Modello alla tedesca per ritrovare equità
Il metodo - Una formula matematica garantisce progressività fino a un reddito di circa 57mila euro. Poi scatta un sistema a scaglioni
di Giuseppe Corasaniti
4' di lettura
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I princìpi costituzionali di capacità contributiva, uguaglianza e progressività devono tornare ad assumere un ruolo di centralità nella politica tributaria italiana, anche al fine di ridurre le disuguaglianze sociali.
Secondo una ricerca curata dalle Acli e dall’Università di Brescia, il modello più rispondente a tali finalità sarebbe quello tedesco in cui a ogni aumento di reddito è associato un onere fiscale personalizzato in termini di contribuzione. Tale sistema consentirebbe di attuare la progressività in via immediata (in modo lineare), non pregiudicare gli incapienti e chiamare alla contribuzione in misura maggiore chi più possiede.
Nonostante nella Costituzione tedesca non siano espressamente codificati i princìpi di capacità contributiva e progressività, a differenza di quanto previsto dall’articolo 53 della Costituzione italiana, l’imposta tedesca sul reddito delle persone fisiche è caratterizzata da un modello fondato prevalentemente sulla progressività “lineare” e in parte “a scaglioni”, consentendo di realizzare una progressività più aderente all’effettiva capacità contributiva.
In particolare, il reddito imponibile delle persone fisiche è assoggettato, applicando una formula matematica annualmente aggiornata, ad aliquote marginali costantemente crescenti all’aumento del reddito fino al raggiungimento di una determinata soglia dell’imponibile, oltre la quale sono applicate due differenti aliquote proporzionali per i corrispondenti “scaglioni”. Per garantire l’effettività del diritto al “minimo vitale”, fortemente tutelata dalla consolidata giurisprudenza della Corte costituzionale tedesca, è riconosciuta un’area di esenzione del reddito che da circa 8.000 euro nel 2010 è aumentata a 9.408 euro nel 2020 per ciascun contribuente. Tale importo esente è raddoppiato, se il contribuente è coniugato o unito civilmente, in quanto in Germania è consentita la dichiarazione congiunta.
Per la determinazione dell’imposta la legge prevede, superata la fascia di esenzione, per il periodo d’imposta 2020, la prima area di progressività lineare da 9.409 euro a 14.532 euro, con un’aliquota marginale d’ingresso che negli ultimi dieci anni è sempre fissata al 14%. All’aumento del reddito si incrementa l’aliquota marginale fino a raggiungere l’aliquota prossima al 24% applicabile al reddito imponibile di 14.532 euro. Nella seconda area di progressività lineare, da 14.533 euro a 57.051 euro, che interessa la maggior parte dei contribuenti, l’aliquota marginale aumenta costantemente dal 24% fino a raggiungere l’aliquota prossima al 42%. Raggiunta la soglia di 57.052 euro sarà applicata l’aliquota marginale proporzionale del 42% fino a 270.500 euro e del 45% oltre tale soglia. Dal confronto con la progressività “a scaglioni” italiana si evince che l’aliquota marginale massima tedesca eccede quella italiana (45% rispetto al 43%), ma la base imponibile a cui è applicabile l’aliquota tedesca è quasi quadrupla rispetto all’italiana (270.501 euro contro i 75.000 euro del nostro ultimo scaglione).


