Prodotti e strategie

Modelli e piattaforme di nuova generazione per il balzo di Stellantis

Lancia Ypsilon e Alfa Romeo Milano le novità più attese. Le architetture Stla Medium e Large cuore delle proposte elettriche e ibride

di Massimo Mambretti

La nuova Lancia Ypsilon nella versione elettrica con allestimento Cassina prodotta in 1906 esemplari. È la prima elettrica del marchio ed è cugina di Peugeot 208 e Opel Corsa con le quali condivide powertrain e piattaforma eCMP2

4' di lettura

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Stellantis, a tre anni dalla sua nascita, ha iniziato a produrre le prime auto basate su due piattaforme unificate (Stla Medium e Stla large) nate per le elettriche ma adatte anche alle termiche e ibride. In questo affronta la difficile transizione energetica con una strategia multi energy, per coprire ogni esigenza di mercato anche quelli sudamericani.

Infatti il gruppo ha varato un investimento di quasi 6 miliardi di euro tra il 2025 e il 2030 per ammodernare ed elettrificare l’offerta in un mercato storico e fondamentale per Fiat come il Brasile. In quel Paese è previsto il lancio di 40 nuovi modelli su una specifica piattaforma per veicoli ibridi alimentabili sia a benzina sia a etanolo.

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I primi, ovviamente, potenzialmente potrebbero essere interessanti anche per l’Europa, perché la tecnologia battezzata Bio-Hybrid è flessibile, adatta a diversi tipi di vetture e compatibile con tutte le linee di produzione sudamericane del gruppo. Tuttavia, non è un azzardo pensare anche a quelle di altre parti del mondo. Considerazione che ci sposta in Cina dove è stato raggiunto un accordo tra Stellantis e Leapmotor, che ha avuto il disco verde dalle autorità di quel Paese. L’intesa non solo prevede l’ingresso di Stellantis nell’azionariato di Leapmotor con una quota del 21% ma anche la costituzione di una new company chiamata Leapmotor International della quale Stellantis ha il 51% del capitale, i diritti per l’esportazione, la produzione e la vendita delle vetture al di fuori della Cina. La joint venture guarda con occhio di riguardo ai modelli a batteria compatti ed economici.

Una categoria che ha aperto le porte all’ipotesi lanciata da Automotive News Europe di avviare la loro produzione dal 2026 nello stabilimento torinese di Mirafiori.

L’investimento in Brasile e la joint venture cinese, di fatto, portano Stellantis come altri costruttori a seguire due roadmap distinte, ma complementari. Una rilancia la produzione di modelli con motori termici ibridi sia per quelle parti del mondo dove la transizione elettrica non è ipotizzabile sia per fare da ponte alla diffusione di quelli full-electrcic dove sono imposti dalle normative (oggi Unione Europea e California) che non decolla per un sacco di motivi. L’altra tende a spingere la lenta diffusione dell’auto elettrica con modelli di basso costo e che, per di più, possono contare su una filiera di approvvigionamento delle componenti per le batterie che non è influenzata dal fatto che è monopolizzata dalla Cina.

Nel frattempo, dalla roadmap già ufficializzata da Stellantis per tutti i marchi arrivano molte novità ibride ed elettriche.

La Dodge Charger Daytona Scat Pack: elettrica basata su architettura Stla large

Fiat lancerà a luglio la nuova Panda che sarà prodotta in Serbia anche in versione full-electric e che originerà una gamma di diffusione globale annunciata dal Ceo del brand Olivier Francois da Ginevra, non quella svizzera durante il Salone ma quella vicina Brescia, composta da una berlina fastback, un suv, un pick-up e un camper anche con motori Ice. I modelli si baseranno sulla piattaforma SmartCar, versione più economica della CMP, sviluppata per i mercati emergenti e adatta anche ai modelli elettrici. Architettura che ha debuttato sulla Citroën C3/ëC3, vettura che ha la missione di democratizzare le e-car. Fiat non manda in pensione la terza generazione della Panda prodotta a Pomigliano d’Arco dal 2011 grazie a un’operazione gerovital con cui diventa, per distinguersi dalla nuova, Pandina adottando gli Adas obbligatori dal prossimo luglio che ne prolungano l’esistenza sino al 2027.

Alfa Romeo lancia ad aprile il suo primo modello anche elettrico, il suv compatto Milano, mentre annuncia che le prossime Giulia e Stelvio basate sulla piattaforma Stla Large a 800 V che promette autonomie fino a 800 chilometri che saranno anche termiche elettrificate e prodotte a Cassino, nonché più in là nel tempo un’ammiraglia e un super-suv oltre che l’interpretazione elettrica della mitica Duetto. Lancia entra nell’era elettrica con la nuova generazione della compatta Ypsilon che, però, sarà proposta anche in versione ibrida basata, al pari della nuova Fiat Panda e delle cugine Peugeot 208 e Opel Corsa, sull’architettura eCmp2 di origine francese Psa. Proprio come l’Alfa Romeo Milano e come l’annunciato suv compatto Opel Frontera, che prenderà il posto della Crossland con una denominazione che rimanda al fuoristrada degli anni Novanta.

Il pianale eCmp2 è utilizzato anche dalla gamma Jeep Avenger che è pronta ad affiancare alle versioni termiche, ibride ed elettrica monomotore anche quella mild hybrid a trazione integrale. Il brand americano lancia, ma non in Europa, anche il super-suv elettrico Wagoneer S che utilizza l’architettura Stla Large, sulla quale poggia anche la nuova generazione della muscle car a stelle strisce Dodge Charger: la prima del settore a batteria, ma che non dice addio ai motori termici.

La nuovissima Peugeot 5008 che sfrutta la piattaforma Stla Medium

Infine Peugeot, brand principe di Stellantis, che dopo aver lanciato la nuova generazione, anche elettrica della 3008 che porta al debutto la piattaforma Stla Medium, ha svelato anche la sorella maggiore: la 5008 a sette posti in versione elettrica e ibrida. Tra l’altro Stla Medium sarà la base dei modelli Jeep , Lancia e Opel che vedranno la luce a Melfi.

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