«In Campania – si legge nel documento spedito dal Modec a De Luca _ abbiamo una significativa presenza di aziende che distribuiscono i loro prodotti attraverso oltre 10.000 punti vendita retail in Italia ed all’estero». Si citano Carpisa-Yamamay, Original Marines, Alcott, Camomilla, Kocca, Fracomina, Sandro Ferrone, Akè, Miss Comoda, Antony Morato, Coconuda, Harmont&Blaine, e tanti altri che, portando in Italia le loro produzioni, creerebbero occupazione sul territorio. Ci sono poi in regione aziende che producono in private label. Esiste una filiera completa e con importanti imprese che vanno dalla tessitura al design, alla distribuzione in Italia e all’estero. Ci sono tintorie, stamperie, terzisti, pronto moda. La filiera ha un fatturato di circa 20 miliardi con 110.000 addetti e contribuisce per il 9% al Pil nazionale di settore.
Gli strumenti richiesti
Le risorse disponibili, grazie al Recovery fund e ai fondi Ue 2021-2027 consentono una riflessione sul reshoring. Più nel dettaglio, gli imprenditori campani chiedono alla Regione di istituire un fondo regionale di garanzia con rimborso in 20 anni a costo zero. «Si stima – secondo il Modec –che per ogni miliardo stanziato se ne potranno attivare circa 15 di investimenti». Ma sono richiesti anche altri strumenti come «un credito d'imposta strutturale del 45%, decontribuzione per nuovi assunti per dieci anni, detassazione degli utili d'impresa».