono gli analisti. «Tutte le squadre avranno accesso a modelli di intelligenza artificiale in tempo reale capaci di analizzare milioni di punti dati, oltre a simulazioni tridimensionali degli eventi per costruire le proprie strategie». E se in passato le squadre più ricche godevano di un vantaggio competitivo, nel 2026 l’AI democratizzerà l’accesso ai dati. «Tutte le nazionali stanno già utilizzando sistemi di intelligenza artificiale per elaborare metriche di performance in tempo reale che nemmeno esistevano durante il torneo precedente. Non assisteremo semplicemente a una partita di calcio: assisteremo a una gigantesca simulazione in tempo reale, nella quale il mondo fisico verrà costantemente trasformato in dati a un ritmo di diversi petabyte alla settimana».
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Secondo le stime di SanDisk, i Mondiali del 2026 saranno i più guidati dall’intelligenza artificiale e i più intensivi in termini di dati mai organizzati, superando la soglia dei 90 petabyte. Si tratta di una quantità di dati pari a 45 volte quella generata durante i Mondiali del Qatar 2022. Per avere un termine di paragone, 1 petabyte equivale a circa 13,3 anni di video in alta definizione. Ciò significa che l’evento produrrà l’equivalente digitale di oltre 1.200 anni di contenuti HD in poco più di un mese.
L’era degli exabyte
La stima di 90 petabyte esclude però social media, selfie, interazioni da dispositivi mobili e altre piattaforme. Considerando queste fonti e la generazione da AI, Bank of America stima che «la creazione complessiva di dati potrebbe raggiungere il livello record di 2 exabyte, equivalenti a circa 45mila anni di video in 4K».
Ma da dove nasceranno tutti questi dati? In primis da Football AI Pro, uno strumento con cui Fifa e Lenovo hanno integrato l’AI generativa nel cuore stesso del gioco. Si tratta di un assistente avanzato per l’analisi della partita. Secondo quanto si legge sul sito della Fifa, è «il primo strumento di questo tipo pensato per analisti e staff tecnici e si concentra su analisi approfondite e generazione di report a partire dai dati ufficiali della partita. Combina agenti di AI in grado di interrogare dati strutturati della partita (dati relativi a eventi e tracciamento) con il modello Fifa Football Language, video e altre fonti di dati per fornire analisi tattiche, delle prestazioni e raccomandazioni strategiche in modo rapido, affidabile e strutturato». Il sistema analizzerà centinaia di milioni di dati Fifa e oltre 2.000 metriche calcistiche, tra cui pressing, movimenti, tattiche e transizioni. Ogni squadra avrà quindi il proprio modello AI che analizzerà tutte le informazioni disponibili in tempo reale.
Ci sarà poi il ritorno alla ribalta del metaverso, sotto forma di avatar tridimensionali. Spiega ancora BofA: «Ogni giocatore verrà scansionato digitalmente in circa un secondo per creare un avatar 3D ad alta precisione utilizzato nelle decisioni relative al fuorigioco e al Var. Senza dimenticare che ciascuno dei 16 impianti ospitanti avrà un gemello digitale in tempo reale utilizzato per monitorare flussi di pubblico, sicurezza e persino dati biometrici provenienti dai dispositivi indossabili dei giocatori».
Un dato puramente quantitativo poi, spiega da solo buona parte dell’incremento nella generazione di dati: con 48 squadre e 104 partite, rispetto alle 32 squadre e 64 partite del 2022, il volume di traffico da streaming sarà giocoforza senza precedenti.
A distanza di qualche giorno dalla conclusione del vertice, proviamo a fare un bilancio: chi esce rafforzato da Évian? Quali risultati concreti sono stati raggiunti? E soprattutto: in un mondo sempre più...