Osservatorio Mobisco

Mobilità, 30 milioni in viaggio ogni giorno. L’auto resta regina, trasporto pubblico fermo al 17%

Presentato a Milano il primo rapporto Mobisco di Most. Auto utilizzata dal 73% dei lavoratori mentre gli studenti universitari usano il treno nel 51,4% dei casi e i mezzi pubblici nel 26,7%

di Redazione Roma

Luiss BS, presentata ricerca dell'Osservatorio Auto e Mobilità

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Lo sa bene chi si sposta ogni giorno per motivi di lavoro o di studio: l'Italia si muove in massa, tutti i giorni. In numeri si tratta di oltre 30 milioni di persone, più della metà della popolazione. Un flusso continuo che pesa per oltre il 58% degli spostamenti complessivi. Poco è cambiato rispetto al passato: nel 2011 erano 28,8 milioni del 2011 ma il modello resta inchiodato su abitudini consolidate, con il mezzo privato che continua a dominare la scena. La radiografia è del primo rapporto dell'Osservatorio Mobisco, promosso da Most (Centro nazionale per la mobilità sostenibile) e presentato il 14 aprile a Milano.

Automobile regina

Travolti da una rete che fatica a reggere, i cittadini scelgono l'auto. Parliamo di circa 18 milioni di persone. Tra i lavoratori la quota sale ancora: il 73,7% usa solo mezzi privati, mentre appena il 7% si affida esclusivamente al trasporto pubblico. Non stupisce quindi che il trasporto collettivo resti fermo al 17%: l'offerta è disomogenea, soprattutto fuori dai grandi centri urbani. Il risultato è un sistema sbilanciato, dove la mobilità sostenibile resta più un obiettivo che una realtà. Le radici di queste differenze, spiega il rapporto, affondano nei territori. Al Nord si concentra il grosso della mobilità per lavoro, con il 71% degli spostamenti sistematici, mentre al Sud pesa di più la componente legata allo studio. Ancora più evidente il divario sugli spostamenti fuori comune: Lombardia e Veneto superano il 50%, mentre Lazio e Sicilia si fermano al 27%. Una fotografia che racconta infrastrutture, opportunità e servizi che cambiano radicalmente da un'area all'altra.

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Il pendolarismo fuori dal Comune

Un elemento di forte pressione infrastrutturale è rappresentato dagli spostamenti fuori dal comune di residenza, che riguardano il 42,5% degli spostamenti sistematici totali. Questa tendenza è particolarmente accentuata in regioni come la Lombardia (57%) e il Veneto (54%), a fronte di valori sensibilmente inferiori in Lazio e Sicilia (27%). Un fenomeno alimentato anche dall'assenza di offerta di alloggi a prezzi sostenibili, così come per gli studenti universitari.

Gli studenti scelgono il treno

Tra i 10 milioni di studenti coinvolti, il quadro cambia con l'età. Nelle scuole dell'obbligo si va ancora molto a piedi, ma gli scuolabus restano marginali, fermi al 3-4%. Il vero salto arriva all'università: 28 chilometri medi al giorno per raggiungere le sedi di studio. Una distanza che pesa anche in termini ambientali, con oltre 5 kg di CO2 per ogni giornata tipo. Non stupisce che il treno diventi la prima scelta nel 51,4% dei casi, seguito dal trasporto pubblico locale per il 26,7 per cento.

La sicurezza

Collasso silenzioso anche sul fronte sicurezza. Gli infortuni nel tragitto casa-lavoro continuano a salire: nel 2025 sono stati quasi 100mila, con 293 casi mortali. In aumento anche gli incidenti che coinvolgono studenti. In aumento anche le denunce di infortuni degli studenti in itinere, da 2.011 del 2024 a 2.181 del 2025 (+8,45%). “Il dato - spiega l'Osservatorio in una nota - suggerisce di prestare crescente attenzione al tema degli interventi per la prevenzione degli incidenti nella mobilità sistematica, così come delle attività che le sedi di lavoro e scolastiche potrebbero promuovere per migliorare la sicurezza”.

I numeri

Alla base resta un problema strutturale: i dati esistono, ma sono frammentati. Metterli insieme serve a capire davvero dove intervenire. “Questo appuntamento rappresenta un passaggio fondamentale per avviare un dialogo strutturato tra tutte le realtà pubbliche e private che, a diverso titolo, raccolgono dati sulla mobilità sistematica, dalle istituzioni al mondo della ricerca, fino agli operatori dei diversi settori - ha dichiarato Matteo Colleoni, docente alla Bicocca e soordinatore scientifico di Mobisco - Oggi questi dati esistono ma sono spesso frammentati: Mobisco nasce proprio con l'ambizione di metterli in relazione, farli ‘parlare' e costruire una sintesi capace di restituire una lettura più completa della domanda e offerta di mobilità quotidiana sistematica”.

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