Due ruote

Mondiale di ciclismo in Ruanda: sarà ancora sfida Pogacar-Evenepoel. Nell’under 23 oro all’italiano Finn

In Ruanda un percorso duro e selettivo. L’Italia, guidata da Ciccone, spera di stupire ancora dopo il successo del 18enne corridore ligure

di Dario Ceccarelli

4' di lettura

4' di lettura

Che il mondo cambi sempre più in fretta, e non solo quello del ciclismo, lo si vede da questo inconsueto Mondiale che si sta svolgendo in Ruanda, un paese africano che non molto tempo fa (1994) fu teatro di uno dei più sanguinosi genocidi della storia dell’umanità, che costò la vita a quasi un milione di persone.

L’attuale Ruanda, senza sbocchi al mare e non più grande della Lombardia, in questi anni è però cambiato. Come molte nazioni africane, pur con mille contraddizioni e un governo autoritario (il presidente Paul Kagame è in carica dal 2000!), è una Repubblica in forte sviluppo, che attira investimenti grazie anche alle sue ingenti ricchezze minerarie, che qualche anno fa furono il casus belli di un attacco al Congo, vicino scomodo al cui interno vive anche una minoranza ruandese, la cui tutela fu presa a pretesto per scatenare l’aggressione.

Loading...

Non allarmatevi, non faremo un approfondimento storico sui paesi emergenti africani. Oltretutto, con l’aria che tira in Occidente, non siamo i più indicati a dare lezioni non richieste a chi, con fatica, cerca di uscire dal sottosviluppo.

Portarci i mondiali di uno sport globalizzato come il ciclismo è una evidente operazione di marketing - sostenuta non gratis et amore dei anche dall’Uci - per farsi conoscere meglio nel mondo (si prevedono circa 300 milioni in diretta tv) ed eventualmente dare un’ulteriore slancio alle due ruote, un mezzo di trasporto non molto diffuso ma praticato con successo da molti corridori locali nonostante che il Ruanda sia chiamato “il Paese delle mille colline”. Qui insomma, tra una pioggia e l’altra, si sale e si scende come sulle montagne russe.

EPA/KIM LUDBROOK

Un tracciato impegnativo

Inevitabilmente quindi anche il percorso del Mondiale dei professionisti (in programma questa domenica) sarà uno dei più duri di sempre con 267,5 km di percorso e 5475 metri di dislivello. Numeri che fanno paura in un tracciato che comprende le dure salite di Mount Kigali e Pur de Kigali.

Un Mondiale quindi duro e selettivo. Che non solo ha tenuto lontano campioni come il danese Vingegaard (vincitore della Vuelta), l’olandese Van der Poel e il belga Van Aert, ma che restringe inevitabilmente la rosa dei favoriti a pochissimi eletti, due dei quali non hanno bisogno di grandi presentazioni.

Il primo è il cannibale del ciclismo moderno, quel Tadej Pogacar, che dopo aver conquistato il Tour a luglio ora vuole difendere in Ruanda la sua maglia di campione del mondo. Il secondo è il belga Remco Evenepoel, trionfale vincitore domenica scorsa della cronometro dopo aver raggiunto e sorpassato lo stesso Pogacar che in questa prova si è classificato “solo” quarto.

Un bello smacco, comunque, per Tadej che, dopo aver elaborato questa imprevista ferita al suo orgoglio, risponde da par suo: «Questa volta sarà tutto diverso, è un’altra storia. Questo mondiale è qualcosa di storico, mai visto prima. Lo sento, sono pronto. Mi sono abituato anche all’altitudine. Poi io sono venuto qui per la prova su strada, e so che la mia Slovenia è uno dei team più forti».

Pogacar ha ragione: il suo è uno squadrone con con Roglic, Mohoric e il suo compagno di squadra in UAE Emirates Novak.

Una sfida Slovenia-Belgio?

In casa belga invece Remco Evenepoel sarà il capitano della formazione, sostenuto da uomini del calibro di Campenaerts, Vervaeke, Vermeersch, Hermans, Meurisse, Van Wilder e Uijtdebroeks. Un bel gruppo che rischia di far diventare questo mondiale africano un intrigante derby tra Slovenia e Belgio con qualche possibile guastafeste in agguato come l’australiano Jay Vine, lo svizzero Stefan Kung, lo spagnolo Juan Ayuso, il messicano Isaac del Toro e l’ecuadoriano Richard Carapaz, sempre a suo agio quando si va in salita.

E gli azzurri? Diciamo che c’è qualche speranza in più rispetto al passato. E’ dal lontano 2008 (vittoria di Alessandro Ballan a Varese) che ai Mondiali non tocchiamo palla, dopo che per anni il nostro ciclismo era stato uno dei fari con le imprese di Paolo Bettini (doppietta nel 2026 e 2007), di Mario Cipollini (2002) e via elencando fino agli storici successi di Gianni Bugno nel 1991 (Stoccarda) e nel 1992 a Benidorm. Era un altro ciclismo, molto meno globalizzato, con ct come Franco Ballerini e Alfredo Martini, in cui l’Italia dettava legge anche ai grandi Giri e nelle prove su strada.

Questa volta il neo ct Marco Villa presenta una formazione discretamente competitiva guidata da Giulio Ciccone, lo scalatore abruzzese reduce da una sofferta Vuelta dopo aver vinto a luglio la classica di San Sebastian. Ciccone, 30 anni, secondo anche all’ultima Liegi, non è tra i super big, ma in un circuito così selettivo può dire la sua e anche aspirare a un posto sul podio.

«Sarà una prova di sopravvivenza, ma noi azzurri possiamo stupire», dice Giulio con quel pizzico di ribalderia che non guasta.

Finn trionfa negli Under 23, primo oro per l’Italia

In attesa di qualche buona novella, l’Italia si consola - oltre che con l’assegnazione al Trentino dei mondiali del 2031 - con la vittoria dell’italiano Lorenzo Finn nella prova in linea under 23. Il 18enne ciclista ligure, tra l’altro il più giovane in gara, si è laureato campione del mondo per la seconda volta di fila dopo il successo di un anno fa tra gli juniores. Finn si è imposto in solitaria dopo aver staccato all’ultimo passaggio sulla salita di Kigali Golf lo svizzero Jan Huber, argento a 31” dal corridore genovese. Il bronzo è andato all’austriaco Marco Schrettl. «Finn sarà il nostro futuro é un atleta serio, umile. Confido in un Finn protagonista al Mondiale in Trentino del 2031 ma, prima, anche alle Olimpiadi del 2028. Abbiamo un bel gruppo e lui sarà di stimolo a tutti gli altri», ha commentato il presidente della Federciclismo, Cordiano Dagnoni, ai microfoni Rai.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti

Tutto mercato WEB