Monaco e Dortmund, le capitali di Euro2024
All’Allianz Arena, la Germania padrona di casa apre con la Scozia il torneo che vuole essere una festa del calcio, malgrado gli oscuri scenari geopolitici internazionali
di Dario Ricci
2' di lettura
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DORTMUND - Si guarderà al campo, certo, ma anche molto a tutto quello che accadrà intorno. In uno scenario geopolitico a dir poco in fibrillazione, la Germania pure scossa dal voto del fine settimana appena passato chiede ai campionati europei segnali di distensione, e alla propria nazionale multietnica di riunire quello che le urne sembrano aver diviso.
Massima attenzione alla sicurezza, ma anche a valorizzare l'eredità del Mondiale 2006 (ospitato da nove dei dieci impianti riutilizzati ora), contenere i costi e l'impatto ambientale (con sconti e gratuità dei trasporti pubblici per i tifosi possessori dei biglietti per le varie partite), mettere a segno qualche decimale positivo di Pil attraverso il turismo calcistico. Di sicuro a far cassa sarà l’Uefa, con investimenti fatti da 1,2 miliardi di euro e margine operativo stimato in almeno il doppio.
Conti che poco (ovviamente) sembrano interessare gli orgogliosi tifosi scozzesi, che stanno in queste ore calando da Glasgow ed Edimburgo verso la Baviera e che colorano la Germania con le loro maglie della Nazionale, i loro kilt e le loro cornamuse fin da qui, dalla Renania, sbarcando magari a Düsseldorf - dove li abbiamo incontrati - per poi scendere in treno verso Monaco e invadere Marienplatz. Tra Iserlhon, sede del ritiro azzurro, e Dortmund, invece, la febbre europea deve ancora salire, ma intanto a salutarci in una serata quasi autunnale dopo una frugale birra in un bar del centro è un gruppo di emigranti albanesi che promette battaglia a colpi di boccale e pallone! Sono attesi in oltre 50mila sugli spalti del Signal Iduna Park, il leggendario Westfalen Stadion, loro che qui sono arrivati fin dagli Anni Sessanta e Settanta, fino alle ondate migratorie successive al crollo del Muro di Berlino.
Monaco di Baviera e Dortmund, i due poli del nostro Europeo appena all'alba e già a suo zenith. All'Allianz Arena, dove eliminammo il Belgio per lanciarci verso il trionfo del 2021, la Germania padrona di casa apre con la Scozia il torneo che vuole essere una festa del calcio, malgrado gli oscuri scenari geopolitici internazionali. A Dortmund, dove nel 2006 battemmo proprio i tedeschi in un'epica semifinale mondiale, ci giocheremo ventiquattro ore dopo già buona parte del nostro Europeo, contro le aquile albanesi, già conoscendo il risultato di Spagna-Croazia. Spalletti sogna un'Italia sfrontata e solida al tempo stesso; riflettori puntati sul bomber atalantino Scamacca, lanciato dal grande finale di stagione in nerazzurro e atteso alla prova di maturità, lui che pure palcoscenici del genere ha appena cominciato a calcarli. Ma Azzurra deve crescere in fretta, come è già stata costretta a fare dopo il traumatico addio di Roberto Mancini, e mai come stavolta la prestazione conterà forse più del risultato stesso, perché se troveremo comunque certezze nel gioco sapremo in qualche modo metterle in campo pure contro spagnoli e croati. Altrimenti saranno solo rimpianti e nostalgia per quelle notti magiche di tre anni fa tra Roma, Monaco di Baviera e Londra. Ma quest’Italia merita di avere un suo presente, un suo futuro, da cominciare a costruire nella notte di Dortmund.


