Il risultato è un’analisi comparativa che fotografa l’evoluzione del sistema dei trasporti in previsione dell’obiettivo di decarbonizzazione al 2030, sebbene solamente cinque città (Bologna, Firenze, Milano, Roma e Torino) aderiscano alla missione NetZero2030 proposta dalla Commissione Europea, mentre le altre - Bari, Cagliari, Catania, Genova, Messina, Napoli, Palermo, Reggio Calabria e Venezia - facciano riferimento al 2050, anno entro cui l’Unione europea intende raggiungere la neutralità climatica con il Green Deal.
La classifica delle 14 città metropolitane: Milano è la più virtuosa
Secondo l’indagine, Milano è la città metropolitana italiana più vicina ai target europei di mobilità sostenibile al 2030, registrando un deficit del 32% (pur difficile da colmare), seguita nell’ordine da Firenze (ritardo del 47%), Venezia (51%), Bologna (52%), Roma (53%), Torino (54%), Napoli (56%).
Nello specifico, il capoluogo lombardo mostra segnali incoraggianti, grazie anche alle strategie implementate negli ultimi anni, sui fronti della mobilità condivisa, della ripartizione modale e del trasporto pubblico, mentre arranca ancora sul versante della motorizzazione privata e della mobilità attiva.
A preoccupare i risultati di Catania, che chiude la classifica con un ritardo del 76%. Un disavanzo che si aggrava ulteriormente se si considera la mobilità condivisa, ambito nel quale la città siciliana segna un deficit del 99%. Ben lontane dagli obiettivi europei di decarbonizzazione, anche Reggio Calabria (75%), Palermo (73%), Bari (71%), Messina (69%), Genova (69%) e Cagliari (66%).
Verso il 2030: la lunga strada della decarbonizzazione
In generale, tra il 2015 e il 2020, nei centri urbani presi in esame si sono registrati incrementi ridotti nelle reti di metropolitane e tram ecologici, mentre si è osservato un aumento significativo delle reti filoviarie, che sono passate da 127 a 180 chilometri complessivi.