Charity

Moda, casa, accessori: il lusso dello shopping è la consapevolezza

Proposte dal risvolto eco per sostenere l’integrazione attraverso la creatività e oggetti ad alto contenuto sociale: 10 idee per spendere nel bello che fa bene.

di Marta Pellegrinotti Mari, goodpoint.it

3' di lettura

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Pebble Child propone sonagli, folletti, coperte, giochi realizzati a mano con cotone biologico. Tutto inizia nel 2004 quando Samantha Morshed arriva in Bangladesh e, tramite una Ong locale, insegna a lavorare a maglia a 12 giovani donne. Il progetto evolve, le donne sono oltre 2mila e i centri produttivi si arricchiscono di asili nido e scuole materne. L’intero ricavato sostiene le donne che vivono nelle comunità rurali del Bangladesh (a sinistra, Bunny rattle - rainbow, 21 £, pebblechild.com).

Fondato dalle sorelle Hannah e Rachel Vasicek, Francesca è il marchio australiano di gioielli nato nei famosi mercati di Salamanca in Tasmania. Propone gioielli in oro giallo, oro rosa o argento. Il brand è molto coinvolto in attività charity grazie a collaborazioni con diversi partner: per esempio, il 100 per cento del ricavato delle vendite della collezione Be Hers (a destra, il bracciale Awareness, da 34 $) viene devoluto all’omonima associazione impegnata a salvare donne e bambini dalla schiavitù (francesca.com.au).

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Fondata nel 2018 nel Galles del Nord da Dave e Lucy, Battle Green produce cosmetici vegani fatti a mano (sotto, shampoo solido al limone, 5,5 £), conservati in imballaggi sostenibili. Oltre a piantare un albero per ogni confezione regalo, il brand dona l’1 per cento del ricavato a Surfers Against Sewage, associazione impegnata nella pulizia di spiagge e corsi d’acqua (battlegreen.co.uk).

Fondata a Firenze a metà anni Ottanta, Temple St. Clair è il brand che grazie alla collaborazione con gli artigiani fiorentini è stato in grado di tradurre antiche tecniche orafe in gioielli dalle linee contemporanee. Per ogni acquisto della collezione Arcadia (sotto, Simba Lion, 5.741 €), il 20 per cento viene devoluto a Big Life Foundation, che sostiene la conservazione della natura nella zona Kilimanjaro-Amboseli-Tsavo (templestclair.com).

Futura Factory è la fabbrica solidale di ceramica che porta avanti percorsi di integrazione attraverso il diritto al lavoro. Qui, persone con disabilità o svantaggio sociale sono supportate per raggiungere il miglior stato di benessere individuale: all’interno del laboratorio vengono realizzati a mano pezzi come tazze, portacandele (sotto, Pigna Bianco, 25 €) e piatti, il cui intero ricavato sostiene la cooperativa (factory.futuracoopsociale.it).

Interact è l’organizzazione no profit con sede a Minneapolis che offre spazi e propone attività ad artisti con disabilità. Dipinti, oggetti di design, gioielli: ogni opera è un pezzo unico e l’intero ricavato sostiene il progetto. Oltre all’acquisto attraverso l’e-commerce, è possibile commissionare lavori direttamente agli artisti, oltre 70, sostenuti dall’associazione (gallery.interactcenterarts.org).

Thread Talk è il brand dedicato alle coperte per tutte le stagioni, realizzate con tessuti certificati e resistenti (sotto, Confidence, 135 $). Il 10 per cento di ogni acquisto viene devoluto a DomesticShelters.org, un’associazione benefica che sostiene le vittime di violenza domestica attraverso l’ospitalità e il supporto psicologico (threadtalk.com).

Leader mondiali, icone della musica e del cinema: i fermaporta di Wedgie, il brand etico fondato nel 2014 da Mark Scholes e Hayley Evans, ritraggono personaggi noti e amati. Dalla regina Elisabetta (a fianco, 20 £) a Greta Thunberg, fino a Britney Spears, ogni pezzo è realizzato a mano e dipinto da artigiani nelle comunità rurali dello Sri Lanka, che sono supportati nel loro processo di empowerment. Inoltre, il marchio è membro di 1% for the Planet, organizzazione impegnata in cause ambientali (meetthewedgies.com).

Erleia è un brand naturale per la cura della pelle fondato da donne e focalizzato sulla sostenibilità e l’inclusività. Tutti i prodotti sono cruelty-free, realizzati in piccoli lotti con ingredienti biologici di alta qualità e confezionati con materiali biodegradabili e riciclabili. Ogni anno l’1 per cento del profitto viene donato a organizzazioni impegnate nella giustizia sociale (a lato, Citrus Lotion Bar, 18 $, erleia.com).

Coloriage è un laboratorio di sartoria sociale che si trova nel cuore di Trastevere, a Roma. È anche una scuola di moda gratuita: uno spazio di incontri creativi aperto ad artigiani rifugiati, migranti e inoccupati, a cui viene insegnato il mestiere. Le collezioni uniscono tessuti recuperati da dead stock di aziende italiane con batik e pregiate stoffe artigianali dell’Africa occidentale. Il progetto promuove contaminazione tra culture diverse, design e artigianato, per favorire l’integrazione sociale e realizzare collezioni uniche e originali (sotto, bomber reversibile, 180 €, coloriage.it).

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