Mondiale di ciclismo: l’assenza di Pogacar apre la sfida tra Evenepoel, Van Aert e Van der Poel
Senza il campione sloveno, il percorso impegnativo di Montreal diventa terreno di caccia per i principali rivali e occasione per l'Italia di tentare un rilancio
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Quando non c’è il gatto i topi ballano, dice un vecchio proverbio che s’adatta bene anche al ciclismo. Stiamo parlando, l’avrete capito, del gattone cannibale, quel Tadej Pogacar che, per i postumi della caduta alla Vuelta, dovrà disertare il Mondiale su strada che si svolgerà questa domenica a Montreal. Una prova molto impegnativa che si correrà su un percorso lungo 273 km con 3803 metri di dislivello.
Chiedilo al Sole
Mancando Pogacar, campione del mondo in carica (ha vinto le ultime due edizioni) e dominatore quasi incontrastato delle ultime stagioni, inevitabilmente si avverte un vuoto quasi spiazzante. Difficile da colmare ma assai stimolante per un gruppo talmente abituato alla sua schiacciante presenza da apparire spesso rassegnato a un ruolo secondario. Soprattutto se il percorso è molto duro come questo di Montreal.
Non è un fatto nuovo. Era successo anche con Eddy Merckx, non a caso considerato l’unico e vero Cannibale del ciclismo prima che apparisse sulla scena il campione sloveno. Anche con il belga si era creato una specie di “dominio preventivo”, cioè una tale paura di contrastarlo che alimentava ancor di più la sua ingordigia. Pochissimi i ribelli, che qualche rara volta riuscivano a suonarle a Eddy. Tra questi, oltre al nostro Gimondi, c’erano anche lo spagnolo Ocana, il francese Thevenet e il belga De Vlaeminck.
Erano gli unici, quasi a rotazione, che con il Cannibale riuscivano ad alzare la voce. Gli altri, a parte poche eccezioni, stavano ben nascosti nella pancia del gruppo cercando di ritagliarsi qualche residuale giornata di gloria.
Un Mondiale di nuovo aperto
Alla vigilia di questo Mondiale senza padrone, c’è lo stesso fermento e anche un certo piacere nel riscoprirsi finalmente protagonisti, liberi dal tallone di ferro dello sloveno che sarà pure bravissimo e sportivissimo ma che alla fine, con le sue straordinarie imprese, mette in ombra perfino campioni come Evenepoel, Van Aert e Van der Poel, corridori tostissimi ma non così universali da tenere testa a Pogacar per tutta la stagione. Ecco perché questo prova iridata è intrigante. Perché per una volta vedremo un Mondiale senza un re già incoronato.









